Te­di­no: «Ser­vo­no me­no di­stra­zio­ni»

Sul 2-2 il tec­ni­co dei ra­mar­ri spe­ra­va nell’al­lun­go. Lo­vi­sa: «Il ter­zo gol av­ver­sa­rio vi­zia­to da un fal­lo»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Sport - Ro­ber­to Vicenzotto

70’ si in­for­tu­na an­che Me­ri­ni. En­tra Un­ga­ro. Ci vuo­le una gio­ca­ta. La fa Cat­ta­neo (73’) la cui ve­ro­ni­ca in area vie­ne in­ter­rot­ta fal­lo­sa­men­te. È ri­go­re che Ar­ma tra­sfor­ma: 2-2. Non pas­sa­no 2’ che il San­tar­can­ge­lo pas­sa di nuo­vo. L’azio­ne è con­fu­sa. La pal­la ar­ri­va sui pie­di di Ce­sa­ret­ti che fir­ma la dop­piet­ta pro­ba­bil­men­te con una ma­no. Te­di­no si gio­ca l’ul­ti­ma car­ta (79’). En­tra Pie­tri­bia­si per Pel­le­gri­ni. A se­gna­re pe­rò è Mi­su­ra­ca, mi­glio­re fra i ra­mar­ri, di te­sta su piaz­za­to di Bur­rai (80’). Va in gol an­che Pie­tri­bia­si (87’), com­met­ten­do se­con­do D’apice (e lui so­lo) un fal­lo sul con­trol­lo­re. Nel re­cu­pe­ro esplo­de il Bot­tec­chia per il gol di Cat­ta­neo, ma Ve­le­no è in fuo­ri­gio­co. PORDENONE - Po­te­va es­se­re un mi­ti­co 4-3. Il ram­ma­ri­co, in­ve­ce, è il mi­ni­mo co­mu­ne de­no­mi­na­to­re nel­le di­chia­ra­zio­ni neroverdi do­po par­ti­ta. Per­ché ci so­no tan­ti, for­se trop­pi, det­ta­gli che non so­no an­da­ti co­me do­ve­va­no. «A co­min­cia­re dal lo­ro ter­zo gol - sbot­ta Mau­ro Lo­vi­sa - vi­zia­to da un fal­lo di ma­no. A Bas­sa­no, la set­ti­ma­na scor­sa, ugua­le. In­ve­ce, c'era un ri­go­re per fal­lo su Mi­su­ra­ca, non con­ces­so». «Di­cia­mo che non sia­mo for­tu­na­ti con le de­ci­sio­ni ar­bi­tra­li» cer­ca di iro­niz­za­re, mol­to se­rio, il pre­si­den­te. Quan­to al ri­sul­ta­to, «ab­bia­mo fat­to sei gol e spia­ce pa­reg­gia­re do­po una pre­sta­zio­ne del ge­ne­re, so­prat­tut­to do­po un gran se­con­do tem­po». Epi­so­di? «I no­stri por­tie­ri - evi­den­zia Lo­vi­sa - non era­no in gran­de gior­na­ta. Pe­rò tut­ta la squa­dra ha te­nu­to l'at­teg­gia­men­to giu­sto, dob­bia­mo al­za­re il li­vel­lo die­tro. Pren­dia­mo po­chi ti­ri, ma dob­bia­mo es­se­re con­cen­tra­ti sem­pre. Il lo­ro por­tie­re le ha bloc­ca­te tut­te. Con que­sto at­teg­gia­men­to, co­mun­que, la squa­dra ar­ri­ve­rà lon­ta­no, al di là de­gli er­ro­ri sin­go­li. Dob­bia­mo im­pa­ra­re a pre­ve­ni­re gli er­ro­ri, non la­men­tar­si do­po». «La gen­te si è di­ver­ti­ta a ve­de­re sei gol» cer­ca di sdram­ma­tiz­za­re Bru­no Te­di­no. «Il San­tar­can­ge­lo all'ini­zio ci ha ob­bli­ga­to a gio­ca­re sot­to rit­mo e ma­le, per­ché te­ne­va­no 8 gio­ca­to­ri die­tro la li­nea del­la pal­la. Cer­to che quan­do sia­mo an­da­ti sul 2-2 la ga­ra sem­bra­va in­di­riz­za­ta a no­stro fa­vo­re. La ter­za re­te l'ab­bia­mo pre­sa per fo­ga, po­co ra­zio­na­li. Il Pordenone me­ri­ta 10 per quan­to fat­to». Sen­za con­ta­re gli er­ro­ri? «Riu­sci­re a re­cu­pe­ra­re per tre vol­te lo svan­tag­gio non è fa­ci­le» ri­spon­de l'al­le­na­to­re ne­ro­ver­de. «Ho dei dub­bi che fos­se da an­nul­la­re il gol di Pie­tri­bia­si, per­ché avreb­be com­mes­so lui un fal­lo. Non giu­di­co quel­lo non con­va­li­da­to a Cat­ta­neo, per la po­si­zio­ne di fuo­ri gio­co che non pos­so va­lu­ta­re. Di­spia­ce, per­ché po­te­va co­mun­que es­ser­ci il 4-3 per noi a tem­po sca­du­to. Quan­to agli in­for­tu­ni di­fen­si­vi, la dif­fe­ren­za la fa l'at­ten­zio­ne di tut­ta la squa­dra».

GOL FI­NA­LE Mi­su­ra­ca man­da in re­te il pal­lo­ne per­met­ten­do al Pordenone il pa­ri per 3-3 con il San­tar­can­ge­lo

(Pres­spho­to)

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