Sber­la al­lo steward, ti­fo­so nei guai

Pa­ra­pi­glia pri­ma del gran­de mat­ch con il Ve­ne­zia per tam­bu­ro e me­ga­fo­no vie­ta­ti su­gli spal­ti

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone -

POR­DE­NO­NE - Si è per­so il trion­fo dei ram­ma­ri sul leo­ne del­la Se­re­nis­si­ma per­chè ha ri­fi­la­to un so­no­ro cef­fo­ne a uno steward del­lo sta­dio Bot­tec­chia. È suc­ces­so il 1. ot­to­bre scor­so a uno dei fe­de­lis­si­mi ti­fo­si del Por­de­no­ne. L’epi­so­dio gli è co­sta­to una de­nun­cia per vio­len­za a in­ca­ri­ca­to di pub­bli­co ser­vi­zio. Una de­nun­cia che è scat­ta­ta d’uf­fi­cio e che po­treb­be es­se­re se­gui­ta dal prov­ve­di­men­to più te­mu­to da­gli ul­tras: un Da­spo. Va­le a di­re un di­vie­to di ac­ces­so agli im­pian­ti spor­ti­vi. Ma que­sto è un aspet­to che sa­rà va­lu­ta­to dal­la Que­stu­ra di Por­de­no­ne.

Il gior­no del gran­de mat­ch con la pri­ma in clas­si­fi­ca - il Ve­ne­zia - all’ar­ri­vo dei ti­fo­si ne­ro­ver­di c’è sta­to un al­ter­co con uno de­gli ad­det­ti al­la si­cu­rez­za. I ti­fo­si vo­le­va­no en­tra­re al­lo sta­dio con tam­bu­ro e me­ga­fo­no per da­re for­za a slo­gan e in­ci­ta­men­ti a fa­vo­re del­la squa­dra di ca­sa. In­som­ma, vo­le­va­no vin­ce­re la par­ti­ta del ti­fo. Ma il re­go­la­men­to del Bot­tec­chia vie­ta di por­ta­re su­gli spal­ti tam­bu­ri e me­ga­fo­ni. I re­spon­sa­bi­li del ser­vi­zio lo han­no fat­to pre­sen­te, ma era quel­lo era un gior­no spe­cia­le e i sup­por­ter del Por­de­no­ne si so­no ri­bel­la­ti. Il con­tra­sto ver­ba­le con lo steward si è tra­mu­ta­to in un pa­ra­pi­glia, tan­to che i Ca­ra­bi­nie­ri pre­sen­ti in pros­si­mi­tà del var­co d’in­gres­so so­no do­vu­ti in­ter­ve­ni­re per cal­ma­re gli ani­mi. Uno dei ti­fo­si, ar­rab­bia­tis­si­mo, si è pe­rò la­scia­to an­da­re e ha col­pi­to lo steward con un so­no­ro cef­fo­ne in fac­cia. Il ri­sul­ta­to? Il ti­fo­so è sta­to iso­la­to dal re­sto del grup­po e por­ta­to in ca­ser­ma, do­ve è ri­ma­sto per tut­ti i 90’ mi­nu­ti di Por­de­no­ne-ve­ne­zia. Si è per­so quel­la che pro­ba­bil­men­te è sta­ta la par­ti­ta dell’an­no: ti­fo sca­te­na­to (ma non vio­len­to) in un Bot­tec­chia da re­cord (2.400 spet­ta­to­ri), vit­to­ria con un gol di Se­men­za­to al 27’ e il Ve­ne­zia di Su­per­pip­po In­za­ghi sca­val­ca­to in clas­si­fi­ca.

Lo steward col­pi­to non ha vo­lu­to far­si re­fer­ta­re in pron­to soc­cor­so e non ha pre­sen­ta­to de­nun­cia. For­se ha pre­fe­ri­to la­sciar per­de­re per evi­ta­re di in­cri­na­re il rap­por­to con gli al­tri ti­fo­si. È sta­to co­mun­que sen­ti­to a ver­ba­le, co­sì co­me gli al­tri te­sti­mo­ni dell’epi­so­dio, tut­ti con­vo­ca­ti in ca­ser­ma per ri­co­strui­re la vi­cen­da. I re­spon­sa­bi­li del­la si­cu­rez­za so­no equi­pa­ra­ti a un in­ca­ri­ca­to di pub­bli­co ser­vi­zio quan­do la­vo­ra­no al­lo sta­dio. Pic­chiar­li o im­pe­dir­gli di svol­ge­re i con­trol­li di­ven­ta per­tan­to un rea­to per­se­gui­bi­le d’uf­fi­cio.

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TI­FO­SI

Fra i tan­ti ap­pas­sio­na­ti ne­ro­ver­di al Bot­tec­chia c’è an­che qual­che te­sta cal­da, co­me nel­la sfi­da al Ve­ne­zia

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