Ero­ti­kon, sto­ria sve­de­se di una mo­glie an­no­ia­ta

Il Gazzettino (Pordenone) - - Cultura & Spettacoli - Ni­co Nan­ni

Tra i film in pro­gram­ma og­gi al­le Gior­na­te, ve ne so­no al­me­no due di par­ti­co­la­re in­te­res­se. Og­gi po­me­rig­gio (16.30) sa­rà la vol­ta de "L'ono­re ri­con­qui­sta­to" (1913) e que­sta se­ra (20.30) do­po l'as­se­gna­zio­ne dei Pre­mi Jean Mi­try, per il Ca­no­ne ri­vi­si­ta­to toc­che­rà a "Ero­ti­kon" (1920) di Mau­ri­tz Stil­ler, il re­gi­sta che di­ven­te­rà lo sco­pri­to­re e l'ami­co di Gre­ta Gar­bo.

"L'ono­re ri­con­qui­sta­to" ar­ri­va a Por­de­no­ne nel­la se­zio­ne de­di­ca­ta all'isti­tu­to Da­ne­se per il Ci­ne­ma e per i suoi 75 an­ni di at­ti­vi­tà. È in quel­la ci­ne­te­ca, in­fat­ti, che è sta­to ri­tro­va­to il film ita­lia­no ri­te­nu­to per­du­to e del qua­le non si co­no­sce il no­me del re­gi­sta. Cre­du­to un film sul­la Gran­de Guer­ra, è sta­to poi ri­co­no­sciu­to per quel­lo che era, ov­ve­ro uno dei film pro­dot­ti all'epo­ca sul­la guer­ra ita­lo-tur­ca per la con­qui­sta del­la Li­bia, e quin­di re­tro­da­ta­to. Non in­te­res­sa cer­to per la vi­cen­da che rac­con­ta di un uf­fi­cia­le che per sal­da­re un de­bi­to di gio­co, ru­ba i sol­di dal­la cas­sa del reg­gi­men­to e per que­sto è co­stret­to a di­met­ter­si, sal­vo poi ar­ruo­lar­si sot­to men­ti­te spo­glie al­lo scop­pio del­la guer­ra in Li­bia, do­ve muo­re da eroe. In­te­res­sa piut­to­sto per­ché nel­la fic­tion ven­ne­ro in­se­ri­ti de­gli spez­zo­ni "dal vi­vo" di una ma­ni­fe­sta­zio­ne pa­triot­ti­ca per le vie di Ro­ma, del­la par­ten­za di una na­ve mi­li­ta­re da Na­po­li e del­lo sbar­co nel por­to di Tri­po­li. Di­ver­si i mo­ti­vi di in­te­res­se an­che per "Ero­ti­kon": per­ché il film rap­pre­sen­ta mol­to be­ne il cam­bia­men­to in at­to nel ci­ne­ma sve­de­se, da adat­ta­men­ti di clas­si­ci del­la let­te­ra­tu­ra fil­ma­ti in ester­ni a pro­du­zio­ni di am­bien­ta­zio­ne con­tem­po­ra­nea e lus­suo­sa. Quin­di per­ché il re­gi­sta Stil­ler «ave­va già da­to pro­va del suo ta­len­to per la com­me­dia so­fi­sti­ca­ta di am­bien­ta­zio­ne ur­ba­na, che gio­ca con iden­ti­tà e ap­pa­ren­ze e ri­trae l'emer­ge­re di una nuo­va, mo­der­na so­cie­tà» af­fer­ma l'au­to­re del­la sche­da Jon Weng­strom. E an­co­ra, per la pre­sen­za di at­tri­ci co­me To­ra Te­je e Ka­rin Mo­lan­der, che in­car­na­no don­ne dal ca­rat­te­re mol­to for­te, non og­get­ti del de­si­de­rio, ma per­so­nag­gi in­di­pen­den­ti che ten­go­no sot­to con­trol­lo gli even­ti. In­fi­ne per le di­da­sca­lie del­la di­se­gna­tri­ce Al­va Lun­din con bel­le il­lu­stra­zio­ni e com­men­ti iro­ni­ci e ar­gu­ti. La sto­ria nar­ra­ta è quel­la di una mo­glie an­no­ia­ta, che vie­ne cor­teg­gia­ta da uo­mi­ni di­ver­si. Pro­prio co­me gli in­set­ti studiati dal ma­ri­to en­to­mo­lo­go: pre­fe­ri­sco­no ave­re più part­ner.

MOR­TE PRE­CO­CE Il re­gi­sta John H. Col­lins con la mo­glie e at­tri­ca Vio­la Da­na

QUE­STA SE­RA Ero­ti­kon

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