AC­CO­GLIEN­ZA DIF­FI­CI­LE

Il Gazzettino (Pordenone) - - Lettere & Opinioni -

L’ar­ti­co­lo del 20 set­tem­bre, scrit­to con la con­sue­ta lu­ci­di­tà dal dott. Car­lo Nor­dio, ri­por­ta al­cu­ne fon­da­men­ta­li con­si­de­ra­zio­ni che va­le la pe­na di svi­lup­pa­re. Il pro­ble­ma dell’im­mi­gra­zio­ne è sta­to col­pe­vol­men­te sot­to­va­lu­ta­to dai go­ver­nan­ti eu­ro­pei, i qua­li non si so­no re­si con­to che pro­prio su que­sto te­ma si gio­che­ran­no il lo­ro fu­tu­ro. Se non si co­niu­ga l’ac­co­glien­za con il buon sen­so e con la per­ce­zio­ne del­la real­tà, si va in­con­tro a gra­vi con­flit­ti so­cia­li. Per qua­le ra­gio­ne, ad esem­pio, le na­vi dei Pae­si eu­ro­pei che soc­cor­ro­no i mi­gran­ti nel Me­di­ter­ra­neo li por­ta­no tut­ti in Ita­lia? Chi lo ha sta­bi­li­to? L’ita­lia è un Pae­se mol­to po­po­la­to in cui una par­te im­por­tan­te del­la po­po­la­zio­ne è in sta­to di sof­fe­ren­za. Non si può con­ti­nua­re in­di­scri­mi­na­ta­men­te a far giun­ge­re per­so­ne sen­za po­ter of­fri­re lo­ro un la­vo­ro e una si­ste­ma­zio­ne de­cen­te, vi­sto che il la­vo­ro man­ca an­che per i no­stri cit­ta­di­ni. Chi non è in gra­do di la­vo­ra­re, per man­can­za di la­vo­ro o per­ché di­ve­nu­to pre­da dell’iner­zia e del­la fru­stra­zio­ne do­po es­se­re sta­to man­te­nu­to per lun­go tem­po sen­za far nul­la, non può in­te­grar­si, an­che se lo de­si­de­ra. E inol­tre mol­ti di co­lo­ro che arrivano non han­no la pre­di­spo­si­zio­ne ad in­te­grar­si, per­ché la lo­ro cul­tu­ra è lon­ta­nis­si­ma dal­la no­stra. Ba­sti pen­sa­re a due ele­men­ti: il con­cet­to di pa­ri­tà tra uo­mo e don­na e quel­lo del­la se­pa­ra­zio­ne tra Sta­to e Chie­sa non esi­sto­no nei Pae­si mu­sul­ma­ni e, più in ge­ne­ra­le, in buo­na par­te dell’afri­ca. La po­li­ti­ca dell’ac­co­glien­za in­di­scri­mi­na­ta non aiu­ta co­lo­ro che arrivano e, men che me­no, i lo­ro po­po­li di ori­gi­ne, che an­zi ven­go­no pri­va­ti del­le lo­ro for­ze più gio­va­ni e va­li­de. Il no­stro Ren­zi, con le sue ul­ti­me pre­se di po­si­zio­ne, sem­bra aver ca­pi­to tut­to ciò: l’im­por­tan­te è che fac­cia se­gui­re i fat­ti al­le pa­ro­le, al­tri­men­ti pri­ma o poi i cit­ta­di­ni ita­lia­ni si ri­bel­le­ran­no; e sa­ran­no guai per tut­ti. Al­ber­to Mi­ran­do­la Pa­do­va

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