Udi­ne­se scot­ta­ta dal­le al­chi­mie

La scon­fit­ta in ca­sa del Sas­suo­lo è an­che frut­to del­le scel­ta tattiche dell’al­le­na­to­re In­spie­ga­bi­le la scel­ta di Ia­chi­ni di ri­nun­cia­re a schie­ra­re su­bi­to ti­to­la­ri Za­pa­ta e Pe­ri­ca

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sanvitese - Gui­do Go­mi­ra­to

Le scu­san­ti non reg­go­no. È fuo­ri luo­go an­che ti­ra­re in bal­lo la cat­ti­va sor­te per giu­sti­fi­ca­re la scon­fit­ta al Ma­pei. I bian­co­ne­ri e il lo­ro noc­chie­ro piut­to­sto de­vo­no re­ci­ta­re il mea cul­pa per non es­se­re riu­sci­ti ad ap­pro­fit­ta­re dei pro­ble­mi e pro­ble­mi­ni che la­men­ta­va­no gli emi­lia­ni, di cer­to più evi­den­ti di quel­li cui de­ve far fron­te Ia­chi­ni. Se gio­chi un so­lo tem­po, sei de­sti­na­to a per­de­re. Era suc­ces­so con­tro la Ro­ma, il ri­tor­nel­lo si è ri­pe­tu­to al co­spet­to del Sas­suo­lo, an­che se l'al­le­na­to­re asco­la­no si ag­grap­pa al­le due tra­ver­se col­pi­te e all'an­ti­ci­po sul­la li­nea di Acer­bi su Za­pa­ta. Non si può as­sol­ve­re la squa­dra (e se stes­so) quan­do l'atteggiamento giu­sto si è vi­sto so­lo nel quar­to d'ora fi­na­le. Per al­me­no un'ora si è avu­ta l'im­pres­sio­ne che i bian­co­ne­ri non si co­no­sces­se­ro l'uno con l'al­tro, non è mai sta­ta im­ba­sti­ta un'azio­ne de­gna di no­ta, ha trion­fa­to l'anar­chia e qual­cu­no poi non ci ha mes­so nem­me­no il cuo­re. Nel pri­mo tem­po in cam­po c'era una squa­dra di­se­gna­ta sen­za al­cu­na lo­gi­ca, pri­va del ter­mi­na­le del­la ma­no­vra che Ia­chi­ni ha si­ste­ma­ti­ca­men­te schie­ra­to non so­lo nel­le pre­ce­den­ti ga­re, ma an­che in Cop­pa Ita­lia e nel­le ami­che­vo­li esti­ve. Il tec­ni­co si è giu­sti­fi­ca­to af­fer­man­do che Za­pa­ta e Pe­ri­ca era­no un po’ af­fa­ti­ca­ti, ma quan­do i due so­no en­tra­ti so­no par­si su­bi­to ar­zil­li e la mu­si­ca ben pre­sto è cam­bia­ta. Ci chie­dia­mo per­ché non sia sta­ta at­tua­ta al­me­no una staf­fet­ta tra il co­lom­bia­no e il croa­to, per ga­ran­ti­re un si­cu­ro pun­to di ri­fe­ri­men­to in avan­ti in­ve­ce di man­da­re al­lo sba­ra­glio il gio­va­ne Pe­na­ran­da, che ha pa­ga­to non po­co da­zio al­le al­chi­mie tattiche di Ia­chi­ni. Il ve­ne­zue­la­no è gio­ca­to­re di qua­li­tà, ma in at­te­sa che evi­den­zi tut­to il suo po­ten­zia­le va aiu­ta­to e tu­te­la­to. La pre­sen­za di Za­pa­ta o Pe­ri­ca gli avreb­be fat­to co­mo­do e con­sen­ti­to di agi­re da se­con­da pun­ta, che è il com­pi­to che in­ter­pre­ta me­glio e non di tro­var­si iso­la­to e... spun­ta­to. Non vor­rem­mo che ri­cor­re­re al turn over fos­se una mo­da e non una rea­le ne­ces­si­tà.

BADU - Ora il pen­sie­ro è già ri­vol­to al­la La­zio, che sa­rà ospi­te dei bian­co­ne­ri nell'an­ti­ci­po di sa­ba­to se­ra. Va as­so­lu­ta­men­te evi­ta­ta un'al­tra fi­gu­rac­cia, ma i bian­co­ne­ri per ri­scat­tar­si de­vo­no ri­tro­va­re an­che lo spi­ri­to ga­ri­bal­di­no che li ha sor­ret­ti con­tro la Fio­ren­ti­na. Ser­ve ov­via­men­te an­che un'udi­ne­se di per­so­na­li­tà, co­rag­gio­sa e spet­ta ora a a Ia­chi­ni di­mo­strar­si abi­le psi­co­lo­go per da­re la giu­sta ca­ri­ca ai suoi. Pro­ba­bil­men­te sa­ba­to ver­rà re­cu­pe­ra­to Badu, le cui con­di­zio­ni al pie­de van­no mi­glio­ran­do an­che se ie­ri ha pro­se­gui­to nel la­vo­ro per­so­na­liz­za­to al­la pa­ri di Evan­ge­li­sta, an­ch'egli as­sen­te a Reggio Emilia per i po­stu­mi di una con­tu­sio­ne ti­bia­le in fa­se di ri­so­lu­zio­ne. Pu­re Ewandro, una del­le po­chis­si­me no­te po­si­ti­ve di Reggio Emilia, non sta be­ne: la­men­ta una for­te con­tu­sio­ne al pie­de de­stro che al mo­men­to gli im­pe­di­sce di al­le­nar­si. Og­gi ver­rà sot­to­po­sto ad esa­mi.

Ewandro, con­tu­sio­ne

al pie­de de­stro

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