Ber­ret­to­ni ga­ran­ti­sce: «Ci sa­re­mo si­no al­la fi­ne»

«Il cam­pio­na­to si ri­sol­ve­rà su­gli epi­so­di»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Calcio -

POR­DE­NO­NE - (ro.vi.) Lui è uno dei po­chi a es­ser­si sal­va­to dal ne­ga­ti­vo giu­di­zio non uni­ver­sa­le di Bas­sa­no del Grappa. Ema­nue­le Ber­ret­to­ni, pe­rò, non la met­te sul per­so­na­le e pen­sa al ri­sul­ta­to di squa­dra. «La scon­fit­ta non ci sta - ri­bat­te -, per co­me è an­da­ta la par­ti­ta. È sta­ta una ga­ra sfor­tu­na­ta per di­ver­si epi­so­di, quan­to me­no con­te­sta­bi­li. E non so­lo quel­lo: pen­so pu­re al­la ge­stio­ne di tut­to il con­fron­to. Co­mun­que non ne uscia­mo ri­di­men­sio­na­ti». Bic­chie­re mez­zo pie­no? «Que­st'ul­ti­ma par­ti­ta ci dà cer­tez­ze im­por­tan­ti ri­spon­de -. Per co­me la squa­dra ha gio­ca­to, crea­to e fat­to com­ples­si­va­men­te, per me è sta­ta una buo­na pre­sta­zio­ne. Sia­mo ul­te­rior­men­te in cre­sci­ta».

Ga­ra scor­bu­ti­ca, per­ché? «È sta­ta par­ti­co­lar­men­te ner­vo­sa, ve­ro, so­prat­tut­to nel se­con­do tem­po, a cau­sa di cer­ti epi­so­di va­lu­ta­ti con mi­su­re di­ver­se nel­le san­zio­ni ar­bi­tra­li, in una sfi­da che nel pri­mo tem­po non era co­sì ner­vo­sa. Ab­bia­mo per­so mol­to tem­po, for­se si po­te­va far me­glio in que­sto».

Lei ne esce co­me uno dei mi­glio­ri. «Per­so­nal­men­te sto be­ne. Da tan­to tem­po non mi sen­ti­vo co­sì - pro­se­gue Ber­ret­to­ni -, ma so­no con­ten­to per­ché ve­do che la squa­dra tut­ta sta be­ne e cre­sce quo­ti­dia­na­men­te. Sap­pia­mo quel­lo che vo­glia­mo e se­guia­mo l'al­le­na­to­re. Con una so­cie­tà so­li­da al­le spal­le, dav­ve­ro sia­mo una bel­la real­tà.

Il di­scor­so sul pri­ma­to ri­ma­ne va­li­do? «Fi­no all'ul­ti­ma gior­na­ta, con un gi­ro­ne equi­li­bra­to - os­ser­va -. Dob­bia­mo star lì, cre­der­ci, so­gna­re non co­sta nien­te. L'ini­zio di cam­pio­na­to no­stro di­ce que­sto: non ab­bia­mo de­me­ri­ta­to con­tro nes­su­no. Il tor­neo si ri­sol­ve­rà su­gli epi­so­di, dob­bia­mo es­se­re pron­ti. Ri­par­ten­do be­ne con il San­tar­can­ge­lo, che non è la Ma­ce­ra­te­se. I ro­ma­gno­li so­no una com­pa­gi­ne qua­dra­ta e to­sta, che si chiu­de be­ne. Sa­rà un te­st du­ro. Non c'è la Pro Pa­tria dell'an­no scor­so, tut­te le vol­te ci sa­rà da su­da­re. Mi aspet­to che il Por­de­no­ne fac­cia il Por­de­no­ne, che si gio­chi co­me sap­pia­mo, con il no­stro cal­cio of­fen­si­vo, met­ten­do­ci quel piz­zi­co di cat­ti­ve­ria in più".

Ri­schio ca­lo di pub­bli­co? «Spe­ro che la bol­la non si sgon­fi - con­clu­de -. Da più di un an­no la squa­dra sta fa­cen­do ri­sul­ta­ti im­por­tan­ti. Pen­so che la gen­te si iden­ti­fi­chi in que­sto e riem­pia lo sta­dio an­che sa­ba­to. Non sia­mo sta­ti ri­di­men­sio­na­ti a Bas­sa­no, mi aspet­to che il ti­fo ci dia una ma­no per ri­par­ti­re su­bi­to be­ne tut­ti as­sie­me».

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