Mat­teo, ma­na­ger all’adi­das «So­no scap­pa­to per la­vo­ra­re»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone - Sa­ra Car­ne­los

Di­ge­ri­re i ter­mi­ni «pre­ca­rio», «bam­boc­cio­ne» per mol­ti gio­va­ni pro­met­ten­ti non è sem­pli­ce. Per Mat­teo De An­na non è sta­to pro­prio pos­si­bi­le, per­ché ha vo­lu­to "scap­pa­re" da cer­te eti­chet­ta­tu­re. Ha la­scia­to la sua ama­ta Pordenone do­ve vor­reb­be un gior­no rien­tra­re e, og­gi, a 26 an­ni è ecom­mer­ce coor­di­na­tor dell'adi­das e la­vo­ra al quar­tier ge­ne­ra­le di No­rim­ber­ga. «Non ve­do una si­tua­zio­ne ro­sea per i gio­va­ni de­ci­si a fa­re tut­ta la ga­vet­ta in Ita­lia e in pro­vin­cia di Pordenone. Ri­ten­go che sia più fa­ci­le espri­me­re il pro­prio va­lo­re all'este­ro», ha fat­to sa­pe­re De An­na che ha vo­lu­to evi­ta­re la ras­se­gna­zio­ne. La pri­ma pas­sio­ne di Mat­teo è la mu­si­ca, ha ini­zia­to a suo­na­re il vio­lon­cel­lo a die­ci an­ni al­la Pie­tro Edo. L'in­di­riz­zo mu­si­ca­le al­le me­die Lo­zer gli ha per­mes­so di stu­dia­re pia­no­for­te, dan­do al se­con­do an­no l'esame al Con­ser­va­to­rio. De­ci­ne di do­cen­ti si so­no av­vi­cen­da­ti nel­la pre­pa­ra­zio­ne del ra­gaz­zo, co­me scuo­le di mu­si­che, con­cer­ti, or­che­stre. Nel 2010 ha suo­na­to in una sce­na del film «the Tou­ri­st» con An­ge­li­na Jo­lie e John­nie Depp. «Ma­tu­ran­do - rac­con­ta - ho ca­pi­to che in Ita­lia era dif­fi­ci­le la­vo­ra­re co­me mu­si­ci­sta. Da qui la de­ci­sio­ne di af­fian­ca­re al­lo stu­dio del vio­lon­cel­lo, una car­rie­ra uni­ver­si­ta­ria». De­ci­de al­lo­ra di se­gui­re la sua gran­de pas­sio­ne, il mar­ke­ting fre­quen­tan­do Eco­no­mia azien­da­le a Pordenone, per po­ter es­se­re vi­ci­no al con­ser­va­to­rio di Ve­ne­zia e por­ta­re avan­ti en­tram­bi i per­cor­si. La co­stan­za e lo stu­dio as­si­duo lo con­du­co­no di­ret­ta­men­te al di­plo­ma, tre an­ni fa, sot­to la gui­da del mae­stro An­drea Ama­dio. «Con­ci­lia­re i due im­pe­gni è sta­to dif­fi­ci­lis­si­mo. Mi ha in­se­gna­to a non mol­la­re mai e a por­ta­re a ter­mi­ne gli obiet­ti­vi» ri­ve­la il ra­gaz­zo che non scor­da gli an­ni più in­ten­si al «Leo­ma­jor», quan­do do­ve­va fa­re i sal­ti mor­ta­li, al suo­no dell'ul­ti­ma cam­pa­nel­la, in au­to con il pa­dre, un pa­ni­no fu­ga­ce e poi il tre­no per il con­ser­va­to­rio a Trieste.

«Già dai pri­mi tem­pi uni­ver­si­ta­ri, no­ta­vo la dif­fi­col­tà che ave­va­no i miei coe­ta­nei ad en­tra­re nel mon­do del la­vo­ro - fa sa­pe­re De An­na - quei po­chi che ci riu­sci­va­no, era­no scon­ten­ti e mal­trat­ta­ti. "Pre­ca­ri" o "mam­mo­ni" era­no pa­ro­le che mi su­sci­ta­va­no ri­brez­zo». Que­sta è sta­ta la mol­la per cer­ca­re i mi­glio­ri ma­ster nel­le bu­si­ness school eu­ro­pee e la Co­pe­na­ghen Bu­si­ness School è sta­ta elet­ta mi­glio­re nel 2013. La par­te­ci­pa­zio­ne al ban­do e l'ac­cet­ta­zio­ne al cor­so di In­ter­na­tio­nal mar­ke­ting and ma­na­ge­ment, cam­bia­no la vi­ta di Mat­teo De An­na che ha vi­sto co­me si può ap­pren­de­re di­ver­sa­men­te, mol­ta pra­ti­ca uni­ta al pro­blem sol­ving, non stu­dio su ma­nua­li ac­ca­de­mi­ci de­gli an­ni '70. A Co­pe­na­ghen, il gio­va­ne ha cer­ca­to la­vo­ro, per ini­zia­re ot­to me­si a sti­pen­dio ze­ro in una start-up, poi lo sta­ge all'adi­das pa­ga­to mil­le eu­ro net­ti al mese e la fe­li­ce con­clu­sio­ne ri­co­pren­do la po­si­zio­ne di ecom­mer­ce coor­di­na­tor che gli con­sen­te un buon te­no­re di vi­ta. Ai gio­va­ni con­si­glia di an­da­re all'este­ro e sco­pri­re che la ve­ra me­ri­to­cra­zia esi­ste. A 25 an­ni ci so­no ma­na­ger che ge­sti­sco­no bud­get mi­lio­na­ri. «Qui da noi è an­co­ra uto­pia- con­clu­de Mat­teo - se non si è figli di pa­pà».

LA FU­GA PER LA­VO­RA­RE Mat­teo De An­na al­la Bu­si­ness School di Co­pe­na­ghen

La sua pas­sio­ne era la mu­si­ca, ma ha pre­so la lau­rea in Eco­no­mia e Mar­ke­ting ed è an­da­to su­bi­to

all’este­ro

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