Si­cu­rez­za, pre­mier li­bi­co in una «ca­sa» gal­leg­gian­te

Il Mattino (Salerno) - - Primo Piano -

Al­la fi­ne an­che il pre­mier de­si­gna­to li­bi­co Fayez al Sar­raj è riu­sci­to ad es­se­re a Ro­ma all’in­con­tro del «grup­po di con­tat­to» che si è svol­to ie­ri nel­la Ca­pi­ta­le per tro­va­re so­lu­zio­ni sull’emer­gen­za mi­gran­ti. Una pre­sen­za non scon­ta­ta quel­la di Sar­raj, in dub­bio fi­no all’ul­ti­mo minuto per­ché l’in­co­lu­mi­tà del pre­si­den­te tri­po­li­no è sta­ta nuo­va­men­te mes­sa a re­pen­ta­glio dal­le fa­zio­ni a lui av­ver­se e che cer­ca­no in tut­ti i mo­di di mi­nar­ne la le­git­ti­mi­tà. Una le­git­ti­mi­tà sem­pre più fle­bi­le al pun­to che fon­ti li­bi­che han­no ri­fe­ri­to che più di una vol­ta nel cor­so di que­sti ul­ti­mi me­si Sar­raj è sta­to co­stret­to a ri­fu­giar­si su una chiat­ta a lar­go di Tri­po­li per ra­gio­ni di si­cu­rez­za. Ma in­tan­to, no­no­stan­te il pre­mier de­si­gna­to ab­bia evi­den­ti dif­fi­col­tà a gi­ra­re li­be­ra­men­te per Tri­po­li e con­trol­la­re l’este­so ter­ri­to­rio li­bi­co, Sar­raj re­sta l’uni­co in­ter­lo­cu­to­re che la co­mu­ni­tà in­ter­na­zio­na­le ri­co­no­sce per sta­bi­liz­za­re il Pae­se nord-afri­ca­no.

Il pre­mier tri­po­li­no è riu­sci­to a giun­ge­re in Ita­lia no­no­stan­te ap­pe­na due gior­ni fa al­cu­ni grup­pi ar­ma­ti dell’op­po­si­zio­ne han­no pro­va­to ad as­sal­ta­re la ba­se na­va­le di Abu Se­ta, il quar­tier ge­ne­ra­le di Tri­po­li da cui Sar­raj ge­sti­sce il Con­si­glio Pre­si­den­zia­le, so­lo do­po al­cu­ne ore la se­de è tor­na­ta sotto il con­trol­lo del­le for­ze go­ver­na­ti­ve do­po lun­ghi e com­ples­si col­lo­qui di in­ter­me­dia­zio­ne. L’as­sal­to al­la ba­se pre­si­den­zia­le è sta­to so­lo l’ine­vi­ta­bi­le epi­lo­go di lun­ghe gior­na­te di scon­tri tra i sol­da­ti di Sar­raj e le mi­li­zie fi­lo-isla­mi­ste che fan­no ca­po a Kha­li­fa Gh­well, ex lea­der di un governo non ri­co­no­sciu­to che per una dozzina di me­si tra il 2015 e il 2016 ha amministrato la Tri­po­li­ta­nia in con­trap­po­si­zio­ne al­le for­ze ci­re­nai­che.

Nei me­si scor­si Gh­well ave­va ten­ta­to un col­po di Sta­to as­sal­tan­do tre se­di mi­ni­ste­ria­li di Tri­po­li, una mos­sa che ave­va sol­tan­to uno sco­po di­mo­stra­ti­vo per­ché i pa­laz­zi era­no vuo­ti e sen­za per­so­na­le di ser­vi­zio, ma che vo­le­va da­re sce­no­gra­fi­ca­men­te pro­va al­la co­mu­ni­tà in­ter­na­zio­na­le del­le dif­fi­col­tà di Sar­raj nel riu­sci­re a man­te­ne­re le ba­si­la­ri con­di­zio­ni di si­cu­rez­za nel­la ca­pi­ta­le li­bi­ca. Lo scor­so 20 feb­bra­io le mi­li­zie di Gh­well ave­va­no già spa­ra­to dei col­pi di mi­tra­glia­tri­ce con­tro un con­vo­glio di au­to su cui viag­gia­va il pre­mier, cau­san­do pe­rò sol­tan­to il fe­ri­men­to di due guar­die del cor­po. La si­tua­zio­ne a Tri­po­li ora è di cal­ma re­la­ti­va, ma i re­cen­ti ac­ca­di­men­ti di­mo­stra­no come lo sce­na­rio nel Pae­se sia in con­ti­nua evo­lu­zio­ne. Al­me­no nel­la Ca­pi­ta­le Sar­raj può con­ta­re, ol­tre che sull’ap­pog­gio del­le guar­die go­ver­na­ti­ve, an­che su al­cu­ni par­ti­ti po­li­ti­ci e i pro­pri re­la­ti­vi grup­pi ar­ma­ti che so­sten­go­no l’ese­cu­ti­vo prov­vi­so­rio. E non c’è da stu­pir­si che in Li­bia, Pae­se sem­pre più fram­men­ta­to, ogni grup­po, tri­bù o par­ti­to po­li­ti­co ab­bia del­le mi­li­zie di ri­fe­ri­men­to. Di ben al­tro te­no­re è in­ve­ce la si­tua­zio­ne nel­le al­tre cit­tà del Pae­se nord-afri­ca­no: la Ci­re­nai­ca, ad esem­pio, con­ti­nua sal­da­men­te ad es­se­re nel­le mani del ge­ne­ra­le Haf­tar. Un ter­ri­to­rio stra­te­gi­co per­ché com­pren­de la co­sid­det­ta «Mez­za­lu­na pe­tro­li­fe­ra», poz­zi di pe­tro­lio che Sar­raj ha cer­ca­to ne­gli ul­ti­mi tem­pi di ri­por­ta­re va­na­men­te sotto il con­trol­lo del Noc, l’en­te go­ver­na­ti­vo che ge­sti­sce il mer­ca­to dell’oro ne­ro. Ma le trup­pe di Haf­tar, gra­zie ad una po­ten­tis­si­ma ope­ra­zio­ne mi­li­ta­re, so­no riu­sci­ti a rim­pos­ses­sar­si dei cam­pi di Ras La­nuf e Si­dra do­ve il pe­tro­lio vie­ne estrat­to. Una si­tua­zio­ne al­lar­man­te che ha co­stret­to nei gior­ni scor­si gli am­ba­scia­to­ri di Ita­lia, Francia, Gran Bretagna e Usa ad espri­me­re uf­fi­cial­men­te pre­oc­cu­pa­zio­ne per l’esca­la­tion di vio­len­ze chie­den­do la fi­ne im­me­dia­ta del­le osti­li­tà.

Il pri­mo mi­ni­stro co­stret­to a ri­fu­giar­si su una chiat­ta per il pe­ri­co­lo di at­ten­ta­ti

Gli scon­tri Una mi­li­zia­no li­bi­co in lot­ta con­tro il governo di­ret­to da al-Sar­raj

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.