Bel­la e in­fe­li­ce si to­glie la vita nel­la Reg­gia

Ca­ser­ta, la don­na giù dal ter­zo pia­no era un ar­chi­tet­to, il gial­lo di un sms

Il Mattino (Benevento) - - Da Prima Pagina - Ma­ri­lù Mu­sto

Pri­ma di lei, ave­va osa­to tan­to so­lo la con­tes­sa Ele­na Ma­til­de che si uc­ci­se per amo­re get­tan­do­si dal­la fi­ne­stra di Pa­laz­zo Ba­ro­lo a Torino a so­li 26 an­ni. Ma Mir­ta R.P., qua­ran­ta­quat­tren­ne bel­lis­si­ma, na­po­le­ta­na dal­la car­na­gio­ne bruna e le lab­bra car­no­se, non era una con­tes­sa; la sua mor­te, pe­rò, rie­vo­ca quel­la del­la no­bi­le pie­mon­te­se. L’ul­ti­mo mes­sag­gio, la bel­la di­pen­den­te del­la Sma Cam­pa­nia l’ha la­scia­to ie­ri mat­ti­na scrit­to in un sms, ri­tro­va­to da­gli in­ve­sti­ga­to­ri nel­la me­mo­ria del suo cel­lu­la­re, ora sot­to se­que­stro. Si è la­scia­ta ca­de­re dal da­van­za­le di una fi­ne­stra al ter­zo pia­no del­la Reg­gia di Ca­ser­ta. È successo ie­ri mat­ti­na, alle ore 10 e 30 cir­ca. Lì, nel cor­ti­le che pre­ce­de il par­co, a un pas­so dall’al­tro cor­ti­le do­ve è sta­to al­le­sti­to il pal­co del­la ras­se­gna mu­si­ca­le «Estate da re», è ca­du­ta da un’al­tez­za di cir­ca 16 me­tri. Il pa­laz­zo reale dei Bor­bo­ne co­me tea­tro di mor­te.

Il mo­ven­te del ge­sto va ri­cer­ca­to in un ma­les­se­re vi­ci­no alle pe­ne pa­ti­te per amo­re, ma sul ca­so gli in­qui­ren­ti non si sbi­lan­cia­no. Di cer­to, il suo è sta­to un «sui­ci­dio-mes­sag­gio», più che un’apo­lo­gia del­la mor­te. Ha scel­to una fi­ne sce­no­gra­fi­ca Mir­ta, ar­chi­tet­to in servizio nel­la so­cie­tà par­te­ci­pa­ta Sma, più car­roz­zo­ne po­li­ti­co del­la Re­gio­ne che ve­ro «brac­cio ope­ra­ti­vo» di pre­ven­zio­ne e si­cu­rez­za del ter­ri­to­rio. Ama­va il fla­men­co e fre­quen­ta­va il mu­seo Ma­dre, la don­na. Vi­ve­va a Chia­ia. Si era lau­rea­ta nel 2003 al­la Fe­de­ri­co II ed era iscrit­ta all’al­bo. A dif­fe­ren­za del buio di no­ti­zie sul­la sua vita pri­va­ta che in po­chi, po­chis­si­mi co­no­sce­va­no - la sua car­rie­ra era pie­na di lu­ce, co­stel­la­ta di suc­ces­si.

«L’ab­bia­mo sen­ti­ta li­ti­ga­re al te­le­fo­no, do­po ha riag­gan­cia­to e si è se­du­ta sul da­van­za­le del­la fi­ne­stra, pro­prio lì, di fron­te agli uf­fi­ci del­la So­prin­ten­den­za», han­no rac­con­ta­to al­cu­ni te­sti­mo­ni pre­sen­ti ie­ri nel­la reg­gia. «Ha sma­net­ta­to per qual­che se­con­do con il cel­lu­la­re, ma quan­do ha ca­pi­to che vo­le­va­mo sal­var­la si è la­scia­ta ca­de­re nel vuo­to». Un cu­sto­de del pa­laz­zo ha ac­cu­sa­to un ma­lo­re do­po aver as­si­sti­to al­la sce­na. È sta­to soc­cor­so dai me­di­ci e dal­le for­ze dell’or­di­ne, in co­stan­te con­tat­to con la Pro­cu­ra di San­ta Ma­ria Ca­pua Ve­te­re che ha aper­to un fa­sci­co­lo d’in­da­gi­ne.

Sul luo­go del sui­ci­dio si è re­ca­to an­che Mau­ro Fe­li­co­ri, il ma­na­ger del si­to reale, scon­vol­to, giun­to quan­do or­mai un len­zuo­lo bian­co co­pri­va il ca­da­ve­re al cen­tro del cor­ti­le un tem­po cal­pe­sta­to dai reali. La don­na era en­tra­ta nei lo­ca­li del­la Reg­gia con un pass per ac­ce­de­re al­la bi­blio­te­ca; do­ve­va pro­ba­bil­men­te stu­dia­re del­le pla­ni­me­trie. Ha uti­liz­za­to l’ascen­so­re per sa­li­re al ter­zo pia­no, con un oc­chio al cor­ri­do­io e l’al­tro al cel­lu­la­re che ave­va tra le ma­ni: que­sto, al­me­no, è quan­to han­no ri­fe­ri­to al­cu­ni di­pen­den­ti del­la So­prin­ten­den­za che in quel­le sa­le del­la reg­gia bor­bo­ni­ca si tro­va­va­no. Non è mai ar­ri­va­ta in bi­blio­te­ca per­ché si è fer­ma­ta all’al­tez­za del­la ter­za fi­la di fi­ne­stre dell’ul­ti­mo cor­ti­le del­la reg­gia. Poi, il si­len­zio. «Sia­mo tut­ti sot­to choc - ha ri­fe­ri­to En­zo Zuc­ca­ro dell’ufficio stam­pa del­la Di­re­zio­ne del­la Reg­gia - e lo è spe­cial­men­te il no­stro col­le­ga che l’ha vi­sta ca­de­re, per il qua­le sia­mo sta­ti co­stret­ti a chia­ma­re il 118. Sem­bra che nes­sun tu­ri­sta l’ab­bia in­ve­ce no­ta­ta». «Era una don­na bel­la. An­zi, bel­lis­si­ma», di­co­no ora al­cu­ni co­no­scen­ti che pub­bli­ca­no fo­to del­la don­na sui social, in que­ste ore. Aman­te del­le can­zo­ni ar­gen­ti­ne, sul suo pro­fi­lo Fa­ce­book, fra i bra­ni più ascol­ta­ti, c’è quel­lo con­te­nu­to nel di­sco «Aban­do­nao» di Juan To­mas Or­tiz. E un ab­ban­do­no è for­se la chia­ve di let­tu­ra che tut­ti vo­glio­no da­re al­la mor­te di Mir­ta. Era sta­ta lei, nel 2004, acu­ra­reil­pro­get­to­pe­rSo­prin­ten­den­za Ar­cheo­lo­gi­ca di Napoli e Ca­ser­ta del­la na­sci­ta del po­lo tu­ri­sti­co at­trez­za­to nel cuore del par­co ar­cheo­lo­gi­co e mo­nu­men­ta­le di Ba­ia. Un pro­get­to ine­di­to e un’ope­ra­zio­ne-pi­lo­ta. Che si è spen­ta con lei.

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