Alitalia pren­de (di nuo­vo) il vo­lo

il Giornale del Turismo Magazine - - SOMMARIO - An­to­nio Del Pia­no

Di­cia­mo­lo su­bi­to: chi si aspet­ta­va grossi scoop dal bat­te­si­mo uf­fi­cia­le del­la nuo­va Alitalia, sa­rà ri­ma­sto de­lu­so. La pas­se­rel­la ro­ma­na di qual­che gior­no fa è ser­vi­ta a ri­ba­di­re con­cet­ti già espres­si nel­le scor­se settimane e nu­me­ri (po­chi) am­pia­men­te an­ti­ci­pa­ti sul­la stam­pa. Di nuo­vo, nien­te, se non il de­but­to di Lu­ca Cor­de­ro di Mon­te­ze­mo­lo a fian­co di Ja­mes Hogan e del ceo Sil­va­no Cas­sa­no. Mon­te­ze­mo­lo è il presidente del­la nuo­va Alitalia e si è pre­sen­ta­to am­met­ten­do di pro­va­re “un cer­to ef­fet­to a par­la­re di ae­rei”. Dif­fi­ci­le da cre­de­re per uno che di sfi­de ne ha gio­ca­te e vin­te, in­dos­san­do pri­ma la tuta del­la Fiat e poi quel­la del­la Fer­ra­ri, per poi met­te­re il berretto da fer­ro­vie­re pri­ma di cam­biar­lo con quel­lo di pi­lo­ta d’ae­rei. Gli man­ca solo il ca­sco dell’astro­nau­ta poi po­trà di­re di aver fat­to di tut­to nel­la vi­ta.

ORA O MAI PIÙ

In­nan­zi­tut­to va det­ta una co­sa. L’af­fer­ma­zio­ne più net­ta nel cor­so del vernissage ro­ma­no è sta­ta quel­la del Ceo di Ethiad, Ja­mes Hogan.“Alitalia o si sal­va adesso, o non si sal­va più!”. Ul­ti­ma chia­ma­ta, ul­ti­ma fermata, ul­ti­mo de­col­lo, ul­ti­mo at­ter­rag­gio. In­som­ma, chia­ma­te­la come vo­le­te ma la festa è fi­ni­ta. Da og­gi si de­ve ba­da­re al so­do, chi ha in­ve­sti­to tan­ti sol­di lo ha fat­to per ave­re un uti­le, non è un ban­co­mat uti­liz­za­bi­le in tempi di cri­si. “Ieri ab­bia­mo fat­to il pri­mo con­si­glio del­la nuo­va Alitalia – ha spie­ga­to Mon­te­ze­mo­lo – Sia­mo par­ti­ti da si­tua­zio­ne dram­ma­ti­ca ma le con­di­zio­ni di og­gi per­met­to­no di guar­da­re al fu­tu­ro con ot­ti­mi­smo”.

LE 4 (AN­ZI, 5) PRIO­RI­TÀ DI LU­CA

Quat­tro le prio­ri­tà nell’azio­ne di Alitalia e un quinto pun­to mes­so avan­ti agli al­tri.“La prio­ri­tà nu­me­ro uno è una for­tis­si­ma at­ten­zio­ne per chi la­vo­ra in Alitalia – dice Mon­te­ze­mo­lo – il suc­ces­so si ba­sa“. Il se­con­do pun­to è la for­za del brand.“Alitalia de­ve di­ven­ta­re un’in­ter­pre­te dell’Ita­lia nel mon­do, di una Ita­lia mo­der­na, che con­ta sul pro­prio vet­to­re in fun­zio­ne del­la glo­ba­liz­za­zio­ne”. Ter­zo pun­to è la ne­ces­si­tà di con­qui­sta­re l’ec­cel­len­za dei ser­vi­zi per clien­ti che van­no con­si­de­ra­ti come ospiti a cui de­di­ca­re il mas­si­mo dell’at­ten­zio­ne. Quar­to aspet­to ri­guar­da in­ve­ce le rot­te: la pro­po­sta au­men­te­rà nel pros­si­mo trien­nio con nuo­vi col­le­ga­men­ti e il raf­for­za­men­to di quel­li esi­sten­ti. E anticipa:“A mar­zo, per esem­pio, avre­mo un nuo­vo vo­lo Ve­ne­zia-Shan­ghai”. In que­sto con­te­sto si in­se­ri­sce l’im­por­tan­za dall’in­te­sa con Ethiad che apre per Alitalia un nuo­vo mon­do, quel­la par­te che da Abu Dha­bi è rag­giun­gi­bi­le ad est dall’hub del­la com­pa­gnia ara­ba. Al di so­pra di tut­to pe­rò, c’è la so­li­di­tà dell’azien­da, aspet­to prin­ci­pa­le del­la nuo­va av­ven­tu­ra.“Un’azien­da che de­ve crea­re va­lo­re, ric­chez­za e non di­pen­de­re dal­le ban­che. L’im­pe­gno è quel­lo di pro­dur­re un uti­le già nel 2017”.

Par­te l’av­ven­tu­ra del­la com­pa­gnia ae­rea nel­la sua ver­sio­ne ara­ba

(al­lean­za con Eti­had) e con Lu­ca di Mon­te­ze­mo­lo

al­la clo­che

HOGAN LA VUO­LE SEXY…

A chia­ri­re, come det­to, che Ethiad non è en­tra­ta in Alitalia per il gu­sto di met­te­re un nuo­vo tas­sel­lo al mon­do dei suoi in­te­res­si, è sta­to Hogan, che ha sot­to­li­nea­to le dif­fi­col­tà del mer­ca­to e del set­to­re in par­ti­co­la­re, e de­gli osta­co­li in­con­tra­ti nel­la trat­ta­ti­va Alitalia, al­lu­sio­ni com­pre­se a chi avreb­be o vor­reb­be far fal­li­re gli ac­cor­di. E qui al­le spal­le del ceo Ethiad è com­par­sa una sli­de con un ae­reo del­la Luf­than­sa… A buon in­ten­di­tor…“Ab­bia­mo in­ve­sti­to 560 mi­lio­ni di eu­ro in Alitalia e sul piat­to c’è un pac­chet­to 1.700 mi­lio­ni di eu­ro. Sia­mo un in­ve­sti­to­re a lun­go ter­mi­ne. Non sia­mo qui per un in­ve­sti­men­to mor­di e fug­gi”. In qua­le Alitalia spe­ra­no gli in­ve­sti­to­ri ara­bi? “Vogliamo da­re for­za ed ener­gia ad Alitalia per­ché pro­spe­ri. Vogliamo rea­liz­za­re del­le eco­no­mie di sca­la per-

ché il vet­to­re di­ven­ti più ef­fi­cien­te”. In­ter­ven­ti quin­di sui co­sti e in­ve­sti­men­ti sul­le rot­te che di­se­gne­ran­no per Alitalia un net­work mai visto pri­ma. “Non avrem­mo mai in­ve­sti­to in Alitalia se non fos­si­mo si­cu­ri dei ri­sul­ta­ti”. Hogan chiu­de con una bat­tu­ta, vec­chia di qual­che me­se ma che nel cor­so del­la con­fe­ren­za è tor­na­ta spes­so “Alitalia sa­rà una com­pa­gnia sexy”. Spe­ria­mo sia solo sexy quel che fi­no ad og­gi a vol­te ve­ni­va de­fi­ni­to scan­da­lo­so…

E FI­NAL­MEN­TE IL NET­WORK…

An­cor­ché sexy, Alitalia sa­rà un vet­to­re di gran­de ec­cel­len­za. Ci tie­ne a sot­to­li­near­lo il Ceo, Sil­va­no Cas­sa­no.“Con gli azio­ni­sti ab­bia­mo pre­so l’im­pe­gno di ri­po­si­zio­na­re l’azien­da ver­so l’al­to per di­ven­ta­re una gran­de Com­pa­gnia Premium”. Con il nuo­vo net­work sa­rà pos­si­bi­le rag­giun­ge­re tut­to il mon­do o qua­si. Sul lun­go rag­gio, sfrut­tan­do le in­ter­con­nes­sio­ni con Abu Dha­bi da una par­te e per il Sud Ame­ri­ca dall’al­tra, mentre in Eu­ro­pa l’at­ten­zio­ne è fo­ca­liz­za­ta su Li­na­te e Fiumicino. In par­ti­co­la­re, lo sca­lo mi­la­ne­se pro­ve­rà a ri­pren­der­si il traf­fi­co bu­si­ness ver­so il nord Eu­ro­pa, pun­tan­do al­le si­ner­gie con ai­rber­lin e FlyNi­ki. Il pia­no di svi­lup­po in­te­res­se­rà in Ita­lia an­che gli sca­li di Ve­ne­zia, Bo­lo­gna e Ca­ta­nia sen­za ov­via­men­te pre­scin­de­re da Mal­pen­sa mentre nel cam­po del­le al­lean­ze si pre­ste­rà la giu­sta at­ten­zio­ne ai part­ner Skyteam con i qua­li so­no allo stu­dio al­cu­ni progetti. Ri­spet­to al­la nuo­va rete di col­le­ga­men­ti, il presidente Mon­te­ze­mo­lo ha sot­to­li­nea­to più di una vol­ta come in pas­sa­to si sia pe­na­to per far ar­ri­va­re in Ita­lia tu­ri­sti da mer­ca­ti nuo­vi o emer­gen­ti e come, gra­zie al­la nuo­va al­lean­za, que­sta operazione sa­rà fa­ci­li­ta­ta. Una buo­na no­ti­zia per un Pae­se che ‘do­vreb­be’ vi­ve­re di tu­ri­smo.

L’UTI­LE FRA TRE AN­NI

L’obiet­ti­vo è fis­sa­to, la strada in­di­vi­dua­ta. In Alitalia c’è ot­ti­mi­smo e Cas­sa­no stes­so se ne fa in­ter­pre­te.“Il pro­get­to por­ta al 2017. Gli in­ve­sti­men­ti si in­cen­tre­ran­no su flot­ta, ca­te­ring, equi­pag­gia­men­to, wi­fi su tutti gli ae­rei. Se ci sa­ran­no no­ti­zie mi­glio­ri, le co­mu­ni­che­re­mo ai no­stri sta­ke­hol­der”. Ed a chi nel mez­zo del di­scor­so in­cal­za con i se e con i ma che si spec­chia­no in quel­lo che è sta­to, Mon­te­ze­mo­lo for­ni­sce la ri­spo­sta più espli­ca­ti­va pos­si­bi­le:“Ba­sta par­la­re del pas­sa­to, sia­mo qui per guar­da­re avan­ti, da og­gi”.

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