La squa­dra più stra­nie­ra d’eu­ro­pa

Ri­cer­ca tra i cin­que prin­ci­pa­li cam­pio­na­ti na­zio­na­li

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sanvitese - Mar­co Agru­sti

UDI­NE - Jean-marc Bo­sman, il me­dio­cre cal­cia­to­re bel­ga che nel 1995 vin­se la sua bat­ta­glia al­la Cor­te di giu­sti­zia dell'unio­ne Eu­ro­pea, con­sen­ten­do di fat­to la li­be­ra cir­co­la­zio­ne dei cal­cia­to­ri tra pae­si co­mu­ni­ta­ri, non im­ma­gi­na­va si po­tes­se ar­ri­va­re a tan­to.

Nel­la sta­gio­ne 2016-2017, ini­zia­ta da po­chi me­si, si è ar­ri­va­ti in­fat­ti a toc­ca­re un nuo­vo re­cord: nei cin­que prin­ci­pa­li cam­pio­na­ti eu­ro­pei (Se­rie A, Li­ga spa­gno­la, Bun­de­sli­ga, Pre­mier Lea­gue e Li­gue 1 fran­ce­se) i gio­ca­to­ri na­ti in pa­tria han­no gio­ca­to per me­no del 50% del tem­po to­ta­le spe­so in cam­po dal­le lo­ro ri­spet­ti­ve squa­dre. Non era mai ac­ca­du­to. E se esi­sto­no an­co­ra ca­si vir­tuo­si (si ve­da a esem­pio l'athle­tic Bil­bao, che in­si­ste nel tes­se­ra­re so­lo gio­ca­to­ri ba­schi, nep­pu­re spa­gno­li an­da­lu­si o ga­li­zia­ni), ci so­no an­che le si­tua­zio­ni li­mi­te. Lo spie­ga l'os­ser­va­to­rio del calcio, or­ga­no sta­ti­sti­co in­gle­se che dal­la pa­tria del foot­ball guar­da con oc­chio cri­ti­co a quel­lo che suc­ce­de nell'eu­ro­pa del pal­lo­ne. L'udi­ne­se ne esce con le os­sa rot­te, per­ché è di fat­to il club che in tut­ti e cin­que mas­si­mi cam­pio­na­ti fa il mag­gior uti­liz­zo di stra­nie­ri. La per­cen­tua­le fa sor­ri­de­re: gli ita­lia­ni, nel­la sta­gio­ne in cor­so, han­no oc­cu­pa­to l'1% del tem­po to­ta­le spe­so dai gio­ca­to­ri dell'udi­ne­se. Non c'è un club che si av­vi­ci­ni nep­pu­re lon­ta­na­men­te a que­sta ci­fra.

L'uni­co a es­se­re sce­so in cam­po è sta­to Ga­brie­le An­gel­la (Fe­li­pe Dal Bel­lo e Da­ni­lo La­ran­gei­ra pos­sie­do­no il dop­pio pas­sa­por­to, ma l'os­ser­va­to­rio ha im­po­sto re­go­le fer­ree e non li con­si­de­ra na­zio­na­li), per il re­sto so­lo stra­nie­ri. Scor­ren­do la classifica, poi, ec­co il se­con­do det­ta­glio che fa ri­flet­te­re.

Il se­con­do club più este­ro­fi­lo d'eu­ro­pa ap­par­tie­ne sem­pre al­la fa­mi­glia Poz­zo. È il Wat­ford, che in Pre­mier Lea­gue ha fat­to di­spu­ta­re il 9% del tem­po ai gio­ca­to­ri di na­zio­na­li­tà in­gle­se. Per fa­re qual­che esem­pio, an­che i gran­di club (quel­li con i mi­lio­ni di dol­la­ri a di­spo­si­zio­ne in qual­sia­si mo­men­to) non si av­vi­ci­na­no ai da­ti del­le due con­trol­la­te dei Poz­zo. Il Psg è com­po­sto da stra­nie­ri per il 65%, il Chel­sea per l'84%, Real e Bar­cel­lo­na per il 59%. In Ita­lia il Sas­suo­lo do­mi­na la classifica del na­zio­na­li­smo (86% di ita­lia­ni) men­tre la Ju­ve scu­det­ta­ta si fer­ma al 68%.

ITA­LIA SMARRITA L’1% del tem­po gio­ca­to da An­gel­la

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