Tut­ti i dub­bi di Bru­xel­les sull’ita­lia Mo­sco­vi­ci: non si gio­ca sul­le re­go­le

Il Gazzettino (Pordenone) - - Primo Piano - Alessandro Car­di­ni

Al­la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea le boc­che re­sta­no cu­ci­te a dop­pio gi­ro. Non ci so­no com­men­ti uf­fi­cia­li, vie­ne so­lo in­di­ca­to che ora si trat­ta di va­lu­ta­re la leg­ge di bi­lan­cio che sa­rà con­se­gna­ta a Bru­xel­les nel wee­kend. En­tro i pri­mi die­ci gior­ni di no­vem­bre ci sa­ran­no le nuo­ve pre­vi­sio­ni eco­no­mi­che Ue e sa­rà quel­la l’oc­ca­sio­ne per una pri­ma va­lu­ta­zio­ne pub­bli­ca. A me­no che Bru­xel­les non ab­bia tan­ti e ta­li dub­bi sul­la ma­no­vra 2017 da chie­de­re del­le mo­di­fi­che en­tro fi­ne ot­to­bre. Que­sta, pe­rò, è una pos­si­bi­li­tà so­lo teo­ri­ca: la de­ci­sio­ne del pre­si­den­te Juncker è non apri­re osti­li­tà nei con­fron­ti di al­cun pae­se eu­ro­peo Ita­lia com­pre­sa, con­si­de­ra­ta fon­da­men­ta­le per fa­re ar­gi­ne all’eu­ro­scet­ti­ci­smo, al po­pu­li­smo di­la­gan­ti e ren­de­re me­no fra­gi­le la ri­pre­sa eco­no­mi­ca.

Det­to que­sto, la stra­da del ne­go­zia­to Ro­ma-bru­xel­les è sem­pre in sa­li­ta. Il pri­mo mo­ti­vo è un ag­giu­sta­men­to del bi­lan­cio in ter­mi­ni strut­tu­ra­li nul­lo nel 2017. Il se­con­do mo­ti­vo ri­guar­da il de­bi­to: si ri­du­ce leg­ger­men­te dal 2017 per ca­la­re a rit­mo più forte e rag­giun­ge­re il 123,6% del pil nel 2019, cioè 2,8 pun­ti per­cen­tua­li in più ri­spet­to a quan­to pro­gram­ma­to so­lo ad apri­le. E poi, nei due an­ni 2016-2017 non vie­ne ri­spet­ta­ta la re­go­la del de­bi­to. Tut­ta­via, ciò non im­pli­ca un’aper­tu­ra au­to­ma­ti­ca del­la pro­ce­du­ra per “de­fi­cit ec­ces­si­vo” per­chè Bru­xel­les do­vrà va­lu­ta­re il pe­so di fat­to­ri ri­le­van­ti che im­pe­di­sco­no (cioè scon­si­glia­no) una ri­du­zio­ne del de­bi­to più mar­ca­ta. C’è pe­rò un al­tro ele­men­to in gio­co, il dub­bio prin­ci­pa­le, in li­nea con i dub­bi espres­si dall’uf­fi­cio par­la­men­ta­re di bi­lan­cio e dal­la Ban­ca d’ita­lia: una pre­vi­sio­neo­biet­ti­vo di cre­sci­ta del pil all’1% con­si­de­ra­ta trop­po ot­ti­mi­sti­ca.in gio­co è l’ef­fet­to del

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