«Uno scric­chio­lio, poi il fu­mo den­so e tut­ti so­no fug­gi­ti»

Cin­zia Si­na: «Ho vi­sto un di­pen­den­te usci­re di scat­to»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primopiano - Al­ber­to Co­mis­so

È in­cre­du­la. Cin­zia Si­na, una del­le ti­to­la­ri dell'au­to­sy­stem, guar­da at­to­ni­ta la strut­tu­ra che va a fuo­co. Se­gue le ope­ra­zio­ni di spe­gni­men­to e suc­ces­si­va­men­te di raf­fred­da­men­to a de­bi­ta di­stan­za.

Con lei c'è la zia, Li­via, e al­cu­ni di­pen­den­ti che pro­va­no ad avan­za­re al­cu­ne ipo­te­si sull'ac­ca­du­to. Si sa sol­tan­to che la se­de dell'au­to­no­leg­gio è sta­ta in­te­res­sa­ta da un vio­len­to in­cen­dio par­ti­to pro­ba­bil­men­te da un de­po­si­to di gom­me si­tua­to nel­la par­te re­tro­stan­te. Il mo­men­to è dram­ma­ti­co.

La per­ce­zio­ne è che an­ni e an­ni di la­vo­ro, frut­to di in­ve­sti­men­ti e sa­cri­fi­ci, con l'obiet­ti­vo di scac­cia­re la cri­si del mer­ca­to dell'au­to dan­do vi­ta a Por­de­no­ne una ve­ra e pro­pria cit­ta­del­la con un'esten­sio­ne di qua­si 4mi­la me­tri qua­dra­ti, sia­no an­da­ti in fu­mo in­sie­me ad una pa­laz­zi­na di due pia­ni crea­ta per la par­te re­la­ti­va al no­leg­gio.

Non c'è una spie­ga­zio­ne a quan­to sta ac­ca­den­do. La vo­glia di par­la­re è po­ca; di­ven­ta ine­si­sten­te quan­do, con il pas­sa­re del­le ore, si pren­de co­scien­za che l'in­cen­dio ha ri­spar­mia­to sol­tan­to una pic­co­la par­te del­la strut­tu­ra. In­gen­ti i dan­ni che al mo­men­to, per una tut­ta una se­rie di ve­ri­fi­che che ver­ran­no ef­fet­tua­te nei pros­si­mi gior­ni, non pos­so­no an­co­ra es­se­re quan­ti­fi­ca­ti. Si sti­ma, co­mun­que, che sia­no pa­ri ad al­cu­ne cen­ti­na­ia di mi­glia­ia di eu­ro.

«Ero ap­pe­na tor­na­ta dal­la pau­sa pran­zo con mia fi­glia rac­con­ta Cin­zia Si­na - quan­do, all'im­prov­vi­so, ho vi­sto un di­pen­den­te usci­re di scat­to con il te­le­fo­no cel­lu­la­re già vi­ci­no all'orec­chio. Ho ca­pi­to che era suc­ces­so qual­co­sa e, a di­re il ve­ro, mi è ba­sta­to dav­ve­ro po­co per ca­pi­re che c'era un in­cen­dio in cor­so. Non pen­sa­vo, pe­rò, che ar­ri­vas­se a pro­por­zio­ni co­sì gran­di».

Con cal­ma Cin­zia Si­na pro­va a ri­pren­der­si dal­lo shock. È te­sa, con­sa­pe­vo­le di quel­lo che sta ac­ca­den­do e, so­prat­tut­to, im­po­ten­te di fron­te ad una si­tua­zio­ne di­ven­ta­ta qua­si in­ge­sti­bi­le.

Men­tre ar­ri­va­no i vi­gi­li del fuo­co, l'im­pren­di­tri­ce chie­de al di­pen­den­te che ven­ga fat­ta un po’ di chia­rez­za. Le pri­me no­ti­zie so­no far­ra­gi­no­se. «Mi ha ri­fe­ri­to di es­se­re en­tra­to e, all'im­prov­vi­so, di aver sen­ti­to qual­co­sa che scric­chio­la­va. Ha al­za­to lo sguar­do e ha vi­sto del fu­mo. Di più non so. So sol­tan­to che i di­pen­den­ti, una de­ci­na in tut­to, so­no usci­ti ve­lo­cis­si­ma­men­te dal­la strut­tu­ra che di lì a

IN­TER­VEN­TO IN FOR­ZE

TI­TO­LA­RI Li­via e Cin­zia Si­na

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