Gio­va­ni e la­vo­ro L’au­stra­lia di­ven­ta la nuo­va fron­tie­ra

In un an­no ol­tre cen­to ra­gaz­zi del­la pro­vin­cia han­no scel­to l’ocea­nia per fa­re un po’ di sol­di la­vo­ran­do nel­le fat­to­rie

Il Gazzettino (Pordenone) - - Da Prima Pagina - Mar­co Agru­sti

C'è chi par­te per no­ia, ma so­no po­chi. La mi­no­ran­za. Gli al­tri so­no mo­der­ni mi­gran­ti, che co­me nel do­po­guer­ra par­to­no cer­can­do di «vin­ce­re» un fu­tu­ro. Ma al con­tra­rio di chi si im­bar­ca­va su una na­ve per rag­giun­ge­re Ca­na­da, Ar­gen­ti­na o Stati Uni­ti, og­gi par­to­no con un vo­lo che fa sca­lo a Du­bai e ter­mi­na­no il lo­ro viag­gio in Au­stra­lia.

Co­me, in al­cu­ni ca­si, ac­ca­de­va per i lo­ro non­ni che pe­rò pren­de­va­no la na­ve. Let­te­ral­men­te dall'al­tra par­te del mon­do. Al­tra dif­fe­ren­za: al­lo­ra par­ti­va­no, con l'aria di chi non sa­reb­be più tor­na­to, quel­li che qui non avreb­be­ro avu­to spe­ran­ze. Og­gi, in­ve­ce, si va in Au­stra­lia per met­te­re ben­zi­na nel mo­to­re del­la pro­pria vi­ta. E in un so­lo an­no è in cor­so un ve­ro e pro­prio as­sal­to al­la ter­ra dei can­gu­ri. Dal­la pro­vin­cia di Por­de­no­ne so­no par­ti­ti cir­ca 100 gio­va­ni: tut­ti tra i 18 e i 31 an­ni, lau­rea­ti e di­plo­ma­ti, spes­so di buo­na fa­mi­glia, dal­la città e dai pae­si.

De­sti­na­zio­ne Queen­sland, Nuo­vo Gal­les, Ter­ri­to­ri del Nord. Tut­te re­gio­ni au­stra­lia­ne nel­le qua­li il la­vo­ro vie­ne pa­ga­to fi­no a 20 dol­la­ri l'ora, ba­sta rim­boc­car­si le ma­ni­che e far fin­ta di nien­te di fron­te al­la fa­ti­ca. Quel­la ve­ra. Ec­co co­sa le­ga i gio­va­ni por­de­no­ne­si che og­gi scel­go­no l'au­stra­lia ai mi­gran­ti di 60 an­ni fa: la fa­ti­ca. Chi se ne va dall'al­tra par­te del mon­do, in­fat­ti, qua­si sem­pre sa di do­ver af­fron­ta­re un la­vo­ro che nien­te ha a che fa­re con il ti­to­lo di stu­dio con­se­gui­to in Ita­lia. Ma ser­ve, ec­co­me se ser­ve, per­ché la pa­ga con­sen­te di met­te­re via mi­glia­ia di eu­ro in un so­lo an­no. La te­sti­mo­nian­za dell'im­pen­na­ta del­le par­ten­ze la re­ga­la Mai­col Ba­ia­na, tren­ta­duen­ne di Pro­do­lo­ne (San Vi­to). In ago­sto ha la­scia­to tut­to, do­po una lau­rea in fi­lo­so­fia e una spe­cia­li­sti­ca in psi­co­lo­gia. So­gna di fa­re lo psi­chia­tra, ma il per­cor­so pro­fes­sio­na­le per ar­ri­var­ci va­le mi­glia­ia di eu­ro. An­che per que­sto, per far­ce­la con le sue gam­be, è sbar­ca­to in un vil­lag­gio del Queen­sland.

Po­che ca­se, tra­mon­ti spet­ta­co­la­ri, non mol­to da fa­re la se­ra. E un ter­re­no su cui la­vo­ra­re. I por­de­no­ne­si che og­gi scel­go­no l'au­stra­lia, in­fat­ti, rac­col­go­no frut­ta: zuc­che, an­gu­rie, me­le, qual­sia­si co­sa. La­vo­ra­no nel­le farm, ve­re mi­nie­re d'oro del la­vo­ro red­di­ti­zio a bre­ve ter­mi­ne. «Il su­per­vi­so­re del­la mia farm - rac­con­ta - è un ra­gaz­zo di Ro­sa (sem­pre in co­mu­ne di San Vi­to), ve­nu­to qui tre an­ni fa e ora ha quel ruo­lo». Un al­tro ita­lia­no, quin­di, che si è adat­ta­to e ades­so non si muo­ve dall'ocea­nia. «Si la­vo­ra tan­to e si fa fa­ti­ca am­met­te Mai­col -, ma la pa­ga ar­ri­va ogni set­ti­ma­na ed è ot­ti­ma, an­che di 22 dol­la­ri au­stra­lia­ni ogni ora». In qual­sia­si fab­bri­ca ita­lia­na non ci si av­vi­ci­ne­reb­be nem­me­no. «L'au­stra­lia - fre­na pe­rò il san­vi­te­se - non va idea­liz­za­ta: ha i suoi pro e i suoi con­tro. È un'espe­rien­za che va vis­su­ta e che ser­ve per rag­giun­ge­re un obiet­ti­vo, ma­ga­ri in Ita­lia. Si la­vo­ra an­che per 12 ore in un gior­no ed è pe­san­te, ma tut­ti scel­go­no le farm per­ché so­no le più red­di­ti­zie». Ter­mi­na­ta l'espe­rien­za, si può rin­no­va­re il vi­sto. Ma la mag­gior par­te tor­na a ca­sa, con il por­ta­fo­glio più gon­fio di quel­lo mes­so in ta­sca al­la par­ten­za. È la nuo­va fron­tie­ra del gua­da­gno ra­pi­do, la stan­no sce­glien­do sem­pre più por­de­no­ne­si.

«Si fa mol­ta fa­ti­ca

ma nel­le "farm" pa­ga­no mol­to be­ne» Ses­sant’an­ni fa era toc­ca­to ai lo­ro non­ni

NUO­VA EMI­GRA­ZIO­NE I gio­va­ni por­de­no­ne­si tro­va­no la­vo­ri tem­po­ra­nei nel­le fat­to­rie del "Pae­se dei can­gu­ri" do­ve rac­col­go­no la frut­ta

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