An­dreo­li si rac­con­ta e sco­pre la bel­lez­za del­la vec­chia­ia

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primo Piano -

POR­DE­NO­NE - (l.z.) Vec­chio e fe­li­ce di es­ser­lo, ma con il ti­mo­re di non ave­re spe­so al me­glio la sua vi­ta. A 75 an­ni Vit­to­ri­no An­dreo­li spo­sta l'at­ten­zio­ne su se stes­so con un'au­to­bio­gra­fia - «La mia cor­sa nel tem­po» - che per la pri­ma vol­ta gli per­met­te di en­tra­re per­so­nal­men­te nel­la nar­ra­zio­ne. «Ar­ri­va­ti al­la mia età, c'è mol­ta cu­rio­si­tà per la vi­ta pro­pria. Mi so­no sem­pre oc­cu­pa­to dell'al­tro, ma ho sem­pre sen­ti­to an­che il bi­so­gno di es­se­re par­te­ci­pe. Que­sto, pe­rò, il sag­gio non lo per­met­te; lo per­met­te in­ve­ce la nar­ra­zio­ne e dun­que so­no pas­sa­to a un ge­ne­re di­ver­so, in cui ci so­no den­tro an­ch'io, con la mia fra­gi­li­tà e la mia uma­ni­tà. An­ch'io so che cos'è la tri­stez­za e ho ama­to co­sì tan­to i miei «mat­ti che pen­so di es­se­re per me­tà psi­chia­tra e per me­tà mat­to». E ol­tre al­la tri­stez­za c'è l'in­sod­di­sfa­zio­ne: «So­no un in­sod­di­sfat­to, amo mol­to le la­men­ta­zio­ni, per­ché non so­no con­vin­to di aver spe­so al me­glio la mia vi­ta. Non amo l'elo­gio e non rie­sco a ca­pi­re i con­ten­ti, e que­sto è il pri­mo pro­ble­ma che af­fron­to. Poi c'è il dram­ma pi­ran­del­lia­no per cui la gen­te ti ve­de per qual­co­sa che tu non sei. Se qual­cu­no mi vuol co­no­sce­re, mi pia­ce­reb­be che mi co­no­sces­se per quel­lo che so­no». No­no­stan­te tut­to, An­dreo­li re­sta con­vin­to che «la vi­ta è bel­lis­si­ma», an­che in que­sta fa­se: «La chia­ma­no l'età ter­za: io so­no vec­chio e so­no fe­li­ce di es­ser­lo, per­ché è un ca­pi­to­lo nuo­vo del­la vi­ta. E di­co no al gio­va­ni­li­smo. E se pen­sa­te che a que­st'età l'amo­re non si fa più, scor­da­te­ve­lo».

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