Ca­len­da: «Ma­no­vra ri­vo­lu­zio­na­ria»

Il mi­ni­stro: «Una svol­ta ra­di­ca­le: ri­du­zio­ne del­le tas­se per le im­pre­se e in­cen­ti­vi au­to­ma­ti­ci per chi in­ve­ste»

Il Gazzettino (Pordenone) - - Da Prima Pagina - Gior­gio Ga­sco

L’IN­DU­STRIA

Una ma­no­vra eco­no­mi­ca che rap­pre­sen­ta «una svol­ta ra­di­ca­le» per l’in­du­stria, as­si­cu­ra il mi­ni­stro Car­lo Ca­len­da, og­gi a Tre­vi­so per l’av­vio di una nuo­va li­nea di pro­du­zio­ne Be­net­ton.

IL NOR­DE­ST

E al­la ri­chie­sta di au­to­no­mia giun­ta an­che da­gli in­du­stria­li ve­ne­ti il mi­ni­stro ri­spon­de che l’im­por­tan­te è «una chia­ra di­vi­sio­ne dei ruo­li».

Leg­ge di Bi­lan­cio, pac­chet­to "In­du­stria 4.0". Il mi­ni­stro al­lo Svi­lup­po, Car­lo Ca­len­da, spie­ga l’azio­ne che il go­ver­no ha av­via­to con l’ap­pro­va­zio­ne del­la ma­no­vra. Ca­len­da è il "pro­get­ti­sta" del pia­no che pun­ta a so­ste­ne­re l’in­no­va­zio­ne nell’in­du­stria. E og­gi, a Tre­vi­so, il mi­ni­stro par­te­ci­pa all’av­vio di una nuo­va li­nea di pro­du­zio­ne no stop del­la Be­net­ton, che da un uni­co fi­lo lun­go 500 me­tri, "sfor­ne­rà" ma­glie sen­za cu­ci­tu­re. Mi­ni­stro Ca­len­da, uno stu­dio del­la Fon­da­zio­ne Nor­de­st ri­le­va che gli in­du­stria­li re­gio­na­li vor­reb­be­ro un Ve­ne­to pìù au­to­no­mo. Un in­di­ce di po­ca fi­du­cia nei con­fron­ti del go­ver­no? «Lo leg­go co­me un ap­prez­za­men­to per le am­mi­ni­stra­zio­ni lo­ca­li che han­no evi­den­te­men­te sa­pu­to sfrut­ta­re be­ne gli spa­zi di au­to­no­mia esi­sten­ti e che si so­no di­stin­te per la qua­li­tà dei pro­pri ser­vi­zi pub­bli­ci. Cre­do quin­di che la ri­chie­sta di mag­gio­re au­to­no­mia ri­flet­ta più que­sto, che non l’at­teg­gia­men­to ver­so il go­ver­no. Pe­rò bi­so­gna sta­re at­ten­ti: stia­mo en­tran­do in una fa­se sto­ri­ca più du­ra e dif­fi­ci­le do­ve la ca­pa­ci­tà di ri­spon­de­re in mo­do ef­fi­cien­te co­me na­zio­ne di­ven­ta es­sen­zia­le. Ci so­no in­te­res­si stra­te­gi­ci che si pos­so­no tu­te­la­re so­lo in una di­men­sio­ne pae­se quan­do non eu­ro­pea. È im­por­tan­te che sia chia­ra la di­vi­sio­ne dei ruo­li sui di­ver­si pia­ni e che i pro­ces­si de­ci­sio­na­li non si ac­ca­val­li­no ren­den­do l’azio­ne pub­bli­ca inef­fi­ca­ce. Per que­sto è im­por­tan­te la ri­for­ma isti­tu­zio­na­le». Ren­zi di­ce: le im­pre­se non han­no più ali­bi. Ma con il pa­ra­me­tro del "ra­ting" le im­pre­se ri­schia­no di non po­te­re ac­ce­de­re ai fi­nan­zia­men­ti? «Il mec­ca­ni­smo del ra­ting è, in sé, uno stru­men­to sa­no e ne­ces­sa­rio: i fi­nan­zia­men­ti non pos­so­no non es­se­re ero­ga­ti sul­la ba­se del­le ca­rat­te­ri­sti­che di un’im­pre­sa e, in par­ti­co­la­re, del­la sua ca­pa­ci­tà di ri­pa­ga­re i de­bi­ti. Ciò non si­gni­fi­ca che non vi sia­no an­co­ra dif­fi­col­tà nell’ac­ces­so al cre­di­to, spe­cial­men­te per le Pmi. È qui che si in­ne­sta­no mol­te del­le no­stre po­li­ti­che. Con la nuo­va leg­ge di Bi­lan­cio, ab­bia­mo ri­fi­nan­zia­to il Fon­do di Ga­ran­zia per le Pmi con la ci­fra re­cord di un mi­liar­do, ve­nen­do in­con­tro al­le ri­chie­ste ar­ri­va­te pro­prio dal mon­do del­le im­pre­se e dal­le lo­ro or­ga­niz­za­zio­ni. Il Fon­do è sta­to an­che og­get­to di una pro­fon­da ri­for­ma, fi­na­liz­za­ta a fo­ca­liz­za­re le no­stre ga­ran­zie su quel­le im­pre­se che, al­tri­men­ti, avreb­be­ro dif­fi­col­tà a ot­te­ne­re i fi­nan­zia­men­ti, e con­cen­tran­do le ri­sor­se di­spo­ni­bi­li su­gli in­ve­sti­men­ti».

Lei og­gi è da Be­net­ton per l’av­vio di un nuo­vo pro­ces­so di pro­du­zio­ne di stam­po "In­du­stria 4.0", il pia­no pre­pa­ra­to da lei. Quin­di c’é qual­cu­no che pro­ce­de su que­sta stra­da. «Il Pia­no In­du­stria 4.0 vuo­le ac­com­pa­gna­re una ri­vo­lu­zio­ne, ma que­sta ri­vo­lu­zio­ne pro­dut­ti­va non l’ab­bia­mo in­ven­ta­ta noi: la di­gi­ta­liz­za­zio­ne è un fe­no­me­no in at­to nell’eco­no­mia glo­ba­le e an­che nel no­stro Pae­se. Le tan­te ec­cel­len­ze di cui an­che il Ve­ne­to è pie­no so­no im­pre­se che, cia­scu­na per la sua stra­da, han­no scel­to di in­ve­sti­re in co­no­scen­za, e che nel far­lo han­no ri­vo­lu­zio­na­to i pro­ces­si pro­dut­ti­vi e han­no scom­mes­so sull’in­no­va­zio­ne e sull’in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne. Que­ste im­pre­se me­ri­ta­no tut­to il no­stro sup­por­to, e le al­tre de­vo­no es­se­re aiu­ta­te a se­gui­re la me­de­si­ma stra­da, per­ché è su que­sto ter­re­no che si gio­ca la com­pe­ti­ti­vi­tà dell’in­te­ro Pae­se, e con es­sa la no­stra ca­pa­ci­tà di crea­re red­di­to e oc­cu­pa­zio­ne di qua­li­tà».

Co­sa pre­ve­de "In­du­stria 4.0"? «Il pia­no è un pac­chet­to or­ga­ni­co ma com­ples­so, fi­na­liz­za­to a so­ste­ne­re le im­pre­se nel lo­ro per­cor­so di mo­der­niz­za­zio­ne e cre­sci­ta. Le prin­ci­pa­li mi­su­re so­no fi­na­liz­za­te pro­muo­ve­re gli in­ve­sti­men­ti: la pro­ro­ga del su­pe­ram­mor­ta­men­to al 140% per i be­ni stru­men­ta­li e l’in­tro­du­zio­ne dell’ i per am­mor­ta­men­to al 250% per gli in­ve­sti­men­ti in be­ni 4.0, co­sì co­me il ri­fi­nan­zia­men­to del­la Nuo­va Sa­ba­ti­ni e del Fon­do di ga­ran­zia per le Pmi. Una mi­su­ra che mi sta a cuo­re è il for­te po­ten­zia­men­to del cre­di­to d’im­po­sta per le at­ti­vi­tà di ri­cer­ca e svi­lup­po, che sa­le al 50% e che cre­sce da 5 a 20 mi­lio­ni per con­tri­buen­te. La cor­ni­ce in cui que­ste mi­su­re si in­se­ri­sco­no è quel­la di un for­te im­pul­so al­le im­pre­se, che tro­va la sua “chiu­su­ra” nel­la ri­du­zio­ne dell’ires al 24% e nell’in­tro­du­zio­ne dell’iri, sem­pre al 24%, per le par­ti­te Iva». È for­se la pri­ma ma­no­vra che pun­ta su­gli in­cen­ti­vi al­le im­pre­se (15,5 mi­liar­di). Nuo­va rot­ta? «Per la ve­ri­tà al net­to dell’ires il pia­no fis­sa 13 mi­liar­di per gli in­ve­sti­men­ti fat­ti nel 2017 e 20,4 per quel­li fat­ti nel trien­nio con­si­de­ra­to nel­la leg­ge di bi­lan­cio. Il cam­bio di rot­ta, che di­ven­ta ra­di­ca­le con que­sta leg­ge di bi­lan­cio, se­gue la tra­iet­to­ria trac­cia­ta fin dall’ini­zio da que­sto go­ver­no, che fin dal suo in­se­dia­men­to ha mes­so al cen­tro la ri­du­zio­ne del­le tas­se per le im­pre­se: pri­ma col ta­glio dell’irap, poi con l’abo­li­zio­ne dell’imu su­gli im­bul­lo­na­ti, e ora con In­du­stria 4.0. Ma il cam­bio di rot­ta si so­stan­zia an­che nell’ab­ban­do­no de­gli in­cen­ti­vi “a ban­do”, che pre­sup­pon­go­no una se­le­zio­ne da par­te dell’am­mi­ni­stra­zio­ne dei pro­get­ti da in­cen­ti­va­re, a un mec­ca­ni­smo di in­cen­ti­va­zio­ne au­to­ma­ti­ca: non vo­glia­mo in­di­riz­za­re gli in­ve­sti­men­ti del­le im­pre­se, ma sup­por­ta­re chi in­ve­ste». Ma re­sta una ma­no­vra ca­rat­te­riz­za­ta dall’uti­liz­zo del de­fi­cit. Non sa­rà one­ro­sa ne­gli an­ni? «Nel 2017 il de­fi­cit sa­rà al 2,3%: il li­vel­lo più bas­so da pri­ma del­la cri­si. Mi sem­bra in­ge­ne­ro­so ac­cu­sa­re il go­ver­no di in­dul­ge­re nel de­fi­cit spen­ding. Piut­to­sto, quel­lo che il go­ver­no fa è sfrut­ta­re gli spa­zi di fles­si­bi­li­tà che tro­va­no co­per­tu­ra nell’am­bi­to dei Trat­ta­ti Eu­ro­pei. Un pri­mo ri­sul­ta­to del­lo sfor­zo è la so­stan­zia­le sta­bi­liz­za­zio­ne del rap­por­to de­bi­to/pil; e i pri­mi se­gna­li di in­ver­sio­ne di ten­den­za nel­la cre­sci­ta e nell’oc­cu­pa­zio­ne. Cer­to, c’è an­co­ra mol­to da fa­re e la si­tua­zio­ne ri­ma­ne dif­fi­ci­le per fa­mi­glie e im­pre­se. Ne sia­mo con­sa­pe­vo­li, qua­lun­que trion­fa­li­smo è fuo­ri luo­go». In Ve­ne­to si sen­te la ne­ces­si­tà dell’ac­com­pa­gna­men­to del­le im­pre­se all’este­ro. E si chie­de la pro­fon­da ri­for­ma dell’ice. «Ac­com­pa­gna­re le im­pre­se all’este­ro è una del­le di­ret­tri­ci chia­ve del­la no­stra azio­ne. Lo straor­di­na­rio ri­sul­ta­to del no­stro ex­port l’an­no scor­so è an­che fi­glio del­la de­ter­mi­na­zio­ne con cui ab­bia­mo sup­por­ta­to l’in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne. Quan­do ar­ri­vai al mi­ni­ste­ro i fon­di per l’in­ter­na­zio­na­liz­za­zio­ne era­no me­no di 25 mi­lio­ni. Nel 2017 sa­ran­no qua­si 200. Ab­bia­mo scel­to di pun­ta­re, ne­gli ul­ti­mi an­ni, con de­ci­sio­ne su Usa e Ca­na­da con ot­ti­mi ri­sul­ta­ti, ades­so oc­cor­re ac­ce­le­ra­re su Ci­na e Asean. Il nuo­vo ma­na­ge­ment dell’ice sta met­ten­do a pun­to un pia­no for­te in que­sto sen­so. Per quan­to ri­guar­da l’ex­port, al di là dell’ot­ti­mo ri­sul­ta­to di ago­sto sap­pia­mo che la si­tua­zio­ne si fa dif­fi­ci­le».

SVI­LUP­PO Il mi­ni­stro per lo Svi­lup­po, Car­lo Ca­len­da com­men­ta la Leg­ge di Bi­lan­cio che con­tie­ne il suo pro­get­to di "In­du­stria 4.0" per so­ste­ne­re l’in­no­va­zio­ne nel si­ste­ma pro­dut­ti­vo ri­por­tan­do al cen­tro l’im­pre­sa

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