«Pe­sta­ro­no Cuc­chi ma non lo uc­ci­se­ro»

De­ru­bri­ca­ti i rea­ti con­te­sta­ti ai tre agen­ti Gra­vi ac­cu­se ai me­di­ci

Il Mattino - - ATTUALITÀ - Va­len­ti­na Er­ran­te

RO­MA. Le con­clu­sio­ni del­la pro­cu­ra di Ro­ma sul ca­so di Ste­fa­no Cuc­chi, di fat­to, le ave­va già de­fi­ni­te la con­su­len­za dei me­di­ci le­ga­li. Quel­la fir­ma­ta dal pro­fes­so­re Pao­lo Arbarello: la mor­te di Cuc­chi non è le­ga­ta al­le frat­tu­re, ai traumi su­bi­ti. Ed è co­sì che i pm Vin­cen­zo Bar­ba e Fran­ce­sca Loy, ti­to­la­ri del fa­sci­co­lo sul de­ces­so del de­te­nu­to han­no de­ci­so di de­ru­bri­ca­re il rea­to con­te­sta­to ai tre agen­ti pe­ni­ten­zia­ri, ac­cu­sa­ti di ave­re pic­chia­to Cuc­chi, il geo­me­tra ar­re­sta­to per dro­ga e mor­to set­te gior­ni do­po in un let­to dell’ospe­da­le Per­ti­ni. Da omi­ci­dio pre­te­rin­ten­zio­na­le a le­sio­ni e mal­trat­ta­men­ti. Si al­leg­ge­ri­sce co­sì la po­si­zio­ne del­le tre guar­die. Ma sul pe­stag­gio la pro­cu­ra non ha dub­bi, e non rac­co­glie l’ipo­te­si dei me­di­ci le­ga­li, se­con­do i qua­li la frat­tu­ra del­le ver­te­bre, ri­scon­tra­ta sul ca­da­ve­re, sa­reb­be com­pa­ti­bi­le con una ca­du­ta. È in­ve­ce la po­si­zio­ne dei sei me­di­ci, già in­da­ga­ti per omi­ci­dio col­po­so, che po­treb­be ag­gra­var­si. Il pri­ma­rio e gli al­tri cin­que di­pen­den­ti del­la strut­tu­ra riservata ai de­te­nu­ti dell’ospe­da­le Per­ti­ni sa­reb­be­ro ri­te­nu­ti dal­la pro­cu­ra i re­spon­sa­bi­li di­ret­ti del­la mor­te di Cuc­chi. I due pm, che non han­no an­co­ra no­ti­fi­ca­to agli in­da­ga­ti l’at­to di chiu­su­ra del­le in­da­gi­ni, sa­reb­be­ro pron­ti a con­te­sta­re ai me­di­ci an­che al­tre ipo­te­si di rea­to re­la­ti­ve ad omis­sio­ni, ne­gli­gen­ze o ca­ren­ze nell’as­si­sten­za del pa­zien­te. Cuc­chi sa­reb­be sta­to ab­ban­do­na­to. Le po­si­zio­ni dei sa­ni­ta­ri sa­reb­be­ro pe­rò dif­fe­ren­zia­te al­la con­clu­sio­ne dell’in­chie­sta. Il pas­so suc­ces­si­vo, poi, do­vreb­be es­se­re la ri­chie­sta di rin­vio a giu­di­zio per i sei in­da­ga­ti. In­tan­to Ila­ria Cuc­chi, la so­rel­la di Ste­fa­no, ri­ba­di­sce la re­spon­sa­bi­li­tà in­di­ret­ta de­gli agen­ti nel­la mor­te del geo­me­tra ro­ma­no: «Sen­za pe­stag­gio - com­men­ta - Ste­fa­no non sa­reb­be mor­to: que­sto nes­su­no può ne­gar­lo. Ne­ga­re que­sta real­tà sa­reb­be esat­ta­men­te co­me so­ste­ne­re che Ste­fa­no si fos­se pro­dot­to da so­lo, o per ca­so, quel­le le­sio­ni. Ri­ba­dia­mo - ha ag­giun­to - il no­stro rin­gra­zia­men­to nei con­fron­ti dei pm per le in­da­gi­ni fin qui svol­te. Qual­sia­si astru­sa e fan­ta­sio­sa te­si scien­ti­fi­ca e le­ga­le non può met­te­re in di­scus­sio­ne la real­tà. Ste­fa­no era in per­fet­te con­di­zio­ni di sa­lu­te, è sta­to bru­tal­men­te pic­chia­to e per que­sto è fi­ni­to in ospe­da­le, do­ve ha smes­so di vi­ve­re». E in­tan­to è da­gli at­ti de­se­cre­ta­ti dal­la Com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re pre­sie­du­ta da Igna­zio Ma­ri­no che emer­go­no i par­ti­co­la­ri sul­la te­sti­mo­nian­za dei me­di­ci del Per­ti­ni. Non è ve­ro che Ste­fa­no, al mo­men­to del ri­co­ve­ro, non fos­se col­la­bo­ra­ti­vo. Lo af­fer­ma, da­van­ti ai se­na­to­ri Ro­si­ta Ca­pon­net­ti, il di­ri­gen­te me­di­co del Per­ti­ni che si oc­cu­pò dell’ano­ma­lo ri­co­ve­ro di Ste­fa­no: «Il ra­gaz­zo è sta­to col­la­bo­ra­ti­vo - di­ce la dot­to­res­sa - L’elet­tro­car­dio­gram­ma non ve­ni­va be­ne, per­ché, es­sen­do gi­ra­to su un fian­co gli elet­tro­di non at­tac­ca­va­no be­ne. Ab­bia­mo pro­va­to e ri­pro­va­to. Gli ho det­to che se aves­se te­nu­to gli elet­tro­di ma­ga­ri sa­reb­be ve­nu­to. È sta­to ca­ri­no nel sen­so che li ha te­nu­ti».

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