«Al Nor­de­st ser­ve un col­po di re­ni»

L’analisi sto­ri­ca ed eco­no­mi­ca: «Il ter­ri­to­rio non ha rein­ve­sti­to nel­la for­ma­zio­ne» Il di­ret­to­re del Gaz­zet­ti­no Ro­ber­to Pa­pet­ti all’uni­ver­si­tà del­la ter­za età

Il Gazzettino (Pordenone) - - Porcia - La­ra Za­ni

«Al Nor­de­st ser­ve un col­po di re­ni: quel col­po di re­ni che c'è sta­to di fron­te al ter­re­mo­to geo­lo­gi­co del 1976 e che og­gi, da­van­ti a quel­lo eco­no­mi­co e fi­nan­zia­rio co­min­cia­to nel 2008, pa­re sten­ti a ma­ni­fe­star­si con la for­za ne­ces­sa­ria. Ma spe­ro di sba­gliar­mi». Si chiu­de co­sì, con l'au­gu­rio di un nuo­vo slan­cio, l'analisi del­la si­tua­zio­ne del Nor­de­st con la qua­le il di­ret­to­re del Gaz­zet­ti­no Ro­ber­to Pa­pet­ti ha inau­gu­ra­to ie­ri l'an­no ac­ca­de­mi­co dell'utle, da­van­ti a un cen­ti­na­io di per­so­ne. «Ab­bia­mo per­cor­so una na­vi­ga­zio­ne che si muo­ve­va su una rot­ta che con gran­de lun­gi­mi­ran­za e sa­cri­fi­cio que­sto ter­ri­to­rio si era da­to, sol­can­do an­che ma­ri ad al­tri sco­no­sciu­ti su im­bar­ca­zio­ni pri­mi­ti­ve. Ora ab­bia­mo ini­zia­to una sor­ta di na­vi­ga­zio­ne in ma­re aper­to, nel sen­so che gran par­te del­le cer­tez­ze su cui que­sto mo­del­lo era sta­to edi­fi­ca­to for­se non so­no più suf­fi­cien­ti». La sua analisi ha fat­to la spo­la fra i due mo­men­ti dram­ma­ti­ci: «Co­me un ter­re­mo­to ha fat­to na­sce­re un mo­del­lo Nor­de­st, un se­con­do ter­re­mo­to ha po­sto le ba­si su cui sia­mo chia­ma­ti a co­strui­re un nuo­vo Nor­de­st e in­di­vi­dua­re un per­cor­so cul­tu­ra­le che ci con­sen­ta di far­lo».

«Il ter­re­mo­to del Friu­li - ha ri­cor­da­to Pa­pet­ti - pro­vo­cò gran­di do­lo­ri, ma il po­st ter­re­mo­to die­de a que­sto ter­ri­to­rio una nuo­va con­sa­pe­vo­lez­za di sè, del pro­prio ruo­lo e del­le pro­prie po­ten­zia­li­tà. L'af­flus­so di de­na­ro è sta­to so­ste­nu­to da una mi­sce­la for­mi­da­bi­le di in­ge­gno, vo­lon­tà di fa­re e sen­so di co­mu­ni­tà, che so­no gli ele­men­ti car­di­ne del Nor­de­st». Poi, nel 2008, qual­co­sa ini­zia a scric­chio­la­re: «Do­po al­cu­ni de­cen­ni di cre­sci­ta fre­ne­ti­ca, que­sto si­ste­ma si è tro­va­to a fa­re i con­ti con qual­co­sa che non ave­va mai vi­sto, e si è sco­per­to vul­ne­ra­bi­le. E an­che que­sto ter­re­mo­to è sta­to ac­com­pa­gna­to da una scia di mor­ti, in cui le vit­ti­me so­no sta­ti gli im­pren­di­to­ri che si so­no tol­ti la vi­ta». È tem­po dun­que di un cam­bia­men­to di pel­le. «Que­sto ter­ri­to­rio non ha rein­ve­sti­to in mo­do ade­gua­to nel­la for­ma­zio­ne di chi avreb­be do­vu­to da­re con­ti­nui­tà. Gli im­pren­di­to­ri che si so­no tro­va­ti im­pre­pa­ra­ti da­van­ti al­la cri­si era­no im­pre­pa­ra­ti an­che per­ché non ave­va­no gli stru­men­ti cul­tu­ra­li per ca­pi­re che co­sa sta­va suc­ce­den­do in­tor­no a lo­ro. Qua noi sia­mo bra­vi a fa­re le co­se: so­lo che fa­re le co­se og­gi ri­chie­de una ma­nua­li­tà di­ver­sa, so­ste­nu­ta da una pre­pa­ra­zio­ne più avan­za­ta. E poi sia­mo trop­po pic­co­li: il trat­to iden­ti­ta­rio è da di­fen­de­re. Pe­rò de­ve es­se­re una ri­sor­sa, non un con­fi­ne».

AU­DI­TO­RIUM Die­moz pie­no

ie­ri per l’inau­gu­ra­zio­ne

dell’an­no ac­ca­de­mi­co

dell’utle pur­li­lie­se (Pres­spho­to

Lan­cia)

IN­CON­TRO A de­stra il di­ret­to­re de Il Gaz­zet­ti­no

Ro­ber­to Pa­pet­ti; in al­to i ver­ti­ci dell’utle

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