La cor­teg­gia con re­ga­li ero­ti­ci ope­ra­io nei guai per stal­king

Era di­ven­ta­to l’in­cu­bo di una tren­ten­ne: sull’au­to tro­va­va sex toys di ogni ge­ne­re Sul pa­ra­brez­za bian­co di bri­na scrit­te a sfon­do ses­sua­le. Iden­ti­fi­ca­to dai Ca­ra­bi­nie­ri

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone -

Una mat­ti­na di mar­zo ha tro­va­to un gio­cat­to­lo ero­ti­co, di for­ma fal­li­ca, sul pa­ra­brez­za. «Sa­rà uno scher­zo», ha pen­sa­to una tren­ten­ne por­de­no­ne­se. Ha mes­so in mo­to l’au­to ed è an­da­ta a la­vo­ra­re. Qual­che gior­no do­po ec­co un al­tro og­get­to, an­co­ra un sex toy co­lo­ra­to, ma di­ver­so dal pre­ce­den­te. Al ter­zo ri­tro­va­men­to si è ri­vol­ta ai ca­ra­bi­nie­ri, per­chè lo sco­no­sciu­to cor­teg­gia­to­re le ave­va la­scia­to sul pa­ra­brez­za bian­co di bri­na una scrit­ta, un mes­sag­gio che le ha fat­to com­pren­de­re che non si trat­ta­va af­fat­to di una go­liar­da­ta. E, so­prat­tut­to, ha com­pre­so che l’uo­mo pro­ba­bil­men­te era na­sco­sto nei din­tor­ni, per­chè la scrit­ta a sfon­do ses­sua­le era sta­ta la­scia­ta po­co pri­ma gra­zie al­la bri­na che si era for­ma­ta sui ve­tri.

A in­di­vi­dua­re l’in­so­li­to cor­teg­gia­to­re so­no sta­ti i ca­ra­bi­nie­ri dell’ali­quo­ta del Nu­cleo ope­ra­ti­vo del­la Com­pa­gnia di Por­de­no­ne. Lui giu­ra che si è trat­ta­to di uno scher­zo e che fal­li di gom­ma, cin­tu­re ero­ti­che ed esten­so­ri li ha tro­va­ti per stra­da. Ma a ca­sa i ca­ra­bi­nie­ri gli han­no tro­va­to al­tre cin­que con­fe­zio­ni ac­qui­sta­te, co­me di­mo­stra­no gli scon­tri­ni, per 30/50 eu­ro in un sex shop del­la zo­na.

S.A., 53 an­ni, spo­sa­to, ope­ra­io di Por­de­no­ne che ri­sie­de nel­lo stes­so quar­tie­re del­la vit­ti­ma, è sta­to de­nun­cia­to per stal­king. Quel­lo che ha fat­to se­con­do il so­sti­tu­to pro­cu­ra­to­re Mat­teo Cam­pa­gna­ro - è con­fi­gu­ra­bi­le nel rea­to di at­ti per­se­cu­to­ri, per­chè ha co­stret­to la tren­ten­ne a cam­bia­re abi­tu­di­ni. Il ti­mo­re si es­se­re mo­le­sta­ta ses­sual­men­te, in­fat­ti, l’ha co­stret­ta ad adot­ta­re ac­cor­gi­men­ti e, so­prat­tut­to, a chie­de­re a pa­dre e fra­tel­li di pro­teg­ger­la.

La don­na non co­no­sce­va il suo mo­le­sta­to­re. Lui un gior­no l’avreb­be vi­sta scen­de­re dal­la mac­chi­na nel­la zo­na del­le sta­dio Bot­tec­chia e se ne sa­reb­be in­va­ghi­to. Ogni gior­no pas­sa da­van­ti al­lo sta­dio per an­da­re al la­vo­ro. Di so­li­to lo fa ver­so 5.30/6 del mat­ti­no. A mar­zo ha co­min­cia­to a la­scia­re i suoi re­ga­li ero­ti­ci sul pa­ra­brez­za del­la tren­ten­ne e, co­me poi han­no sco­per­to i ca­ra­bi­nie­ri, aspet­ta­va che lei an­das­se a pren­de­re l’au­to per ve­de­re la sua rea­zio­ne. Ad ago­sto l’ul­ti­mo re­ga­lo, quan­do i ca­ra­bi­nie­ri rie­sco­no a in­di­vi­duar­lo.

Il me­ri­to va an­che al si­ste­ma di vi­deo­sor­ve­glian­za che lo scor­so ago­sto sta­va­no in­stal­lan­do al­lo sta­dio Bot­tec­chia per pre­ve­ni­re il ti­fo vio­len­to. Per al­cu­ni gior­ni le te­le­ca­me­re so­no sta­te pun­ta­te ver­so il par­cheg­gio. Le im­ma­gi­ni mo­stra­no lo stal­ker che de­po­si­ta uno dei suoi omag­gi sull’au­to del­la vit­ti­ma. E mo­stra­no il mo­del­lo del­la sua au­to e, par­zial­men­te, la tar­ga. Gli in­di­zi han­no por­ta­to all’iden­ti­fi­ca­zio­ne di S.A., la per­qui­si­zio­ne do­mi­ci­lia­re di­spo­sta dal pm Cam­pa­gna­ro ha for­ni­to la pro­va che c’era­no al­me­no al­tri cin­que sex toys, an­co­ra nel­la con­fe­zio­ne ori­gi­na­le, da re­ca­pi­ta­re.

IL CA­SO Si è ri­tro­va­ta sul pa­ra­brez­za dell’au­to una se­rie di "re­ga­li", gad­get ero­ti­ci la­scia­ti da uno spa­si­man­te ano­ni­mo che pe­rò è sta­to in­di­vi­dua­to e de­nun­cia­to La don­na si era ri­vol­ta ai Ca­ra­bi­nie­ri

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