Pac­chi di pa­sta e ri­so de­sti­na­ti ai po­ve­ri tro­va­ti nel bi­do­ne dell’im­mon­di­zia

Il fat­to è ac­ca­du­to in via Vallona: una ven­ti­na le con­fe­zio­ni, nes­su­na era sca­du­ta Pre­se da una don­na che ha se­gna­la­to il tut­to. L’as­ses­so­re: «È gra­ve, in­da­ghe­re­mo»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Pordenone -

Ali­men­ti, de­sti­na­ti a strut­tu­re di vo­lon­ta­ria­to ab­ban­do­na­ti vi­ci­no ai cas­so­net­ti del­la spaz­za­tu­ra. Si trat­ta so­prat­tut­to di pa­sta e ri­so mar­chia­ti e pa­ga­ti dal­la Unio­ne eu­ro­pea e aiu­ti de­sti­na­ti al­le fa­mi­glie in dif­fi­col­tà eco­no­mi­ca. Ali­men­ti non com­mer­cia­bi­li, co­sì co­me in­di­ca­to sul­la di­ci­tu­ra. Pac­chi la­scia­ti a ter­ra, sot­to la piog­gia, rin­ve­nu­ti ie­ri mat­ti­na in via Vallona da una don­na che, tro­van­do­si a sua vol­ta in una si­tua­zio­ne di dif­fi­col­tà eco­no­mi­ca, do­po aver con­trol­la­to la da­ta di sca­den­za li ha rac­col­ti e por­ta­ti a ca­sa. Pri­ma, pe­rò, ha scat­ta­to al­cu­ne fo­to per de­nun­cia­re una si­tua­zio­ne che sem­bra non es­se­re nuo­va in cit­tà. L'aspet­to grot­te­sco è che, guar­dan­do le da­te di sca­den­za, so­no an­co­ra per­fet­ta­men­te con­su­ma­bi­li. «Una ver­go­gna a cie­lo aper­to», l'ha de­fi­ni­ta più di qual­cu­no. Pac­chi che so­sta­va­no lì da ore, tra l'in­dif­fe­ren­za dei più; sem­mai qual­che sguar­do in­cu­rio­si­to, si­no all'ar­ri­vo di quel­la don­na che li ha rac­col­ti per po­ter con­su­ma­re nei pros­si­mi gior­ni. Ec­co nel­la so­cie­tà del con­su­mi­smo sfre­na­to che fi­ne ri­schia­no di fa­re per­si­no gli aiu­ti uma­ni­ta­ri. Ab­ban­do­na­ti da chis­sà chi, in mez­zo a una via, sot­to la piog­gia bat­ten­te.

Re­sta­no an­co­ra da chia­ri­re i det­ta­gli dell'epi­so­dio, an­che da par­te de­gli ope­ra­to­ri del­le va­rie as­so­cia­zio­ni at­ti­ve nel pro­ces­so di di­stri­bu­zio­ne dei be­ni ali­men­ta­ri con­se­gna­ti dal­le fon­ti co­mu­ni­ta­rie, tra que­ste la Ca­ri­tas, il Ban­co ali­men­ta­re e la Cri.

«Bi­so­gna in­da­ga­re be­ne sul­le ra­gio­ni e le ori­gi­ni di que­sti ab­ban­do­ni - ha spie­ga­to il vi­ce­sin­da­co Eli­gio Griz­zo per ca­pi­re nel­lo spe­ci­fi­co se si può par­la­re di in­cu­ria o di al­tro. Cer­che­re­mo di ca­pi­re a chi si pos­sa ri­con­dur­re un epi­so­dio del ge­ne­re. Al­cu­ne vol­te bi­so­gna con­fron­tar­si an­che con i de­sti­na­ta­ri del­le of­fer­te e con la lo­ro scel­ta di uti­liz­za­re o me­no i be­ni as­se­gna­ti­gli. Ad ogni mo­do, pur non co­no­scen­do pre­ci­sa­men­te le di­na­mi­che dell'ac­ca­du­to, l'uni­ca rea­zio­ne che può es­ser­vi è di pro­fon­do di­spia­ce­re. Que­sto spe­cie per­ché mol­te per­so­ne con­ti­nua­no a vi­ve­re in una si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca mol­to dif­fi­ci­le».

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