LA STO­RIA

Si è spen­to Vit­to­rio Vi­sen­tin ex uf­fi­cia­le di Ma­ri­na pro­ta­go­ni­sta nel 1984 di una ter­ri­bi­le stra­ge che di­strus­se la sua fa­mi­glia

Il Gazzettino (Pordenone) - - Attualità - Giu­sep­pe Pie­tro­bel­li

Co­me ci è riu­sci­to? Non tan­to a uc­ci­de­re nel son­no le sue tre bam­bi­ne, il che è sta­to spie­ga­to da­gli psi­chia­tri co­me un blac­kout del­la co­scien­za, un'in­fer­mi­tà to­ta­le di men­te che ne de­cre­tò la non pu­ni­bi­li­tà. Quan­to a tor­na­re a vi­ve­re in quel­la ca­sa do­ve in una not­te di fi­ne in­ver­no si era al­za­to sen­za sve­glia­re nes­su­no, ave­va af­fer­ra­to un mar­tel­lo, con cui dap­pri­ma ave­va col­pi­to la mo­glie che dor­mi­va, poi era en­tra­to nel­le ca­me­ret­te di Sa­ra, 8 an­ni, la mag­gio­re, Cin­zia, 5 an­ni, e Va­len­ti­na, un an­no ap­pe­na, in­fie­ren­do su di lo­ro an­che con un fer­ro da sti­ro e un mat­to­ne.

E co­me è riu­sci­ta lei, Va­le­ria Dal Sas­so, do­po es­ser­si mi­ra­co­lo­sa­men­te sal­va­ta, a per­do­na­re e ad ac­co­glie­re quell'uo­mo, quan­do qual­che an­no do­po era usci­to dal ma­ni­co­mio cri­mi­na­le di Reg­gio Emi­lia, e a con­di­vi­de­re con lui un'al­tra vi­ta, in quel­le stan­ze do­ve si era con­su­ma­ta una tra­ge­dia del­la fol­lia sen­za pre­ce­de­den­ti a Schio, nel­la la­bo­rio­sa ter­ra vi­cen­ti­na?

Vit­to­rio Vi­sen­tin è mor­to tren­ta­due an­ni do­po, esat­ta­men­te l'età che a quell'epo­ca ave­va la mo­glie, una don­na eroi­ca e ge­ne­ro­sa. Da al­lo­ra si è por­ta­to ad­dos­so un pe­so enor­me, che ha cer­ca­to di al­leg­ge­ri­re con una re­li­gio­si­tà pro­fon­da, di­ven­tan­do se­gua­ce dei te­sti­mo­ni di Geo­va.

Gen­ti­le, in­no­cuo, ave­va 68 an­ni ed è sta­to di­vo­ra­to da un ma­le in­cu­ra­bi­le. A Schio qua­si nes­su­no ri­col­le­ga­va il vol­to scon­vol­to di un uo­mo con la bar­ba ros­sa e in­col­ta, gli oc­chi stra­lu­na­ti, la staz­za im­po­nen­te, co­sì com'era ap­par­sa sulla pri­ma pa­gi­na dei gior­na­li, al tran­quil­lo e ano­ni­mo pen­sio­na­to che non ha mai smes­so di vi­ve­re nel luo­go do­ve si ma­te­ria­liz­zò un or­ro­re di cui, for­se, non ser­ba­va nem­me­no il ri­cor­do.

Nel cam­po­san­to che guar­da ver­so il No­ve­gno e il Sum­ma­no, a po­che cen­ti­na­ia di me­tri di di­stan­za dal­la ca­set­ta di via Fo­sco­lo, la la­pi­de ap­po­sta sulla tom­ba del­le tre bam­bi­ne, non tra­di­sce il dram­ma di al­lo­ra. “Ri­cor­dia­mo il vo­stro sor­ri­so

SQUILIBRIO

Vit­to­rio Vi­sen­tin, ex uf­fi­cia­le di Ma­ri­na, al mo­men­to dell’arresto, nel mar­zo del 1984, una set­ti­ma­na do­po la stra­ge

TRA­GE­DIA

Va­len­ti­na, Sa­ra e Cin­zia Vi­sen­tin. Qui so­pra, la pri­ma pa­gi­na del Gaz­zet­ti­no dell’epo­ca.

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