«Le evo­lu­zio­ni di Mat­teo? Le Frec­ce tri­co­lo­ri al con­fron­to di­let­tan­ti»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primo Piano -

Se vin­ce il no si an­drà ad ele­zio­ni an­ti­ci­pa­te? «Se­con­do me no, an­che per­ché le frec­ce tri­co­lo­ri so­no dei di­let­tan­ti ri­spet­to al­le evo­lu­zio­ni che ha fat­to Ren­zi in que­sta par­ti­ta». Quel­li del sì di­co­no che se il vin­ce il no non si fa­rà più nien­te. «Se vin­ce il no avre­mo la Co­sti­tu­zio­ne che ab­bia­mo og­gi. Ed è una Co­sti­tu­zio­ne che di­ce che può es­se­re mo­di­fi­ca­ta. An­che per da­re l’au­to­no­mia al Ve­ne­to». Lo fa­rà o no il re­fe­ren­dum sull’au­to­no­mia in Ve­ne­to? «Ab­bia­mo at­te­so in­va­no una ri­spo­sta del Go­ver­no per pro­ce­de­re con l’elec­tion day, avrem­mo ri­spar­mia­to 14 mi­lio­ni. Co­mun­que noi tut­ti i pas­sag­gi li ab­bia­mo fat­ti, che non si ven­ga a par­la­re a noi di dan­no era­ria­le. Ora stan­zie­re­mo i fon­di, ve­dre­mo se con una va­ria­zio­ne di bi­lan­cio 2016 o se nel bi­lan­cio 2017 e quan­do i sol­di sa­ran­no scrit­ti ne­ro su bian­co po­trò fa­re il de­cre­to e in­di­re la da­ta». Po­po­la­re di Vi­cen­za spin­ge per la fu­sio­ne, Ve­ne­to Ban­ca fa re­si­sten­za. Non te­me che il con­to del­la fu­sio­ne sia trop­po ele­va­to in ter­mi­ni oc­cu­pa­zio­na­li? «Le ban­che si pos­so­no fon­de­re, spez­zet­ta­re o ven­de­re. Fra le tre ipo­te­si, a me pia­ce la fu­sio­ne per­ché ci dà il van­tag­gio di ave­re un isti­tu­to di cre­di­to for­te sul ter­ri­to­rio. In­vi­to Po­po­la­re di Vi­cen­za e Ve­ne­to Ban­ca a se­der­si a un ta­vo­lo: per­ché non di­se­gna­no i tre sce­na­ri? So­lo un fol­le può di­re che con lo spez­zet­ta­men­to o la ven­di­ta non ci sia­no ri­ca­du­te oc­cu­pa­zio­na­li. En­nio Do­ris un me­se fa ha det­to che gli spor­tel­li so­no co­me le ca­bi­ne te­le­fo­ni­che: spa­ri­ran­no tut­ti. A que­sto si ag­giun­ga­no le sti­me na­zio­na­li che par­la­no di 150mi­la esu­be­ri nel set­to­re ban­ca­rio. Se­con­do me tra le due ban­che an­dreb­be aper­to un di­bat­ti­to co­strut­ti­vo».

Co­me sia­mo mes­si con la Pe­de­mon­ta­na? «Stia­mo fa­cen­do un ot­ti­mo la­vo­ro con il Go­ver­no, prin­ci­pal­men­te con Pa­laz­zo Chi­gi e il sot­to­se­gre­ta­rio De Vin­cen­ti e con il mi­ni­stro Del­rio. Nel­la le­ga­li­tà e nel ri­spet­to dei ruo­li - noi co­me en­te con­ce­den­te, lo­ro co­me en­te vi­gi­lan­te - stia­mo af­fron­tan­do al­cu­ni aspet­ti, dai flus­si di traf­fi­co ai da­ti con­trat­tua­li. La vo­lon­tà è di chiu­de­re que­sta par­ti­ta». A bre­ve do­vreb­be chiu­der­si la par­ti­ta del Por­to di Ve­ne­zia: lei chi vor­reb­be co­me pre­si­den­te per il do­po Pao­lo Co­sta? «Un tec­ni­co. Non da­rò mai il mio as­sen­so a no­mi­ne di po­li­ti­ci. La nor­ma è chia­ra, io non ho po­te­re osta­ti­vo. Ven­ti gior­ni fa ho par­la­to con il mi­ni­stro Del­rio, io non ho un no­me da pro­por­re, all’epo­ca il mi­ni­stro mi ha det­to che non ne ave­va nean­che lui. L’uni­ca co­sa che ho det­to è sta­ta: fa­te una se­le­zio­ne dei cur­ri­cu­la e sce­glie­te chi ha "strut­tu­ra". Noi am­mi­ni­stra­to­ri sa­re­mo giu­di­ca­ti sul­la ba­se dei cur­ri­cu­la scel­ti».

Sa­prà di qual­cu­no che ha fat­to do­man­da o no? «Mol­ti mi han­no chie­sto di in­con­trar­mi, ho det­to no a tut­ti, vo­glio ve­de­re i cur­ri­cu­la. Ri­ten­go che il Por­to di Ve­ne­zia ab­bia bi­so­gno di gen­te pre­pa­ra­ta, quin­di io da­rò l’as­sen­so su pro­fi­li di ma­na­ger, ma sen­za con­flit­ti di in­te­res­se». Dis­sen­si nel­la giun­ta di Bru­gna­ro a Ve­ne­zia, dis­sen­si in quel­la di Bi­ton­ci a Pa­do­va. Le am­mi­ni­stra­zio­ni lo­ca­li del cen­tro­de­stra, en­tram­be con la Le­ga al go­ver­no, stan­no scric­chio­lan­do? «Non se­guo que­ste vi­cen­de, se ne oc­cu­pa il se­gre­ta­rio na­zio­na­le del­la Le­ga Toni Da Re».

Se le Re­gio­ni so­no un pro­ble­ma per­ché han­no de­ci­so di "blin­da­re" quel­le spe­cia­li?

AU­TO­NO­MIA

FE­STEG­GIA­TO Igna­zio Ma­ri­no do­po l’as­so­lu­zio­ne

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