Bobb, dal­le se­vi­zie in Li­bia all’in­fer­no Gri­ci­gna­no

Il gio­va­ne fe­ri­to nel cen­tro di ac­co­glien­za ades­so ri­schia di ri­ma­ne­re pa­ra­liz­za­to

Il Mattino (Napoli) - - Da Prima Pagina -

Vie­ne te­nu­to in co­ma far­ma­co­lo­gi­co. Da ve­ner­dì not­te, Bobb Alie­gee si nu­tre at­tra­ver­so mac­chi­na­ri sa­ni­ta­ri ed ha il vol­to co­per­to da gar­ze e fa­scia­tu­re. Nel­la di­vi­sio­ne di Ria­ni­ma­zio­ne dell’ospe­da­le Car­da­rel­li di Na­po­li, aspet­te­ran­no an­co­ra qual­che gior­no per ve­ri­fi­ca­re se è pos­si­bi­le l’intervento chi­rur­gi­co. Il pro­iet­ti­le, en­tra­to dal­la boc­ca, si è fer­ma­to a po­chi mil­li­me­tri dal mi­dol­lo spi­na­le. Uno spo­sta­men­to po­treb­be le­sio­na­re qual­che ner­vo, con il rischio di la­scia­re pa­ra­liz­za­to il di­cian­no­ven­ne del Gam­bia.

I suoi av­vo­ca­ti, Hi­lar­ry Se­du, ni­ge­ria­no d’ori­gi­ne lau­rea­to a Na­po­li e spe­cia­liz­za­to in di­rit­to dell’im­mi­gra­zio­ne, e An­to­nel­la Mar­fel­la, chie­do­no ras­si­cu­ra­zio­ni ai me­di­ci. Alie­gee è la vit­ti­ma del cruen­to epi­so­dio di ve­ner­dì not­te al Cen­tro di ac­co­glien­za di Gri­ci­gna­no, chiuso da do­me­ni­ca. Car­mi­ne Del­la Gat­ta, l’im­pren­di­to­re 43 en­ne amministratore del­la coo­pe­ra­ti­va Pro­me­teo che for­ni­va i pa­sti al Cen­tro, gli ha sparato due col­pi di pi­sto­la. Uno lo ha col­to in boc­ca. Del­la Gat­ta si è co­sti­tui­to do­po po­che ore ed è sta­to su­bi­to mes­so agli ar­re­sti do­mi­ci­lia­ri dal pm Ros­sa­na Esposito del­la Pro­cu­ra di Na­po­li nord. Do­po l’udien­za di con­va­li­da, pe­rò, il gip Fabrizia Fi­na­mo­re ha ac­col­to la nuo­va ri­chie­sta del­la Pro­cu­ra e «per la gra­vi­tà del fat­to» ha di­spo­sto il tra­sfe­ri­men­to di Del­la Gat­ta nel car­ce­re di San­ta Ma­ria Ca­pua Ve­te­re con l’ac­cu­sa, con­fer­ma­ta, di ten­ta­to omi­ci­dio. Del­la Gat­ta, di­fe­so dall’av­vo­ca­to Gio­van­ni Can­tel­li, ha so­ste­nu­to di es­ser­si di­fe­so da un’ag­gres­sio­ne, te­men­do di es­se­re as­sa­li­to an­che da­gli ami­ci del gio­va­ne im­mi­gra­to. Ma il gip non ha cre­du­to, an­che sul­la ba­se di al­cu­ne te­sti­mo­nian­ze, a que­sta ver­sio­ne.

Dal­la spe­ran­za al pe­ri­co­lo di re­sta­re con gra­vi e ir­re­pa­ra­bi­li me­no­ma­zio­ni. Bobb Alie­gee avrà bi­so­gno di ri­co­stru­zio­ni ma­xil­lo-fac­cia­li e di un de­li­ca­to, quan­to pe­ri­co­lo­so, intervento chi­rur­gi­co per estrar­re il pro­iet­ti­le. Gli fa vi­si­ta il suo ami­co Teo­ré Ma­ma­du Ima­di, che rac­con­ta una storia dram­ma­ti­ca: «Non è ve­ro che ave­va in­cen­dia­to la sua stan­za, pro­te­sta­va da gior­ni per­ché chie­de­va un me­di­co, de­gli ac­cer­ta­men­ti. Non sta­va be­ne».

Ave­va do­lo­ri, Bobb. Do­lo­ri e sof­fe­ren­ze fi­si­che che, no­no­stan­te la sua gio­va­ne età, era­no re­tag­gio del viag­gio del­la spe­ran­za ver­so l’Eu­ro­pa che gli ha la­scia­to in ere­di­tà du­ri se­gni nel­la men­te e nel cor­po. La sua fa­mi­glia gli ave­va ra­ci­mo­la­to i sol­di ne­ces­sa­ri, da con­se­gna­re ai si­gno­ri dei viag­gi. I ras del traf­fi­co di es­se­re uma­ni dall’Afri­ca al­le co­ste eu­ro­pee. Dal Gam­bia, via ter­ra, in Li­bia. E lì, co­me ha rac­con­ta­to al suo ami­co, è sta­to ven­du­to da un grup­po ad un al­tro. È ri­ma­sto a lun­go in uno dei cam­pi li­bi­ci, do­ve gli chie­de­va­no più de­na­ro per es­se­re in­clu­so nel grup­po di chi sa­reb­be sta­to im­bar­ca­to per pri­mo sui gom­mo­ni per l’Ita­lia. Lo pic­chia­ro­no, lo tor­tu­ra­ro­no. Lì co­nob­be Teo­rè Ma­ma­du Ima­di. Lì la lo­ro ami­ci­zia è di­ven­ta­ta for­te, nel­la con­di­vi­sio­ne di un’atro­ci­tà che po­chi rac­con­ta­no.

Poi, fi­nal­men­te, il viag­gio in ma­re, con il cor­po pie­no di lus­sa­zio­ni, fe­ri­te e una frat­tu­ra al­la spal­la ap­pe­na sa­na­ta, ma ma­le. Bobb par­la l’in­gle­se e il wo­lof, la lin­gua che co­no­sco­no in Gam­bia, co­me in Se­ne­gal, o nel­la Gui­nea e nel Ma­li. La tra­ver­sa­ta in di­re­zio­ne di Lam­pe­du­sa fu un’al­tra scom­mes­sa. Al­cu­ni com­pa­gni di quel viag­gio, nell’esta­te del 2016, mo­ri­ro­no. Poi, l’ar­ri­vo a Lam­pe­du­sa e l’odis­sea in più cen­tri di ac­co­glien­za. Con Bobb, è ri­ma­sto sem­pre Teo­ré in con­tat­to vie te­le­fo­no con al­tri ami­ci che in Ita­lia c’era­no già ar­ri­va­ti pri­ma di lo­ro.

Poi l’ar­ri­vo al Cen­tro di Gri­ci­gna­no, do­ve ven­ne for­ma­liz­za­ta una ri­chie­sta di asi­lo. Ve­ner­dì, Bobb era an­co­ra in at­te­sa di es­se­re con­vo­ca­to dal­la Pre­fet­tu­ra di Ca­ser­ta, per l’istrut­to­ria le­ga­ta al­la sua ri­chie­sta. Ma quei do­lo­ri lan­ci­nan­ti, l’an­sia e le im­ma­gi­ni del­le tor­tu­re in Li­bia lo hanno ac­com­pa­gna­to so­prat­tut­to nel­le ul­ti­me set­ti­ma­ne. Uni­co sol­lie­vo era gio­ca­re a cal­cio. Spe­ra­va di di­ven­ta­re un cal­cia­to­re, an­che se a 19 an­ni è trop­po tar­di per ini­zia­re a far par­te di una ve­ra squa­dra. Un po’ d’ita­lia­no è riu­sci­to a im­pa­rar­lo, ma non lo par­la be­ne. Di­ce il suo av­vo­ca­to Hi­lar­ry Se­du: «Nel Cen­tro non si so­no vi­sti me­dia­to­ri cul­tu­ra­li, non si fa­ce­va­no con re­go­la­ri­tà i cor­si di ita­lia­no co­me pre­ve­de la leg­ge. Ma lui non ha mai fat­to i ge­sti ne­ga­ti­vi che ho let­to. Mai di­strut­to og­get­ti, o dan­neg­gia­to luo­ghi. Ha so­lo pro­te­sta­to con for­za, chie­den­do as­si­sten­za me­di­ca. Non sta­va be­ne, Bobb, ma nes­su­no gli cre­de­va».

Ne­gli ul­ti­mi gior­ni, gli hanno sen­ti­to ur­la­re e con­ti­nua­re a chie­de­re: «Vo­glio tor­na­re nel mio Pae­se. Av­ver­ti­te il pre­fet­to di av­via­re il mio rim­pa­trio. Vo­glio mo­ri­re in Gam­bia, sto ma­le». L’ul­ti­ma vol­ta, l’ave­va ur­la­to nel po­me­rig­gio di ve­ner­dì an­che a Car­mi­ne Del­la Gat­ta. Poi, la tra­ge­dia. E ora i di­fen­so­ri di Bobb di­co­no di aver rac­col­to una cin­quan­ti­na di te­sti­mo­nian­ze tra gli ospi­ti del Cen­tro di Gri­ci­gna­no di­spo­sti a spie­ga­re co­me si com­por­ta­va il ra­gaz­zo e co­sa chie­de­va real­men­te. La re­vo­ca, già di­spo­sta, dei di­rit­ti di ac­co­glien­za già di­spo­sta dal­la Pre­fet­tu­ra, di cui si è par­la­to? «Non ci ri­sul­ta» di­ce An­to­nel­la Mar­fel­la, che as­si­ste il gio­va­ne im­mi­gra­to con il col­le­ga Sa­du, che a sua vol­ta ag­giun­ge: «In que­ste ore, si è sca­te­na­ta una ga­ra di so­li­da­rie­tà su Bobb. Mol­ti ci chie­do­no co­me pos­so­no fa­re per aiu­tar­lo. Si trat­ta di or­ga­niz­za­zio­ni uma­ni­ta­rie, ma an­che pri­va­ti. Of­fro­no an­che sol­di per dar­gli una ma­no. Ora, pe­rò, la prio­ri­tà è la sua sa­lu­te».

Gli av­vo­ca­ti hanno at­ti­va­to l’am­ba­scia­ta del Gam­bia a Ro­ma, per cer­ca­re di con­tat­ta­re i ge­ni­to­ri del ra­gaz­zo. In­for­mar­li dell’ac­ca­du­to, cer­can­do an­che con­tat­ti con al­tri even­tua­li pa­ren­ti. Una ri­cer­ca non sem­pli­ce. E il suo ami­co Teo­rè, che ha di­vi­so mol­te sof­fe­ren­ze con lui, di­ce: «Vo­le­va re­sta­re in Ita­lia, cer­ca­re di in­te­grar­si qui con un la­vo­ro. Spe­ria­mo che rie­sca a far­ce­la».

Il so­gno di Bobb era riu­sci­re ad ave­re una vi­ta mi­glio­re. Ma ha avu­to un tri­ste im­pat­to con una real­tà che non si è di­mo­stra­ta quel­la che im­ma­gi­na­va. Lo hanno de­scrit­to co­me un in­quie­to, che ne­gli ul­ti­mi gior­ni si era fat­to an­co­ra più ir­re­quie­to. Il suo ami­co lo di­fen­de e di­ce: «Era so­lo uno che vo­le­va es­se­re cu­ra­to, per­ché sof­fri­va. Nes­su­no gli cre­de­va, ma era co­sì».

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