La sfi­da ita­lia­na al­la Ue e una stra­te­gia per l’usci­ta

Il Gazzettino (Pordenone) - - Lettere & Opinioni -

Ca­ro di­ret­to­re,

le sor­ti del Bel­pae­se di­pen­do­no dal ri­ma­ne­re o usci­re dall’eu­ro­pa. La mag­gio­ran­za de­gli ita­lia­ni ne ha fin so­pra i ca­pel­li di Bru­xel­les, e del­le sven­tu­re che ne so­no se­gui­te do­po l’esta­si del­la vi­gi­lia. Non ci fos­se sta­ta la de­ter­mi­na­zio­ne del­la si­ni­stra or­fa­na di un fal­li­men­to ideo­lo­gi­co san­ci­to dal­la ca­du­ta del Mu­ro di Ber­li­no, e scal­pi­tan­te per l’av­ven­tu­ra eu­ro­pea ap­pog­gia­ta dai me­dia e col con­tri­bu­to del­lo schie­ra­men­to an­ta­go­ni­sta, avrem­mo evi­ta­to il de­cli­no mor­ta­le che ne è se­gui­to e con­ti­nua a per­se­gui­tar­ci. Al­me­no si fos­se ri­flet­tu­to quan­to ba­sta, co­me fe­ce la Gran Bre­ta­gna che ade­rì sen­za ce­de­re la ster­li­na. Con la li­ra avrem­mo avu­to più li­ber­tà di ma­no­vra ri­spar­mian­do­ci la ma­la­sor­te che ne è se­gui­ta. Pen­so che le pros­si­me ele­zio­ni po­li­ti­che si giocheranno sul te­ma, per cui sa­reb­be op­por­tu­no che le for­ze che in­ten­do­no par­te­ci­pa­re al­la lot­ta di li­be­ra­zio­ne dall’eu­ro, prov­ve­da­no in tem­po ad or­ga­niz­zar­si e at­trez­zar­si per vin­ce­re la bat­ta­glia da cui di­pen­de il de­sti­no del Pae­se.

Ren­zo Na­lon

Do­lo (Ve) Ca­ro let­to­re, al­di­là de­gli sgar­bi del­la si­gno­ra Mer­kel e di mon­sieur Hol­lan­de, è evi­den­te che que­sta Eu­ro­pa è to­tal­men­te ina­de­gua­ta ri­spet­to al­le gran­di sfi­de che ha di fron­te a sé'. Dal can­to suo l'ita­lia è tra i gran­di Pae­si quel­lo che, di que­sta squi­li­bra­ta ed egoi­sti­ca po­li­ti­ca, ri­schia di pa­ga­re il prez­zo più al­to. An­zi, per mol­ti aspet­ti, lo sta già pa­gan­do tan­to sul fron­te eco­no­mia quan­to, so­prat­tut­to, sul fron­te dell'im­mi­gra­zio­ne. In as­sen­za di un de­ci­so e chia­ro cam­bio di

rot­ta, cre­do che, rea­li­sti­ca­men­te, l'ita­lia deb­ba co­min­cia­re a chie­der­si qua­le deb­ba es­se­re il suo ruo­lo in Eu­ro­pa. Il no­stro è uno dei Pae­si fon­da­to­ri del­la Ue. L'unio­ne ri­ma­ne una gran­de idea e un for­mi­da­bi­le pro­get­to po­li­ti­co. Ma se l'idea re­sta, il pro­get­to è sem­pre più ina­ri­di­to e pri­vo di stra­te­gia, ri­pie­ga­to sul­la ra­gion di Sta­to te­de­sca e sul­la mio­pia in­te­res­sa­ta del go­ver­no di Ber­li­no e dei suoi sa­tel­li­ti. A que­sto pun­to cre­do che, sen­za iste­ri­smi ne estre­mi­smi, dob­bia­mo do­man­dar­ci se ha sen­so che l'ita­lia con­ti­nui a far par­te di que­sta Eu­ro­pa o, al­me­no, del­la sua unio­ne mo­ne­ta­ria.

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