Cre­sci­ta, il go­ver­no fre­na Pil sot­to l’1% an­che nel 2017 Ma­no­vra, lu­ne­dì si de­ci­de

Il Te­so­ro ave­va cal­co­la­to nel­le pre­vi­sio­ni un an­da­men­to dell’eco­no­mia del +1,4% ma ora de­ve ri­dur­lo al­lo 0,7%

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primo Piano - An­drea Bas­si

Il nuo­vo Do­cu­men­to di eco­no­mia e fi­nan­za sa­rà ap­pro­va­to dal go­ver­no mol­to pro­ba­bil­men­te lu­ne­dì. Tut­to è pra­ti­ca­men­te pron­to. Per il 2016 Pa­laz­zo Chi­gi e Te­so­ro ave­va­no ini­zial­men­te spe­ra­to di po­ter in­di­ca­re una cre­sci­ta vi­ci­na all’1%, at­tor­no al­lo 0,9%. Ma è pos­si­bi­le che l’asti­cel­la, do­po il con­fron­to con l’uf­fi­cio par­la­men­ta­re di bi­lan­cio, deb­ba es­se­re por­ta­ta an­co­ra più giù, at­tor­no al­lo 0,7%-0,8%. Lo 0,7% del Pil è un da­to già ac­qui­si­to per il 2016. Il pun­to è che mol­ti pre­vi­so­ri ri­ten­go­no che l’eco­no­mia si sia fer­ma­ta, e dun­que po­treb­be non cre­sce­re più ne­gli ul­ti­mi due tri­me­stri dell’an­no. Ma il ve­ro pun­to cen­tra­le non è tan­to la sti­ma del Pil del 2016, piut­to­sto quel­la del 2017. E an­che in que­sto ca­so le no­ti­zie non so­no buo­ne. Ad apri­le il go­ver­no ave­va sti­ma­to che il pros­si­mo an­no l’eco­no­mia sa­reb­be cre­sciu­ta dell’1,4%. È pos­si­bi­le in­ve­ce che la sti­ma pos­sa fer­mar­si ad uno 0,7-0,8%, an­che in que­sto ca­so in li­nea con quan­to di­ce l’oc­se. Se­con­do Con­fin­du­stria il pros­si­mo an­no il Pil non an­drà ol­tre lo 0,5%. Ma c’è an­che chi di­ce che fa­rà an­co­ra peg­gio, co­me Ihs Glo­bal In­sight (0,4%) o Ci­ti­group (0,3%). Le ri­for­me e gli in­cen­ti­vi in­se­ri­ti nel­la pros­si­ma leg­ge di Sta­bi­li­tà po­treb­be­ro far au­men­ta­re il pro­dot­to fi­no all’1-1,2%. Co­mun­que sia, la ma­no­vra par­ti­rà in sa­li­ta. Il de­fi­cit per il 2016 do­vreb­be sa­li­re al 2,5%, e quel­lo per il 2017 ini­zial­men­te sti­ma­to all’1,8% do­vrà es­se­re ri­vi­sto al rial­zo. L’in­ten­zio­ne del go­ver­no sa­reb­be quel­la di te­ner­lo al­lo stes­so li­vel­lo di que­st’an­no, quin­di at­tor­no al 2,5%.

An­che ipo­tiz­zan­do che Bruxelles con­sen­ta di por­ta­re il de­fi­cit fi­no a que­sta so­glia il pros­si­mo an­no, gli spa­zi di fles­si­bi­li­tà non sa­ran­no in­fi­ni­ti. In­sie­me a quan­to già con­ces­so, la stam­pel­la eu­ro­pea po­treb­be ba­sta­re pro­ba­bil­men­te so­lo ad az­ze­ra­re l’au­men­to dell’iva, che va­le in tut­to 15 mi­liar­di, set­te dei qua­li già co­per­ti con la fles­si­bi­li­tà ot­te­nu­ta un an­no fa. Il nuo­vo spa­zio sa­reb­be dun­que tra i 7 e gli 8 mi­liar­di. Tut­te le al­tre mi­su­re, dal­le pen­sio­ni, al rin­no­vo dei con­trat­ti, fi­no all’eco­bo­nus e ai su­pe­ram­mor­ta­men­ti, do­vran­no es­se­re fi­nan­zia­ti con al­tre ri­sor­se. In pi­sta c’è una spen­ding re­view da 3-3,5 mi­liar­di di eu­ro, so­prat­tut­to ba­sa­ta sul­le spe­se del­la sanità. E il fon­do sa­ni­ta­rio po­treb­be nuo­va­men­te es­se­re con­ge­la­to, bloc­can­do o ri­du­cen­do l’au­men­to di 2 mi­liar­di pre­vi­sto per il pros­si­mo an­no. Un pun­to che ve­de con­tra­ria il mi­ni­stro del­la Sa­lu­te Bea­tri­ce Lo­ren­zin, che ie­ri ha det­to che or­mai fa­re ta­gli al­la sanità «è im­pos­si­bi­le». C’è poi la nuo­va vo­lun­ta­ry di­sclo­su­re, la ria­per­tu­ra del­la re­go­la­riz­za­zio­ne dei ca­pi­ta­li espor­ta­ti il­le­ci­ta­men­te all’este­ro, ol­tre ad al­cu­ne mi­su­re sui gio­chi.

LA NO­VI­TÀ Ca­pi­ta­li all’este­ro ver­so la sa­na­to­ria

SANITÀ Bea­tri­ce Lo­ren­zin con­tra­ria a nuo­vi ta­gli al­la spe­sa sa­ni­ta­ria: so­no im­pos­si­bi­li

SCACCHIERE EU­RO­PEO Il pre­si­den­te fran­ce­se Hol­lan­de con la can­cel­lie­ra Mer­kel e il pre­mier Ren­zi al ver­ti­ce di Ven­to­te­ne. So­pra il mi­ni­stro del Te­so­ro, Pier Car­lo Pa­doan

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