I set­te mo­ti­vi per cui Airbnb ri­vo­lu­zio­ne­rà la di­stri­bu­zio­ne

il Giornale del Turismo Magazine - - SOMMARIO - Do­me­ni­co Pal­la­di­no

Da più par­ti Airbnb è in­di­ca­ta co­me l’azien­da più di­rom­pen­te del set­to­re tu­ri­sti­co e co­me la pros­si­ma can­di­da­ta a ri­vo­lu­zio­na­re il set­to­re tra­vel. Ec­co set­te mo­ti­vi per cui la ri­vo­lu­zio­ne po­treb­be non fer­mar­si al set­to­re ri­cet­ti­vo ma ri­guar­da­re l’in­te­ro com­par­to del tu­ri­smo: 1) Jour­ney: il te­st dei pac­chet­ti viag­gio in sal­sa Airbnb No­ti­zia di po­chi gior­ni fa è che Airbnb ha ini­zia­to a te­sta­re nel­la cit­tà di San Fran­ci­sco il ser­vi­zio Jour­ney: un pac­chet­to di viag­gio com­ple­to che com­pren­de una vi­si­ta del­la cit­tà or­ga­niz­za­ta da Airbnb sul­la ba­se de­gli in­te­res­si del vi­si­ta­to­re, con escur­sio­ni da 3 a 5 gior­ni. Si trat­ta so­lo di un te­st, è ve­ro. E co­me Ama­zon in­se­gna, non sem­pre i te­st van­no a buon fi­ne. Ma è un se­gna­le di un in­te­res­se del­la mul­ti­na­zio­na­le nel vo­ler co­pri­re più mo­men­ti del di viag­gio di un tu­ri­sta con un oc­chio par­ti­co­la­re al­la per­so­na­liz­za­zio­ne dell’espe­rien­za. Qual­co­sa che è mol­to più si­mi­le ai ser­vi­zi di un’agen­zia viag­gi ri­spet­to a quel­lo che si è vi­sto fi­no­ra tra le On­li­ne Tra­vel Agen­cy. 2) Una mi­nac­cia per le Ota: po­treb­be­ro di­stri­bui­re an­che gli ho­tel Mol­te Ota mi­ni­miz­za­no: Airbnb non rap­pre­sen­ta una rea­le mi­nac­cia. Non più tar­di di ie­ri Ex­pe­dia ha di­chia­ra­to che l’uni­co ef­fet­to ri­le­va­to su Airbnb è una mag­gio­re com­pe­ti­zio­ne sul prez­zo nel­le aree do­ve è più dif­fu­so. La ve­ri­tà pe­rò è che han­no una piat­ta­for­ma del tut­to si­mi­le a quel­la del­le Ota, con ca­len­da­rio di pre­no­ta­zio­ne, si­ste­ma di pa­ga­men­to e re­cen­sio­ni. Re­cen­sio­ni che, a dif­fe­ren­za del­le Ota, so­no a dop­pio sen­so: su Airbnb gli ho­tel po­treb­be­ro re­cen­si­re i clien­ti. Nei fat­ti per Airbnb an­da­re su­gli ho­tel, ma­ga­ri con un mar­chio dif­fe­ren­te o con una in­ven­to­ry par­ti­co­la­re, sa­reb­be po­co più di una esten­sio­ne dell’of­fer­ta at­tua­le. 3) Scel­ta dei ca­na­li di­stri­bu­ti­vi: non ce­do­no al­le lu­sin­ghe dei me­ta­sear­ch Nei me­si scor­si so­no na­ti i pri­mi me­ta­sear­ch di ap­par­ta­men­ti per va­can­ze e han­no tut­ti una co­sa in co­mu­ne: l’as­sen­za di Airbnb che per ora ha ri­fiu­ta­to di strin­ge­re ac­cor­di con que­sti por­ta­li. Bi­so­gna ve­de­re co­sa suc­ce­de­rà quan­do que­sti stru­men­ti si dif­fon­de­ran­no mag­gior­men­te, ma at­tual­men­te Airbnb ha una for­za ta­le nel suo set­to­re da po­ter sce­glie­re i pro­pri ca­na­li di­stri­bu­ti­vi. 4) Edu­ca­no il mer­ca­to a ta­rif­fe tra­spa­ren­ti e a pa­ga­re pri­ma Airbnb è il pri­mo si­to che in fa­se di pre­no­ta­zio­ne in- se­ri­sce ne­ro su bian­co la quo­ta del­le pro­prie com­mis­sio­ni e il net­to che an­drà all’ho­st. È un nuo­vo mo­do di in­ter­me­dia­re agli an­ti­po­di del­le ta­rif­fe opa­che a cui si è abi­tua­ti nel set­to­re ri­cet­ti­vo e che pia­ce sia ai pro­prie­ta­ri che agli ospi­ti. Inol­tre tut­te le pre­no­ta­zio­ni pre­ve­do­no il pa­ga­men­to an­ti­ci­pa­to del­la quo­ta ad Airbnb che la tra­sfe­ri­sce all’ho­st a fi­ne sog­gior­no. In pra­ti­ca stan­no edu­can­do il mer­ca­to a un nuo­vo ti­po di di­stri­bu­zio­ne che met­te in chia­ro sia il co­sto del­la di­stri­bu­zio­ne che le ga­ran­zie of­fer­te in cam­bio. 5) Esplo­ra­no tut­te le op­por­tu­ni­tà: co­me il bu­si­ness tra­vel Sem­pre a San Fran­ci­sco è in cor­so da di­ver­si me­si il te­st di ap­par­ta­men­ti se­le­zio­na­ti per il bu­si­ness tra­vel. Si trat­ta di una clien­te­la esi­gen­te ma che in di­ver­si ca­si può tro­va­re co­mo­da la fles­si­bi­li­tà di un ap­par­ta­men­to e che, spes­so, ha un’al­ta di­spo­ni­bi­li­tà di spe­sa. E Airbnb è sul pez­zo an­che su que­sto trend: un’azien­da di­na­mi­ca che cer­ca con­ti­nua­men­te nuo­ve so­lu­zio­ni 6) Dia­lo­ga­no e tro­va­no ac­cor­di con le isti­tu­zio­ni I pro­ble­mi le­ga­ti al­la man­can­za di nor­ma­ti­ve chia­re sul­la sha­ring eco­no­my so­no no­ti. Airbnb, al con­tra­rio di al­tri player, sta pe­rò spin­gen­do ver­so gli ac­cor­di con il set­to­re pub­bli­co: a San Fran­ci­sco e Pa­ri­gi rac­col­go­no la tas­sa di sog­gior­no, a Mi­la­no of­fro­no ser­vi­zi uti­li ai cit­ta­di­ni, a Lon­dra se­guo­no con at­ten­zio­ne le ini­zia­ti­ve le­gi­sla­ti­ve. Un’at­ti­vi­tà di pub­bli­che re­la­zio­ni che sta dan­do i suoi frut­ti. 7) Rap­pre­sen­ta­no la Luf­than­sa del set­to­re ri­cet­ti­vo Co­me Luf­than­sa ha pro­po­sto una fee per le pre­no­ta­zio­ni via gds, Airbnb sta te­stan­do una fee ag­giun­ti­va per le pre­no­ta­zio­ni da Goo­gle inau­gu­ran­do an­che qui un nuo­vo pa­ra­dig­ma: la fi­ne del­la sud­di­tan­za psi­co­lo­gi­ca ver­so Big G. Tut­te le Ota si ri­tro­va­no nel pa­ra­dos­so di do­ver da una par­te in­ve­sti­re su Goo­gle in pub­bli­ci­tà per es­se­re vi­si­bi­li e dall’al­tra di sot­to­sta­re ai suoi ca­pric­ci in ter­mi­ni di com­pe­ti­zio­ne con (quel che re­sta di) Goo­gle Ho­tel Fin­der og­gi e con il Di­rect Boo­king in fu­tu­ro. Airbnb, sem­pre nell’ot­ti­ca di sce­glie­re i pro­pri ca­na­li di­stri­bu­ti­vi e man­te­ne­re la tra­spa­ren­za ta­rif­fa­ria, sta in­ve­ce sce­glien­do una via di­ver­sa, quel­la di far pa­ga­re all’uten­te fi­na­le i co­sti del­la sua pi­gri­zia nel vo­ler cer­ca­re da Goo­gle e non di­ret­ta­men­te su Airbnb. E che in­di­ret­ta­men­te sem­bra sug­ge­ri­re al fu­tu­ro clien­te: “Fat­ti fur­bo!”.

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