Del­ne­ri ri­ge­ne­ra un’udi­ne­se fi­nal­men­te to­sta

I bian­co­ne­ri mo­stra­no già pres­sing e co­rag­gio

Il Gazzettino (Pordenone) - - Cultura&Spettacoli - UDI­NE Gui­do Go­mi­ra­to

Non tut­te le scon­fit­te so­no ugua­li. Quel­la su­bi­ta al­lo Sta­dium da Za­pa­ta (nel­la fo­to) e so­ci può di­ven­ta­re l’al­ba di un nuo­vo cam­pio­na­to. Per­ché la ma­no di Del­ne­ri si ve­de già, con pres­sing, pre­si­dio del­le fa­sce, co­rag­gio nell’im­po­sta­re il gio­co, pos­ses­so di pal­la. Pe­rò bi­so­gna ri­dur­re gli er­ro­ri di­fen­si­vi.

La "paz­zia" di De Paul

IL PRO­BLE­MA

I bian­co­ne­ri po­treb­be­ro es­ser­si scrol­la­ti di dos­so an­sie e pau­re evi­den­zia­te nel­le ul­ti­me due sta­gio­ni, che han­no ine­vi­ta­bil­men­te tra­smes­so ai lo­ro ti­fo­si, ma an­che anar­chia tat­ti­ca, di­scon­ti­nui­tà di ren­di­men­to e di ri­sul­ta­ti, un cal­cio so­ven­te ap­pros­si­ma­ti­vo che ha vis­su­to sul­le (ra­re) in­ven­zio­ni del sin­go­lo o sul­lo squi­si­to re­ga­lo dell'av­ver­sa­rio. L'udi­ne­se che ha te­nu­to te­sta al­la Ju­ve è par­sa squa­dra vi­va. Ognu­no ha svol­to con di­li­gen­za il com­pi­to as­se­gna­to­gli e si è vi­sta quell'or­ga­niz­za­zio­ne di gio­co con cui si è sop­pe­ri­to al­la se­ra­ta non del tut­to sod­di­sfa­cen­te da par­te di qual­cu­no. La squa­dra si è mos­sa se­con­do lo­gi­ca, con or­di­ne, sen­za mai la­scia­re spa­zi all'av­ver­sa­rio. È man­ca­to so­lo il ri­sul­ta­to (la Ju­ve co­mun­que non ha ru­ba­to nul­la), ma­ga­ri pu­re un piz­zi­co di for­tu­na, ma Del­ne­ri ora è giu­sta­men­te più fi­du­cio­so. Lo ha an­che sot­to­li­nea­to nel do­po ga­ra. In una de­ci­na di gior­ni ha ri­ge­ne­ra­to l'udi­ne­se, in pri­mis men­tal­men­te, poi dal pun­to di vi­sta tec­ni­co e tat­ti­co. La fi­du­cia (e l'in­tui­zio­ne) nel da­re spa­zio a Fo­fa­na, trop­po fret­to­lo­sa­men­te mes­so da par­te da Ia­chi­ni, e a Jank­to, è sta­ta ri­pa­ga­ta con gli in­te­res­si. I due so­no sta­ti tra i pro­ta­go­ni­sti e i cen­tro­cam­pi­sti di Al­le­gri ne san­no qual­co­sa. Ma an­che la die­tro le co­se han­no fun­zio­na­to me­glio e non sol­tan­to per­ché Wa­gue, Da­ni­lo, Fe­li­pe e Sa­mir (si­no a quan­do è ri­ma­sto in cam­po) so­no sta­ti aiu­ta­ti dal re­sto del­la squa­dra.

È un'udi­ne­se com­ple­ta­men­te di­ver­sa da quel­la gui­da­ta da Bep­pe Ia­chi­ni: la de­ci­sio­ne del­la pro­prie­tà di da­re il ben­ser­vi­to al noc­chie­ro asco­la­no, che mol­ti han­no cri­ti­ca­to, è sta­ta op­por­tu­na e tem­pe­sti­va. Lo di­co­no i fat­ti, la men­ta­li­tà e il gio­co che Del­ne­ri ha sa­pu­to da­re ai suoi, la qua­li­tà del po­ten­zia­le a sua di­spo­si­zio­ne e in par­te tra­scu­ra­to da Ia­chi­ni. L'uni­co neo è sta­ta la "paz­zia" di De Paul. Il tec­ni­co di Aqui­leia ha cer­ca­to di di­fen­der­lo con la so­li­ta fra­se di cir­co­stan­za, che non può reg­ge­re: «Sp­pia­mo che i gio­va­ni di tan­to in tan­to com­met­to­no an­che er­ro­ri gra­vi». In real­tà si ren­de con­to che l'ar­gen­ti­no non ha ali­bi. Non è più ra­gaz­zo di pri­mo pe­lo, ha 22 an­ni e mez­zo, van­ta un'espe­rien­za trien­na­le a li­vel­lo pro­fes­sio­ni­sti­co. Ha mi­li­ta­to nel Ra­cing Avel­la­ne­da, poi nel Va­len­cia, an­co­ra nel­la squa­dra ar­gen­ti­na e ora nell'udi­ne­se, con un cen­ti­na­io di ga­re so­la­men­te in cam­pio­na­to. Nem­me­no il ra­gaz­zi­no avreb­be sgam­bet­ta­to da ter­go un av­ver­sa­rio che, spal­le al­la por­ta, sta­va uscen­do dall'area. De Paul si­no­ra è pia­ciu­to una vol­ta sol­tan­to, con­tro la Fio­ren­ti­na, per il re­sto il suo com­por­ta­men­to è sta­to qua­si sem­pre me­dio­cre.

Pu­re Pe­ri­ca non ha con­vin­to. Ha com­piu­to un pas­so in­die­tro ri­spet­to al­le pre­ce­den­ti pre­sta­zio­ni. Ma per il croa­to è di­ver­so: lui ha giu­sti­fi­ca­zio­ni, è ine­sper­to. In ogni ca­so de­ve

TEC­NI­CO Gi­gi Del­ne­ri ha esor­di­to al­lo Sta­dium al­la gui­da dell’udi­ne­se Nel pas­sa­to ave­va an­che al­le­na­to la Ju­ven­tus pri­ma dell’era di An­to­nio Con­te (Fo­to Lapresse)

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