An­ti­mob­bing, 10 an­ni sul fron­te di di­rit­ti

Don­na, di­plo­ma­ta, im­pie­ga­ta nel pri­va­to: ec­co chi si ri­bel­la al­le umi­lia­zio­ni sul la­vo­ro

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone - La­ra Za­ni

POR­DE­NO­NE - Set­tan­tu­no e 68 ri­chie­ste di pri­mo ac­ces­so, nel 2014 e nel 2015, nel pun­to di ascol­to an­ti­mob­bing del­la Ci­sl­pro­vin­cia di Por­de­no­ne, che si so­no poi tra­dot­te in 49 e 47 ca­si aper­ti e pre­si in ca­ri­co, per un to­ta­le di 107 e 102 ca­si to­ta­li. Que­sti i da­ti dell'at­ti­vi­tà del­lo spor­tel­lo, che ha fe­steg­gia­to ie­ri i suoi pri­mi die­ci an­ni di vi­ta fa­cen­do il pun­to sul­la si­tua­zio­ne.

Il da­to più evi­den­te è la pre­va­len­za di ac­ces­si fem­mi­ni­li ri­spet­to a quel­li ma­schi­li, con una per­cen­tua­le pra­ti­ca­men­te dop­pia. «Gli uo­mi­ni - si spie­ga pe­rò nel bi­lan­cio - non so­no me­no og­get­to di pra­ti­che ves­sa­to­rie, ma di­mo­stra­no di aver più dif­fi­col­tà sia nel ri­co­no­sce­re il fe­no­me­no, sia nel chie­de­re aiu­to».

Un al­tro da­to evi­den­te è la bat­tu­ta d'ar­re­sto nel­le se­gna­la­zio­ni ne­gli an­ni 2012 2013, ne­gli an­ni più dif­fi­ci­li del­la cri­si: «I la­vo­ra­to­ri - si ipo­tiz­za nel do­cu­men­to re­dat­to dal­la coor­di­na­tri­ce Cri­sti­na Ca­pa­re­si - per la pau­ra di per­de­re il po­sto si so­no di­mo­stra­ti mag­gior­men­te in­cli­ni ad ac­cet­ta­re si­tua­zio­ni pro­ble­ma­ti­che. Ne­gli ul­ti­mi due an­ni, in­ve­ce, la cre­sci­ta è ri­pre­sa».

Con­si­de­ran­do la di­stri­bu­zio­ne per fa­sce di età, nel 2015 il grup­po più nu­me­ro­so è ri­sul­ta­to quel­lo dei qua­ran­ten­ni (38 per cen­to), se­gui­ta da­gli over 51 e dai tren­ten­ni, en­tram­bi al 27 per cen­to. Quan­to al ti­to­lo di stu­dio, il 59 per cen­to di co­lo­ro che nel­lo stes­so an­no si so­no ri­vol­ti al­lo spor­tel­lo han­no un di­plo­ma di scuo­la su­pe­rio­re, il 18 la li­cen­za me­dia e il 20 una lau­rea. Nel­la mag­gior par­te dei ca­si gli uten­ti mo­ni­to­ra­ti pro­ven­go­no dal set­to­re pri­va­to, in par­ti­co­la­re dal com­par­to dei ser­vi­zi e dall'in­du­stria, an­che se ne­gli ul­ti­mi an­ni si è re­gi­stra­to un sem­pre mag­gio­re ac­ces­so di la­vo­ra­to­ri del pub­bli­co. An­che in que­sto ca­so, la cau­sa è at­tri­bui­ta al­la cri­si eco­no­mi­ca, «che ha por­ta­to a uno stal­lo dei ca­si ri­fe­ri­ti al mon­do pri­va­to per la cre­scen­te pau­ra di per­de­re il po­sto. Nel set­to­re pub­bli­co, in­ve­ce, gra­zie an­che al­la pos­si­bi­li­tà di chie­de­re la mo­bi­li­tà in­ter­na in al­tri uf­fi­ci, que­sta pres­sio­ne è me­no pre­sen­te, e i la­vo­ra­to­ri pub­bli­ci con­ti­nua­no a de­nun­cia­re le ves­sa­zio­ni con mi­nor ti­mo­re».

Fra le azio­ni ves­sa­to­rie più fre­quen­ti, le umi­lia­zio­ni ver­ba­li, gli ec­ces­si­vi con­trol­li sul la­vo­ro e l'at­tri­bu­zio­ne di com­pi­ti esa­ge­ra­ti, con­di­zio­ni di la­vo­ro cri­ti­che per ora­ri o di­stan­ze e vio­la­zio­ni di di­rit­ti. Me­no fre­quen­ti le di­scri­mi­na­zio­ni, an­che di ge­ne­re, stress e burn out. Fra le cau­se, i mu­ta­men­ti azien­da­li, le as­sen­ze pro­lun­ga­te co­me quel­le per ma­ter­ni­tà o fat­to­ri so­cio-ana­gra­fi­ci.

Dal­la Ci­sl da­ti e ana­li­si dell’evo­lu­zio­ne

IN­CON­TRO Pre­sen­ta­zio­ne

dei da­ti Ci­sl sul­lo spor­tel­lo

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