Lum­bi­ni, il fu­tu­ro ai pie­di di Bud­d­ha

Il Mattino (Caserta) - - Macro Società - Ste­fa­no Ar­di­to S.A.

eco­no­mi­co dell’epo­ca- spie­ga il pro­fes­sor Ro­bin Co­nin­gham - Era un’epo­ca di cam­bia­men­ti, le so­cie­tà tra­di­zio­na­li era­no scos­se dall’emer­ge­re di nuo­vi re e nuo­ve cit­tà, e dall’af­fer­ma­zio­ne di una nuo­va clas­se me­dia. Pro­prio in quel tem­po, il Bud­d­ha ini­ziò a pre­di­ca­re la ri­nun­cia, e che la ric­chez­za non è tut­to. È sta­ta una ri­vo­lu­zio­ne». No­no­stan­te la glo­ria pas­sa­ta, Lum­bi­ni vie­ne tra­scu­ra­ta per se­co­li. Nell’Ot­to­cen­to le guer­re tra l’In­dia bri­tan­ni­ca e il Ne­pal por­ta­no all’abbandono del­la zo­na, la fo­re­sta av­vol­ge le ro­vi­ne, vi­si­ta­to­ri e fe­de­li pri­ma di rag­giun­ge­re il tem­pio in­con­tra­no ri­no­ce­ron­ti e ti­gri. Ad av­via­re il ri­lan­cio, nel 1967, è la vi­si­ta del­lo sta­ti­sta bir­ma­no (e bud­d­hi­sta) U Thant, se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell’ONU. Gra­zie a lui l’Unesco si in­te­res­sa al si­to, e in­ca­ri­ca l’ar­chi­tet­to giap­po­ne­se Ken­zo Tan­ge di pro­get­ta­re la nuo­va Lum­bi­ni. Nel 1997 il si­to vie­ne in­clu­so nel Pa­tri­mo­nio mon­dia­le dell’Uma­ni­tà.

Ne­gli an­ni che se­guo­no Lum­bi­ni pas­sa da po­che mi­glia­ia a due­cen­to­mi­la vi­si­ta­to­ri ogni an­no, e il nuo­vo ae­ro­por­to in co­stru­zio­ne po­treb­be far­li di­ven­ta­re mi­lio­ni. Per il fu­tu­ro svi­lup­po del si­to, il go­ver­no del­la Ci­na Popolare e l’Onu han­no stan­zia­to tre mi­liar­di di dol­la­ri. Pel­le­gri­ni e tu­ri­sti, pe­rò, non san­no dei gio­chi di po­te­re tra le ca­pi­ta­li dell’Asia. La­scia­ti fuo­ri dal com­ples­so i vei­co­li a mo­to­re, uo­mi­ni, donne e bam­bi­ni si spo­sta­no a pie­di, in bi­ci o con un ri­sciò elet­tri­co, poi ri­nun­cia­no an­che a san­da­li e scar­pe per en­tra­re a pie­di nu­di nel re­cin­to sa­cro. Nel tem­pio di Ma­ya­de­vi l’at­mo­sfe­ra è so­len­ne, ai pie­di dell’al­be­ro sa­cro si sorride, ci si ri­las­sa, si ce­de al ri­to uni­ver­sa­le dei sel­fie. I bam­bi­ni si rin­cor­ro­no gio­can­do, il ven­to che pre­ce­de la piog­gia muo­ve le ban­die­re di pre­ghie­ra. Co­me ad As­si­si, a Ge­ru­sa­lem­me o a San Pie­tro, si sen­te di es­se­re in un luo­go spe­cia­le.

Il Ne­pal è tor­na­to di mo­da. Due an­ni fa, nel­la pri­ma­ve­ra 2015, due vio­len­ti ter­re­mo­ti han­no de­va­sta­to la ca­pi­ta­le Ka­th­man­du e cen­ti­na­ia di vil­lag­gi, uc­ci­den­do 9000 per­so­ne e crean­do cen­ti­na­ia di mi­glia­ia di sen­za­tet­to. Og­gi i ne­pa­le­si han­no di nuo­vo una casa, i mo­nu­men­ti sono re­stau­ra­ti o in re­stau­ro, e il tu­ri­sti au­men­ta­no. «“We’re back to bu­si­ness», sia­mo di nuo­vo al la­vo­ro ha an­nun­cia­to la set­ti­ma­na scor­sa a Ka­th­man­du, da­van­ti a gior­na­li­sti e tour ope­ra­tor ar­ri­va­ti da 75 Pae­si, il mi­ni­stro del tu­ri­smo Shan­kar Pra­sad Ad­hi­ka­ri.

La ca­pi­ta­le, con i cen­tri vi­ci­ni, è la me­ta più fre­quen­ta­ta. Da ve­de­re i tem­pli in­dù di Bhak­ta­pur e Pa­tan (col­pi­ti dal si­sma, ma in re­stau­ro), e la stu­pa bud­d­hi­sta di Bod­na­th, il quar­tie­re dei ti­be­ta­ni e de­gli sher­pa. Crol­la­ta nel 2015, è sta­ta ri­co­strui­ta e con­sa­cra­ta a di­cem­bre.

In pia­nu­ra, sul con­fi­ne con l’In­dia, me­ri­ta­no una vi­si­ta Lum­bi­ni e il par­co na­zio­na­le di Chit­wan, po­po­la­to da ri­no­ce­ron­ti e ti­gri. Re­ga­la un cli­ma gra­de­vo­le Po­kha­ra, a mil­le me­tri di quo­ta, con il suo la­go in vi­sta di me­ra­vi­glio­se mon­ta­gne. Per i trek­ker, gli aman­ti del­le lun­ghe cam­mi­na­te, il Ne­pal è una me­ta spe­cia­le. Sono nuo­va­men­te af­fol­la­ti i sen­tie­ri che con­du­co­no sul lu­na­re al­to­pia­no del Mu­stang, nel­le valli del Rol­wa­ling e del Lang­tang, o ai pie­di dell’An­na­pur­na, del Kan­g­che­n­jun­ga e dell’Eve­re­st.

Per ve­de­re il “Tet­to del mondo”, mol­ti uti­liz­za­no i pic­co­li ae­rei che volano ver­so il gi­gan­te, of­fren­do im­ma­gi­ni moz­za­fia­to. Do­po due an­ni di abbandono, an­che la ci­ma, 8848 me­tri, è sta­ta nuo­va­men­te rag­giun­ta. A mag­gio l’han­no cal­ca­ta ol­tre 600 al­pi­ni­sti, di de­ci­ne di Pae­si di­ver­si.

LA FO­RE­STA SACRA In al­to mi­glia­ia di ban­die­ri­ne re­li­gio­se IL TEM­PIO BIAN­CO A la­to pel­le­gri­ne da­van­ti al tem­pio di Ma­ya­de­vi, a si­ni­stra un mo­na­co bud­di­sta e sot­to l’ef­fi­ge nel mo­na­ste­ro

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