Ora la pre­da de­gli 007 mi­na la re­te del ji­had

L’uo­mo è sta­to co­per­to da un si­ste­ma col­lau­da­to di pro­te­zio­ne che ora po­treb­be ca­de­re

Il Mattino (Napoli) - - Primo Piano - Mar­co Ven­tu­ra

RO­MA. Una pre­da pre­zio­sa, Sa­lah Ab­de­slam, per i ser­vi­zi se­gre­ti non so­lo eu­ro­pei e non so­lo oc­ci­den­ta­li. Se dav­ve­ro col­la­bo­re­rà con gli in­ve­sti­ga­to­ri co­me fa ca­pi­re il suo av­vo­ca­to Sven Ma­ry, star del fo­ro di Bru­xel­les abi­tua­to a trat­ta­re ca­si di gran­de im­pat­to me­dia­ti­co, po­treb­be ve­ni­re al­la lu­ce la re­te di com­pli­ci­tà e tut­ta la fi­lie­ra di sup­por­to ideo­lo­gi­co e lo­gi­sti­co al grup­po di fuo­co del Ba­ta­clan e del­lo Sta­dio di Pa­ri­gi. E una ra­gna­te­la che co­pre pa­rec­chi Sta­ti, dal­la Fran­cia al­la Si­ria. Il pro­ta­go­ni­sta di una stra­ge epo­ca­le si ri­tro­va in ma­no agli in­ve­sti­ga­to­ri e in­ve­ce di far­si sal­ta­re co­me avreb­be det­to ie­ri d’aver pro­get­ta­to, ha fi­ni­to col far­si pren­de­re e af­fron­te­rà ades­so una sfil­za di in­ter­ro­ga­to­ri.

Il pro­cu­ra­to­re fe­de­ra­le bel­ga, Eric Van der Sypt, non ha fat­to mi­ste­ro dell’in­te­res­se del­le au­to­ri­tà per ciò che Sa­lah po­trà di­re («Se co­min­cia a par­la­re, pre­su­mo che ciò com­por­ti il pro­lun­ga­men­to del­la sua per­ma­nen­za in Bel­gio pri­ma del­la con­se­gna al­la Fran­cia»). I cu­gi­ni fran­ce­si premono per aver­lo al più pre­sto. Gli ame­ri­ca­ni pro­met­to­no (si pro­pon­go­no?) di col­la­bo­ra­re at­ti­va­men­te all’in­chie­sta con ban­che dati e stru­men­ti d’in­tel­li­gen­ce glo­ba­li. Fon­da­men­ta­le in­cro­cia­re le in­for­ma­zio­ni.

Cer­to è che Sa­lah, al­me­no sul­la car­ta, sa­reb­be il pen­ti­to per­fet­to. Non è in­fles­si­bi­le tan­to da ar­ri­va­re a uc­ci­der­si co­me for­se avreb­be do­vu­to. Nel­le pri­me ore do­po gli at- ten­ta­ti di Pa­ri­gi si era det­to che ve­ni­va ri­cer­ca­to non so­lo dal­le po­li­zie eu­ro­pee, ma da­gli uo­mi­ni del Ca­lif­fa­to pro­prio per non es­ser­si fat­to esplo­de­re e per pau­ra che, ar­re­sta­to, “can­tas­se”. La rea­zio­ne del quar­tie­re di Mo­len­beek, a Bru­xel­les, dov’è sta­to fe­ri­to e cat­tu­ra­to in una can­ti­na do­po es­ser­si na­sco­sto nell’au­to­mo­bi­le di un ami­co, ha se­gna­la­to i ri­schi di una com­pli­ci­tà dif­fu­sa, o so­li­da­rie­tà ra­di­ca­ta. È in quell’hu­mus, an­zi­tut­to, che gli in­ve­sti­ga­to­ri vo­glio­no guar­da­re a fondo. Sa­lah era sta­to tra­sci­na­to sul­la via del­la Ji­had dall’ami­co e men­te de­gli at­ten­ta­ti di Pa­ri­gi, Abaaoud, che già era sta- sco Tho­mas de Mai­ziè­re, avreb­be pre­so un tra­ghet­to dall’Ita­lia al­la Gre­cia e ri­tor­no. Dah­ma­ni è sta­to poi ar­re­sta­to in Tur­chia. Il tra­guar­do, at­tra­ver­so il con­fi­ne tur­co, la Si­ria.

Mo­vi­men­ti che di­mo­stra­no l’esi­sten­za di un ro­da­to per­cor­so del ji­ha­di­smo eu­ro­peo, lo stes­so dei fo­rei­gn fighters. Ora Sa­lah sa­rà chia­ma­to a di­re chi lo ha aiu­ta­to, qua­li so­no sta­ti i suoi con­tat­ti nei me­si che han­no pre­ce­du­to la stra­ge del Ba­ta­clan (i ter­ro­ri­sti usa­ro­no l’au­to no­leg­gia­ta pro­prio da lui), co­me ha scel­to le stan­ze che af­fit­ta­va e i ne­go­zi do­ve si è ri­for­ni­to di de­to­na­to­ri, e di qua­li pro­te­zio­ni ha usu­frui­to do­po gli at­ten­ta­ti che gli han­no per­mes­so di far per­de­re le trac­ce. Quat­tro me­si di cac­cia all’uo­mo in cui più vol­te si è sfio­ra­ta la cat­tu­ra, ma con­clu­si so­lo il 18 mar­zo.

E an­co­ra, sot­to i rag­gi X le sue te­le­fo­na­te e gli in­con­tri. Stan­do per esem­pio al­la tv te­de­sca Swr, a Bru­xel­les Ab­de­slam avreb­be af­fit­ta­to un’au­to per an­da­re a Ulm nel­la not­te tra il 2 e il 3 ot­to­bre (il gior­no pri­ma la po­li­zia lo ave­va fer­ma­to per con­trol­li in­sie­me a Ami­ne Chou­kri ar­re­sta­to con lui l’al­tro­ie­ri) in un cen­tro di ri­fu­gia­ti si­ria­ni, tre dei qua­li spa­ri­ro­no il gior­no do­po. Ar­ruo­la­ti? Do­po le stra­gi, Sa­lah te­le­fo­nò a un de­te­nu­to in pri­gio­ne a Na­mur, poi a co­no­scen­ti a Bru­xel­les. Uno scenario di quar­tie­ri a mag­gio­ran­za mu­sul­ma­na, pri­gio­ni, cen­tri di ri­fu­gia­ti, rot­te in­ter­na­zio­na­li. Tut­to un mon­do nel qua­le sca­va­re.

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