Ac­col­tel­la l’ex al­le­na­to­re: «Mi mo­le­stò da ra­gaz­zo»

Il Mattino (Napoli) - - Da Prima Pagina -

che ha vi­sto cre­sce­re e che con­si­de­ra­va al­la stre­gua di un pa­ren­te.

Un rap­por­to di ami­ci­zia e fi­du­cia ini­zia­to ol­tre die­ci an­ni fa che si era in­ter­rot­to quan­do il gio­va­ne lo ave­va de­nun­cia­to per pre­sun­te mo­le­stie ses­sua­li. Ne sca­tu­rì un’in­da­gi­ne che coin­vol­se an­che la Di­re­zio­ne di­stret­tua­le an­ti­ma­fia di Trie­ste, per­ché tra i rea­ti con­te­sta­ti al me­di­co c’era an­che l’ade­sca­men­to di mi­no­ri via in­ter­net. Nel com­pu­ter dell’abi­ta­zio­ne dell’uo­mo ven­ne ri­tro­va­to an­che del ma­te­ria­le pe­do-por­no­gra­fi­co. Da al­lo­ra la fre­quen­ta­zio­ne si era in­ter­rot­ta, an­che se l’av­vo­ca­to del me­di­co, Giu­sep­pe Ba­va­re­sco, del fo­ro di Por­de­no­ne, ha ri­cor­da­to co­me il suo as­si­sti­to fos­se sta­to più vol­te av­vi­ci­na­to dal gio­va­ne con ri­chie­ste di de­na­ro.

L’ag­gres­sio­ne è sta­ta mol­to vio­len­ta: il me­di­co ha per­so tan­tis­si­mo san­gue e le sue con­di­zio­ni so­no sta­te sta­bi­liz­za­te so­lo do­po due ope­ra­zio­ni chi­rur­gi­che. È in pro­gno­si stret­ta­men­te riservata.

Il ra­gaz­zo ha in­ve­ce va­ga­to nel­la not­te pri­ma di con­se­gnar­si spon­ta­nea­men­te ai ca­ra­bi­nie­ri, as­su­men­do­si la responsabilità dell’ac­ca­du­to, ma sen­za spie­ga­re le ra­gio­ni del pro­prio ge­sto. Ha an­che in­di­ca­to la zo­na do­ve ave­va ab­ban­do­na­to il col­tel­lo da cu­ci­na e i suoi in­du­men­ti spor­chi: le ri­cer­che pro­se­gui­te per l’in­te­ra gior­na­ta non hanno pe­rò per­mes­so il ri­tro­va­men­to dell’ar­ma.

La vi­cen­da pre­sen­ta an­co­ra nu­me­ro­si pun­ti oscu­ri che la Pro­cu­ra del­la Re­pub­bli­ca di Por­de­no­ne sta cer­can­do di chia­ri­re: per oggi è fis­sa­ta l’udien­za di con­va­li­da del fer­mo e il pri­mo in­ter­ro­ga­to­rio al­la pre­sen­za del le­ga­le di fi­du­cia del gio­va­ne.

Da par­te sua, l’av­vo­ca­to pro­fes­sio­ni­sta è cer­to che il pro­prio as­si­sti­to ver­rà sca­gio­na­to dal­le ac­cu­se di pe­do­fi­lia: «Di fron­te al gup di Trie­ste non ab­bia­mo scel­to ri­ti al­ter­na­ti­vi per­ché siamo per­sua­si che po­tre­mo di­mo­stra­re la to­ta­le estra­nei­tà. Quel com­pu­ter era nel­la di­spo­ni­bi­li­tà di tan­te per­so­ne, com­pre­so per­fi­no il gio­va­ne ag­gres­so­re. Non par­lo nem­me­no del­le mo­le­stie per­so­na­li per­ché esco­no da un con­te­sto as­so­lu­ta­men­te in­ve­ro­si­mi­le e siamo cer­ti che il qua­dro ver­rà ri­for­mu­la­to a feb­bra­io in tri­bu­na­le a Por­de­no­ne nel cor­so del­la pri­ma udien­za».

Il gio­va­ne è rin­chiu­so nel car­ce­re di Por­de­no­ne con l’ac­cu­sa di ten­ta­to omi­ci­dio per le due col­tel­la­te al­la schie­na che ha in­fer­to pri­ma di fug­gi­re la­scian­do il suo ex al­le­na­to­re in un ba­gno di san­gue. Quan­do il me­di­co ha lan­cia­to l’al­lar­me al te­le­fo­no ha pro­nun­cia­to con un fi­lo di vo­ce le quat­tro let­te­re del no­mi­gno­lo con cui ha sem­pre chia­ma­to quel ra­gaz­zo cui si era tan­to af­fe­zio­na­to. «È sta­to lui».

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