Nel Ti­ci­no tor­na il giallo mi­ni­ma­li­sta di Fa­zio­li

Il Mattino (Napoli) - - Cultura. Società - Fe­li­ce Pie­mon­te­se

Fe­ci co­no­scen­za qual­che an­no fa, per ca­so o sul­la ba­se di qual­che se­gna­la­zio­ne, coi «gial­li ti­ci­ne­si» di An­drea Fa­zio­li, scrit­to­re sviz­ze­ro al­lo­ra gio­va­nis­si­mo, ades­so non an­co­ra qua­ran­ten­ne. Era­no ro­man­zi mi­ni­ma­li­sti, am­bien­ta­ti in una re­gio­ne – il Can­to­ne ita­lia­no del­la con­fe­de­ra­zio­ne – che pa­ra­dos­sal­men­te ri­sul­ta per noi ab­ba­stan­za eso­ti­ca e ave­va­no un per­so­nag­gio, l’in­ve­sti­ga­to­re Con­ti­ni, piut­to­sto con­vin­cen­te, con tocchi di ori­gi­na­li­tà. Un per­den­te, uno che nor­mal­men­te si oc­cu­pa di gat­ti­ni smar­ri­ti e di ma­ri­ti tra­di­ti, ma che a for­za di te­na­cia e d’in­tui­to rie­sce a ri­sol­ve­re ca­si an­che com­ples­si. Ca­rat­te­ri­sti­che che si tro­va­no an­che nell’ul­ti­mo ro­man­zo di Fa­zio­li, il cui ti­to­lo è tut­to un pro­gram­ma: L’ar­te del fal­li­men­to, di mo­le co­spi­cua (pa­gi­ne 284) e pub­bli­ca­to co­me i pre­ce­den­ti da Guan­da (€ 18).

Il ro­man­zo co­min­cia pro­prio con lo scal­ca­gna­to de­tec­ti­ve im­pe­gna­to nel re­cu­pe­ro di un gat­ti­no smar­ri­to e che si tro­va poi coin­vol­to ad­di­rit­tu­ra nel­le in­da­gi­ni su un se­rial kil­ler che fa fuo­ri qua­si tut­te le per­so­ne che han­no a che fa­re con il mo­bi­li­fi­cio «Dol­ce­ca­sa», che pe­ral­tro è sull’or­lo del fal­li­men­to. In un pae­se in cui, a par­te le mal­ver­sa­zio­ni ban­ca­rie, non ac­ca­de nul­la di ri­le­van­te da un pun­to di vi­sta cri­mi­na­le, l’esi­sten­za di un omi­ci­da se­ria­le è ab­ba­stan­za scon­vol­gen­te. Ma Elia Con­ti­ni riu­sci­rà a ve­ni­re a ca­po dell’in­tri­ca­ta vi­cen­da, tor­nan­do­se­ne fe­li­ce e con­ten­to al­le sua at­ti­vi­tà abi­tua­li, in at­te­sa del pros­si­mo «ca­so».

Nell’in­fi­ni­ta se­rie di de­cli­na­zio­ni del­la fi­gu­ra del pri­va­te eye an­ti-eroi­co, te­na­ce­men­te one­sto no­no­stan­te tut­to il mar­ciu­me che lo cir­con­da – da Mar­lo­we in poi – ri­ta­gliar­si uno spa­zio è dav­ve­ro dif­fi­ci­le. E in­fat­ti il Con­ti­ni di Fa­zio­li so­mi­glia a tan­ti al­tri, ep­pu­re rie­sce a di­stin­guer­si. Per il suo spi­ri­to eco­lo­gi­co, per es­se­re «di­strat­to e gof­fo», per il fat­to che non ha nem­me­no il por­to d’ar­mi, per la con­vin­zio­ne che «la pi­gri­zia, o me­glio la for­za d’iner­zia, è l’ar­ma segreta di un buon de­tec­ti­ve». For­se, se­con­do l’ot­ti­ca cor­ren­te, può con­si­de­rar­si un fal­li­to. Ma non sa­rà «che il ve­ro fal­li­men­to è non fal­li­re mai?».

Che su que­ste ba­si si pos­sa co­strui­re un go­di­bi­le giallo (con qual­che pa­gi­na di trop­po) è pres­so­ché scon­ta­to, se si han­no idee e una tec­ni­ca or­mai col­lau­da­ta (i ro­man­zi con Elia Con­ti­ni pro­ta­go­ni­sta so­no or­mai nu­me­ro­si, an­che se non fre­quen­tis­si­mi (più o me­no uno all’an­no).

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