Ri­mi­ni, le vit­ti­me ri­co­no­sco­no gli stu­pra­to­ri

De­ci­si­ve le ri­pre­se del­le te­le­ca­me­re. Fer­ma­ti al­cu­ni ir­re­go­la­ri in pos­ses­so di cel­lu­la­ri ru­ba­ti

Il Mattino (Caserta) - - Primo Piano - Gia­co­mo Ni­co­la

Re­sta so­lo da as­so­cia­re il dna e le im­pron­te di­gi­ta­li ai vol­ti ri­co­no­sciu­ti dal­le vit­ti­me nei fil­ma­ti. La po­li­zia aspet­ta que­st’ul­ti­mo tas­sel­lo per pro­ce­de­re al lo­ro ar­re­sto. Una con­fer­ma che po­treb­be già ar­ri­va­re nel­le pros­si­me ore. So­no sta­ti fer­ma­ti dei sog­get­ti, tut­ti ir­re­go­la­ri, in pos­ses­so di cel­lu­la­ri ru­ba­ti: uno po­treb­be ap­par­te­ne­re al­le vit­ti­me. Il bran­co che ve­ner­dì a Ri­mi­ni ha stu­pra­to una ra­gaz­za po­lac­ca e sel­vag­gia­men­te pic­chia­to il suo con­na­zio­na­le, fa par­te di un grup­po di nor­da­fri­ca­ni, de­di­to al­lo spac­cio, che fre­quen­ta la ri­vie­ra ro­ma­gno­la. A vederli me­glio in fac­cia, è sta­ta la ter­za vit­ti­ma, un tran­ses­sua­le pe­ru­via­no in cui il grup­po si è im­bat­tu­to sul­la sta­ta­le Adria­ti­ca. «Quan­do ho ca­pi­to che mi avreb­be­ro vio­len­ta­to - ha det­to al­la po­li­zia - ho im­plo­ra­to lo­ro di met­ter­si al­me­no il pre­ser­va­ti­vo, ma so­lo in due lo han­no fat­to».

I due gio­va­ni po­lac­chi so­no an­co­ra in un ospe­da­le, a Ri­mi­ni, po­treb­be­ro es­se­re di­mes­si lu­ne­dì. Quan­do sta­ran­no me­glio sa­ran­no ascol­ta­ti nuo­va­men­te da­gli in­qui­ren­ti. So­no en­tram­bi se­gui­ti da un team di psi­co­lo­gi­ci. «Vo­glio so­lo vol­ta­re pa­gi­na - ha det­to lei in la­cri­me tor­na­re al­la nor­ma­li­tà, al mio la­vo­ro, al­la mia vi­ta quo­ti­dia­na». A dif­fe­ren­za del go­ver­no del suo Pae­se, chie­de giu­sti­zia più che ven­det­ta. «Mi au­gu­ro che la po­li­zia ar­re­sti i re­spon­sa­bi­li. Quel­le bel­ve de­vo­no pa­ga­re per quel­lo che han­no fat­to». Do­po aver­la vio­len­ta­ta a tur­no su un pat­ti­no, l’han­no get­ta­ta con di­sprez­zo in ma­re. «Ri­de­va­no e si da­va­no gran­di pac­che sul­le spal­le. Quan­do fi­nal­men­te se ne so­no an­da­ti, il mio pri­mo pen­sie­ro è sta­to ve­de­re co­me sta­va il ra­gaz­zo che era con me. L’ho vi­sto ri­ver­so a ter­ra, con il vol­to den­tro la sab­bia. Da­ta la fu­ria con cui l’ave­va­no pic­chia­to da­van­ti a me, ho te­nu­to che fos­se mor­to». Per stor­dir­lo han­no usa­to una bot­ti­glia, sen­za pe­rò pre­oc­cu­par­si di can­cel­la­re le im­pron­te di­gi­ta­li: una pro­va che in­chio­da sen­za om­bra di dub­bio al­me­no uno di lo­ro. Le vio­len­ze so­no sta­te ri­pre­se da di­ver­se te­le­ca­me­re: una è quel­la dei ba­gni 130 a Mi­ra­ma­re do­ve i gio­va­ni so­no sta­ti ag­gre­di­ti. In cer­ti mo­men­ti, evi­den­te­men­te con­sa­pe­vo­li di quel­lo che sta­va­no fa­cen­do, due ra­gaz­zi han­no cer­ca­to di co­prir­si il vi­so con un cap­puc­cio. Le vit­ti­me li han­no co­mun­que ri­co­no­sciu­ti, sia la cop­pia di po­lac­chi, che il trans. «Sì so­no lo­ro». Tut­ti ben ve­sti­ti, al­la mo­da e con abi­ti fir­ma­ti: ci so­no i det­ta­gli dei ca­pi in­dos­sa­ti da ognu­no. Ol­tre al­la te­le­ca­me­ra che dà sul­la spiag­gia, il bran­co è sta­to an­che ri­pre­so, du­ran­te il tra­git­to a pie­di, in al­cu­ne vie per­pen­di­co­la­ri al lun­go­ma­re. Si trat­ta de­gli oc­chi elet­tro­ni­ci in­stal­la­ti nei va­ri ne­go­zi. Le im­ma­gi­ni so­no sta­te rie­la­bo­ra­te co­sì da iso­la­re i sin­go­li sog­get­ti: il trans lì ha co­mun­que ri­co­no­sciu­ti di­stin­ta­men­te, an­che nel­le in­qua­dra­tu­re in cui so­no in mez­zo ad al­tre per­so­ne. Due han­no la pelle chia­ra, gli al­tri più scu­ra.

Ie­ri in pro­cu­ra in­con­tro tra squa­dra mo­bi­le e ma­gi­stra­ti ita­lia­ni e po­lac­chi. Le au­to­ri­tà po­lac­che, con ro­ga­to­ria in­ter­na­zio­na­le, han­no chie­sto di po­ter ac­ce­de­re agli at­ti. Le ul­ti­me ri­cer­che si so­no con­cen­tra­te sul­le ab­ban­do­na­te, al con­fi­ne tra Mi­ra­ma­re e Ric­cio­ne e l’ho­tel «Le Con­chi­glie», a sua vol­ta chiu­so. Le ul­ti­me ri­cer­che si so­no con­cen­tra­te sul­le ab­ban­do­na­te, al con­fi­ne tra Mi­ra­ma­re e Ric­cio­ne e l’ho­tel «Le Con­chi­glie», a sua vol­ta chiu­so. Pas­sa­ti al se­tac­cio an­che al­tri sta­bi­li in di­su­so, vec­chie co­lo­nie e zo­ne di bi­vac­co del­la zo­na. Gli agen­ti ie­ri han­no por­ta­to in que­stu­ra set­te stra­nie­ri ir­re­go­la­ri: su uno pen­de­va un or­di­ne di cat­tu­ra che gli è sta­to im­me­dia­ta­men­te no­ti­fi­ca­to. Al­tri ot­to, sem­pre ir­re­go­la­ri so­no sta­ti tro­va­ti in un edi­fi­cio ab­ban­do­na­to in via Ugo Bas­si: due di lo­ro ave­va­no in ta­sca dei cel­lu­la­ri ru­ba­ti.

I con­trol­li Le ve­ri­fi­che ef­fet­tua­te dal­la po­li­zia e dei ca­ra­bi­nie­ri do­po lo stu­pro in spiag­gia

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