«Così l’ho vi­sta bru­cia­re e ur­la­re»

Il rac­con­to choc di Vin­cen­zo Pa­dua­no: «Ero ge­lo­so, ab­bia­mo di­scus­so. Poi le ho get­ta­to l’al­col in fac­cia»

Il Gazzettino (Rovigo) - - Attualità -

ROMA - «È ve­ro l’ho ac­co­sta­ta con la mac­chi­na, ab­bia­mo di­scus­so e l’ho co­spar­sa di al­col, ma volevo so­lo spa­ven­tar­la. Ero ge­lo­so, a Sa­ra pe­rò volevo bene. E poi quan­do ho ac­ce­so la sigaretta, c’è sta­ta una fiammata. A quel pun­to che po­te­vo fa­re?». È pas­sa­ta da po­co l’una di not­te di do­me­ni­ca quan­do Vin­cen­zo Pa­dua­no con­fes­sa il delitto. I ri­sul­ta­ti dell’indagine del­la squa­dra mo­bi­le non gli la­scia­no scam­po: vi­deo, te­sti­mo­nian­ze, trac­cia­ti del gps dell’au­to. Non ap­pa­re pen­ti­to. Per gli in­qui­ren­ti, voleva quel­la mor­te e l’ha pre­me­di­ta­ta. Ep­pu­re ave­va pro­va­to in tut­ti i mo­di a ne­ga­re: «Vo­le­te di­re che so­no un mo­stro e non me ne ren­do con­to? Io non lo so­no. Voi mi ave­te in­ti­mi­di­to, mi ave­te te­nu­to ore nel­la sa­let­ta, men­tre un po­li­ziot­to mi mo­stra­va le fo­to del­la mia fi­dan­za­ta bru­cia­ta».

La guar­dia giu­ra­ta vie­ne por­ta­ta in Que­stu­ra al­le die­ci del mat­ti­no e vie­ne la­scia­ta ad at­ten­de­re. Nel frat­tem­po al­tri te­sti­mo­ni ven­go­no sen­ti­ti, e la ve­ri­tà pren­de for­ma. Poi Pa­dua­no vie­ne fat­to en­tra­re nell’uf­fi­cio di Lui­gi Si­li­po, ca­po del­la Mo­bi­le, e co­min­cia la re­si­sten­za. Pm: «Par­lia­mo dei dan­ni che di­ce di aver avu­to al­la sua mac­chi­na». Pa­dua­no: «Ho tro­va­to lo spec­chiet­to rot­to la mat­ti­na». Pm: «Ha dei dan­ni an­che sul pa­ra­fan­go che è pu­re an­ne­ri­to». P.: «Non so spie­gar­me­lo». Pm: «La sua mac­chi­na è ugua­le a quel­la ri­pre­sa dal vi­deo, co­me lo spie­ga?». P.: «Non so spie­gar­me­lo». Pm: «Ci so­no due te­sti­mo­ni che di­co­no di aver vi­sto due per­so­ne li­ti­ga­re». P.: «Non so di­re chi fos­se que­sta per­so­na». Pm: «Do­ve si tro­va­va all’ora dell’omi­ci­dio?». P.: «Ero con una pro­sti­tu­ta». Pm: «Era un uo­mo o una don­na?». P.: «Non lo so». Nel­la sua mac­chi­na è mon­ta­to un gps, i tec­ni­ci del­la po­li­zia han­no sca­ri­ca­to i per­cor­si che ha fat­to. Nel­le ore dell’omi­ci­dio era esat­ta­men­te nel luo­go do­ve è sta­ta ri­tro­va­ta la ra­gaz­za. Al­la fi­ne am­met­te: «So­no sta­to io. Pe­rò ri­spon­de­rò ad al­cu­ne do­man­de e ad al­tre no». E poi, im­pas­si­bi­le: «So­no sta­to ad aspet­ta­re sotto casa di Ales­san­dro (il com­pa­gno di scuo­la, con il qua­le la ra­gaz­za ave­va co­min­cia­to a usci­re da po­chi gior­ni, ndr). Ho aspettato che lo­ro due si sa­lu­tas­se­ro e ho an­ti­ci­pa­to Sa­ra con la mac­chi­na. Mi so­no fer­ma­to da­van­ti a lei, ma non l’ho tam­po­na­ta. È suc­ces­so un ca­si­no, ab­bia­mo co­min­cia­to a di­scu­te­re, pe­rò non l’ho toc­ca­ta. Ho pre­so la bot­ti­glia dell’al­col e gliel’ho get­ta­ta ad­dos­so».

VITTIMA E CAR­NE­FI­CE Sa­ra Di Pie­tran­to­nio e Vin­cen­zo Pa­dua­no in una fo­to trat­ta dal profilo Fa­ce­book del­la ra­gaz­za

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