Co­me si è evo­lu­ta la tat­ti­ca?

Il Giornale della Vela - - Magazine lug 17 -

La do­man­da è: co­me si è evo­lu­ta la tat­ti­ca? La ri­spo­sta la si può ave­re so­lo se­guen­do le regate e so­prat­tut­to ascol­tan­do i dia­lo­ghi a bor­do. Si no­te­rà co­me sia di­mi­nui­ta l’im­por­tan­za dei sal­ti di ven­to, tran­ne nei ca­si più si­gni­fi­ca­ti­vi, e sia au­men­ta­ta di mol­to la ri­cer­ca dell’in­ten­si­tà del ven­to, della mi­glio­re pres­sio­ne ri­spet­to a quel­la dell’av­ver­sa­rio. Per­ché? Un au­men­to dell’in­ten­si­tà del ven­to di 1-2 no­di, può in­ne­sca­re un in­cre­men­to di ve­lo­ci­tà di 5-6-7 no­di, de­ter­mi­nan­do re­cu­pe­ri o per­di­te si­gni­fi­ca­ti­ve. Per que­sto mo­ti­vo os­ser­via­mo in al­cu­ni ca­si as­sen­za di mar­ca­tu­ra classica da mat­ch ra­ce o dif­fi­cil­men­te vedremo vi­ra­te su scar­si di po­chi gra­di se il cat in que­stio­ne sta na­vi­gan­do su un’in­ten­si­tà mi­glio­re di quel­la dell’av­ver­sa­rio. La ve­lo­ci­tà di que­sti mez­zi da la pos­si­bi­li­tà a chi li con­du­ce di po­si­zio­nar­si sem­pre al me­glio nel cam­po ri­spet­to al­la pres­sio­ne del ven­to: è que­sto a nostro avviso il noc­cio­lo dell’evo­lu­zio­ne tat­ti­ca del­le regate. Poi c’è il pro­ble­ma dei limiti del cam­po, im­po­sti so­stan­zial­men­te per mo­ti­vi di show: non per­met­to­no lo svi­lup­po di col­pi tat­ti­ci a lun­go ter­mi­ne (i ti­pi­ci “bor­di estre­mi” al­la Grael) ed im­pon­go­no piut­to­sto de­ci­sio­ni rapide, stram­ba­te sul­le raf­fi­che e scel­te re­pen­ti­ne.

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