«Pa­go per­ché so­no ami­co di Ren­zi» Sbot­ta Pre­sta, il ma­ri­to-ma­na­ger

Il Mattino (Salerno) - - Primo Piano - M.Cas.

co­sì tut­te le don­ne dell’Est-Ove­st-scrit­tri­ci e gior­na­li­ste sa­ran­no sal­ve». Una pro­vo­ca­to­ria fra­se si­bil­li­na che an­nun­cia ven­ti di guerra tra il ma­na­ger e i ver­ti­ci di Via­le Maz­zi­ni. Do­po la chiu­su­ra del pro­gram­ma, an­nun­cia­ta per pri­mo dal tweet di Pre­sta, il ma­na­ger si è sfo­ga­to con i suoi fe­de­lis­si­mi: «Me la fan­no pa­ga­re per­ché so­no ami­co di Ren­zi».

È un fat­to che Pre­sta è da sem­pre le­ga­to all’ex pre­mier. Si co­no­sco­no da quan­do Ren­zi era pre­si­den­te del­la pro­vin­cia di Fi­ren­ze. An­che do­po la caduta del governo ha con­ti­nua­to a fre­quen­ta­re il se­gre­ta­rio del Pd, in­con­tran­do­lo in più occasioni, l’ul­ti­ma un me­se fa a Ri­mi­ni. I suoi migliori ami­ci so­no con­vin­ti che sia co­min­cia­ta una spe­cie di lot­ta con­ti­nua per in­tac­ca­re il suo po­te­re e di ri­fles­so per in­de­bo­li­re i ren­zia­ni den­tro la Rai. C’è an­che il re­tro­pen­sie­ro che que­sta re­sa dei con­ti sia co­min­cia­ta a po­chi gior­ni dal pri­mo apri­le, da­ta in cui - se non ci sa­rà un in­ter­ven­to del governo - le star si ve­dran­no al­leg­ge­ri­re di pa­rec­chio il com­pen­so an­nua­le.

Di si­cu­ro que­sta si­tua­zio­ne, ina­spri­ta dall’ul­ti­mo epi­so­dio, ri­schia di in­ne­sca­re da par­te del­lo stes­so Pre­sta una sor­ta di “ri­tor­sio­ne” ri­ti­ran­do le sue star dai pro­gram­mi di via­le Maz­zi­ni. Il pri­mo ar­ti­sta che Pre­sta po­treb­be ne­ga­re è Ama­deus: an­che lui sfo­ra il tetto dei 240mi­la lor­di an­nui, tut­ta­via non gua­da­gna cifre a sei ze­ri. Se Car­lo Con­ti do­ves­se non ac­cet­ta­re una ri­du­zio­ne del­lo sti­pen­dio, Ama­deus, che ha già pre­so il po­sto dei pac­chi di Fla­vio In­sin­na, sem­bra­va de­sti­na­to a so­sti­tuir­lo in Ta­le e Qua­le Show. Sem­pre che Pre­sta lo con­vin­ca a ri­ma­ne­re al­la Rai.

Ma non ci so­no so­lo so­spet­ti sul­le que­stio­ni po­li­ti­che. Nel co­mu­ni­ca­to in cui si an­nun­cia la chiu­su­ra di Parliamone Sa­ba­to c’è una di­chia­ra­zio­ne del dg Cam­po dall’Or­to che suo­na come una liberazione: «La de­ci­sio­ne pre­sa ac­ce­le­ra la re­vi­sio­ne del day­ti­me di Rai1 sul­la qua­le sta­va­mo già la­vo­ran­do da tem­po». In pra­ti­ca è da me­si che i ver­ti­ci azien­da­li e del­la re­te am­mi­ra­glia stan­no cer­can­do di spo­sta­re un ca­po­strut­tu­ra e un ca­po­pro­get­to dai pro­gram­mi del po­me­rig­gio, ma per ti­mo­ri di pos­si­bi­li con­ten­zio­si, cau­sa de­man­sio­na­men­ti, vi­sto che la fa­scia non ha un vi­ce­di­ret­to­re re­spon­sa­bi­le, non si è an­co­ra prov­ve­du­to al gi­ro di val­zer. Tut­to è più fa­ci­le ora che c’è il ca­sus bel­li.

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