Ci­va­ti: spe­cia­li­tà a ri­schio in Friu­li, la ri­for­ma mas­sa­cra il re­gio­na­li­smo

Il Gazzettino (Pordenone) - - Friuli -

UDI­NE - Non è suf­fi­cien­te «l'in­te­sa» per la re­vi­sio­ne del­lo Sta­tu­to a sal­va­guar­da­re la spe­cia­li­tà del Friu­li Ve­ne­zia Giu­lia con la ri­for­ma del­la co­sti­tu­zio­ne. Lo pen­sa l'ex Pd Pip­po Ci­va­ti, ora al­la gui­da di Pos­si­bi­le, og­gi a Udi­ne per mo­ti­va­re il suo «no» al re­fe­ren­dum che si ter­rà il 4 di­cem­bre. Ne di­scu­te­rà al­le 18 all'au­di­to­rium Me­nos­si con il già pre­si­den­te del­la Re­gio­ne ed ex sin­da­co di Udi­ne Ser­gio Ce­cot­ti e con il do­cen­te di di­rit­to co­sti­tu­zio­na­le a Pi­sa An­drea Per­ti­ci in un in­con­tro dal ti­to­lo "La Co­sti­tu­zio­ne spez­za­ta". La «spe­cia­li­tà è a ri­schio per­ché il mas­sa­cro del re­gio­na­li­smo che pro­du­ce que­sta ri­for­ma ori­gi­na un ba­ra­tro tra le re­gio­ni a sta­tu­to or­di­na­rio e quel­le spe­cia­li - con­si­de­ra Ci­va­ti -, tan­to che l'au­to­no­mia di­ven­ta qua­si un fat­to pro­vo­ca­to­rio».

Sa­reb­be­ro quin­di le "so­rel­le" or­di­na­rie, nel­la sua let­tu­ra, a in­gag­gia­re su­bi­to do­po l'at­tua­zio­ne del­la ri­for­ma la lot­ta con­tro le "spe­cia­li". Ma vi è poi l'al­tro pun­to su cui Ci­va­ti po­ne at­ten­zio­ne e cioè il prin­ci­pio di su­pre­ma­zia del­lo Sta­to a fron­te dell'«in­te­res­se na­zio­na­le». Già il fat­to che vi sia­no in­ter­pre­ta­zio­ni di­ver­se su chi di­ce che non si ap­pli­ca al­le Spe­cia­li (quel­li del "sì") e quel­li che so­sten­go­no il con­tra­rio, il fron­te del "no" al­la ri­for­ma, «con­fer­ma quan­to que­sto te­sto sia scrit­to ma­le e ab­bia zo­ne di opa­ci­tà». Tut­ta­via, «se aves­se­ro ra­gio­ne quel­li del sì, la si­tua­zio­ne sa­reb­be an­co­ra più fol­le, per­ché la clau­so­la di su­pre­ma­zia ri­guar­da l'in­te­res­se na­zio­na­le, dal qua­le sa­reb­be­ro esclu­se le Spe­cia­li». Per Ci­va­ti «una con­di­zio­ne dif­fi­ci­le d giu­sti­fi­ca­re. For­se che - si chie­de - l'in­te­res­se na­zio­na­le si fer­ma a Tre­vi­so?». Il suo "no»" tut­ta­via, non è una ne­ga­zio­ne del­le ri­for­me pos­si­bi­li. Quan­to al re­gio­na­li­smo, «in cui cre­do», per un suo ag­gior­na­men­to «par­ti­rei dal­le Spe­cia­li, pre­se a pa­ra­me­tro per ve­ri­fi­ca­re ciò che lì ha fun­zio­na­to o non ha fun­zio­na­to».

A.L.

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