COP­PA AME­RI­CA

Co­me i neo­ze­lan­de­si sono riu­sci­ti a ri­di­co­liz­za­re gli ame­ri­ca­ni e le prime in­di­scre­zio­ni sul­la pros­si­ma edi­zio­ne con una cer­tez­za, Lu­na Ros­sa ci sa­rà

Il Giornale della Vela - - Sommarioago17 - Di Mauro Giuf­frè

Co­sa è suc­ces­so e co­sa ac­ca­drà

La sto­ria que­sta vol­ta ave­va lo sguar­do az­zur­ro ghiaccio di Peter Bur­ling, quel­lo pa­ter­no di Grant Dal­ton e la vo­ce cal­ma di Glenn Ash­by. La sto­ria que­sta vol­ta non mo­stra­va i mu­sco­li di Ja­mes Spi­thill co­me a San Francisco 2013, ma le cal­zet­te rosse e i baf­fi bion­di di Sir Peter Bla­ke: 22 an­ni dopo la pri­ma vol­ta, 17 dopo l’ul­ti­ma, 14 an­ni dopo aver­la per­sa, la Cop­pa Ame­ri­ca ha pre­so po­sto nel­la ba­che­ca del Royal New Zea­land Ya­cht Squa­dron, al 101 di Cur­ran Street, We­stha­ven Auc­kland. Nel mo­men­to in cui Team New Zea­land ta­glia la li­nea d’ar­ri­vo il Pre­si­den­te del Cir­co­lo della Ve­la Si­ci­lia, Ago­sti­no Ran­daz­zo, su man­da­to di Pa­tri­zio Ber­tel­li per Lu­na Ros­sa, con­se­gna la sfi­da uf­fi­cia­le nel­le ma­ni dei rap­pre­sen­tan­ti del New Zea­land Ya­cht Squa­dron. Lu­na Ros­sa di­ven­ta Chal­len­ge of Re­cord della pros­si­ma Cop­pa. Co­me in un film dal fi­na­le per­fet­to, tut­to ri­co­min­cia da Auc­kland, li do­ve di fat­to si era­no in­ter­rot­ti sia i so­gni ve­li­ci de­gli ita­lia­ni sia quel­li dei ki­wi che nel 2003 si vi­de­ro strap­pa­re la Vec­chia Broc­ca da Alinghi.

ONO­RE AI KI­WI

Team New Zea­land ha vin­to la Cop­pa Ame­ri­ca per­ché lo ha me­ri­ta­to. L’ha vin­ta per­ché ha di­mo­stra­to che, an­che in una Cop­pa iper tecnologica, il ruo­lo dell’uo­mo è de­ci­si­vo, cru­cia­le, in­di­spen­sa­bi­le e di un’im­por­tan­za dram­ma­ti­ca. La di­mo­stra­zio­ne di ciò è che i ki­wi ave­va­no me­no della me­tà del bud­get del de­fen­der, ma sono co­mun­que riu­sci­ti ad ave­re un de­si­gn team (con un aiu­to im­por­tan­te di Lu­na Ros­sa) che è sta­to in gra­do di pro­get­ta­re una bar­ca più veloce, ge­nia­le in al­cu­ne sue com­po­nen­ti, le

cui per­for­man­ce hanno fat­to per­de­re il son­no agli uo­mi­ni del de­fen­der. Uno dei se­gre­ti della ve­lo­ci­tà dei ki­wi si chia­ma Eli­se Bea­vis: a 22 an­ni il gio­va­ne in­ge­gne­re è una del­le chia­vi della vit­to­ria. Suo il pro­get­to del­le po­sta­zio­ni dei ci­cli­sti, suo lo svi­lup­po del­le for­me ae­ro­di­na­mi­che della piat­ta­for­ma. Team New Zea­land ha vin­to la Cop­pa per­ché, an­che se Ora­cle ave­va sul­la car­ta il mi­glio­re ti­mo­nie­re di match ra­ce, Peter Bur­ling si è di­mo­stra­to più af­fa­ma­to, più ta­len­tuo­so, in fin dei con­ti de­ci­sa­men­te più bra­vo in tut­to, ri­spet­to a Ja­mes Spi­thill. A 26 an­ni con due me­da­glie olim­pi­che, set­te ti­to­li mon­dia­li e la Cop­pa Ame­ri­ca sot­to il brac­cio (il più gio­va­ne ti­mo­nie­re ad aver­la vin­ta nel­la sto­ria del tro­feo), “Pe­te” è un fe­no­me­no to­ta­le, for­se in que­sto mo­men­to il ti­mo­nie­re più for­te al mon­do.

I GIO­VA­NI LEO­NI DI TEAM NEW ZEA­LAND

C’è chi so­stie­ne che que­sta Cop­pa non sia più per i ve­li­sti. Non è co­sì. Peter Bur­ling ha di­mo­stra­to quan­to vale un ve­li­sta del­le clas­si olim­pi­che di al­tis­si­mo li­vel­lo, stra­paz­zan­do il te­mu­to Ja­mes Spi­thill in lun­go ed in lar­go. Il suo pro­die­re in 49er, Blair Tu­ke, è sta­to il cu­sto­de del­le re­go­la­zio­ni dei foil su Team New Zea­land. An­dy Ma­lo­ney e Jo­sh Ju­nior, la­se­ri­sta il pri­mo fin­ni­sta il se­con­do, sul cat ol­tre a pe­da­la­re col­la­bo­ra­va­no (gra­zie al­le ma­ni li­be­re) ai set­tag­gi della bar­ca. Glenn Ash­by, il “Pro­fes­so­re” dell’ala di Team New Zea­land, plu­ri­cam­pio­ne in Clas­se A, ha di­mo­stra­to quan­to ser­va­no gli spe­cia­li­sti. Ed in­fi­ne l’uni­co non ve­li­sta a bor­do, il mi­ti­co Si­mon Van Vel­thoo­ven, stoi­co pe­da­la­to­re che non al­za­va mai la te­sta. Un team gio­va­ne, com­pat­to ed af­fa­ma­to di vit-

to­ria. Un bloc­co uni­co, 100% ki­wi (a par­te Ash­by che è au­stra­lia­no). Atle­ti che ave­va­no in men­te so­lo una co­sa: ven­di­ca­re San Francisco 2013.

QUA­LE FU­TU­RO PER LA COP­PA?

Che Cop­pa sa­rà quel­la di Auc­kland? L’an­no in­di­vi­dua­to è il 2021, i neo­ze­lan­de­si hanno in­fat­ti in­ten­zio­ne di pre­pa­ra­re un even­to di al­tis­si­mo li­vel­lo dal pun­to di vi­sta dell’im­ma­gi­ne e dell’im­pat­to sul pub­bli­co e per far­lo oc­cor­re tem­po. Ad Auc­kland si stan­no muo­ven­do gli in­ve­sti­to­ri pri­va­ti e an­che il Go­ver­no, al fi­ne di for­ni­re i fon­di e le in­fra­strut­tu­re ade­gua­te a rea­liz­za­re un’edi­zio­ne me­mo­ra­bi­le, co­me la tra­di­zio­ne della Cop­pa Ame­ri­ca in Nuova Ze­lan­da vuo­le. La gran­de e ve­ra do­man­da è pe­rò con qua­li bar­che si cor­re­rà la pros­si­ma Cop­pa. La stra­da, e gli in­di­zi, sem­bre­reb­be­ro por­ta­re con­cre­ta­men­te ver­so la con­ti­nui­tà con i foil cat sia pur con di­ver­se mo­di­fi­che co­me il ri­tor­no ai vin­co­li di na­zio­na­li­tà per equi­pag­gio e bar­ca. Grant Dal­ton si è espres­so ne­ga­ti­va­men­te su al­cu­ni fat­to­ri, in par­ti­co­la­re sul fat­to che ave­re uo­mi­ni in bar­ca il cui sco­po prin­ci­pa­le è pom­pa­re olio nei cir­cui­ti ri­du­ce ec­ces­si­va­men­te la par­te ve­li­ca della sfi­da. Con un qua­dro si­mi­le l’in­di­zia­ta nu­me­ro uno ad usci­re di scena sem­bre­reb­be l’ala ri­gi­da: eli­mi­nar­la si­gni­fi­che­reb­be sem­pli­fi­ca­re in ma­nie­ra im­por­tan­te la ge­stio­ne di que­sti ca­ta­ma­ra­ni. Esi­ste il fa­sci­no di un ri­tor­no ai mo­no­sca­fi, sia pur con la cer­tez­za che i foil or­mai fan­no par­te della Cop­pa. Un mo­no­sca­fo foil ul­tra tec­no­lo­gi­co? Un’idea che sem­bra pia­ce­re mol­to a Pa­tri­zio Ber­tel­li ma la stra­da per rea­liz­zar­la, e gli in­ve­sti­men­ti, sono in sa­li­ta. Una

I NU­ME­RI DELLA COP­PA 110 i milioni spe­si dal­la sfi­da in­gle­se di Ben Ain­slie, po­co più di 50 quel­li dei ki­wi. Al mi­ni­mo Grou­pa­ma con 30. Il go­ver­no del­le Ber­mu­da ne ha in­ve­sti­ti ol­tre 70, per ave­re qual­che mi­glia­io di vi­si­ta­to­ri sull’isola. Scar­si i ri­sul­ta­ti del­le di­ret­te te­le­vi­si­ve a pa­ga­men­to.

MO­NO O CAT? Una sug­ge­stio­ne, che fa­reb­be pia­ce­re a Ber­tel­li di Lu­na Ros­sa vor­reb­be nel­la pros­si­ma cop­pa dei ma­xi mo­no­sca­fi foil. I ki­wi in­ve­ce sem­bre­reb­be­ro più in­te­res­sa­ti a mi­glio­ra­re la for­mu­la foil cat.

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