In Ita­lia si muo­re di me­no al quin­to po­sto nel­la top ten

Pri­ma l’Islan­da, poi Sve­zia e Mal­ta Mi­glio­ra la sa­lu­te Ma in Afri­ca pro­se­gue la stra­ge dell’Aids

Il Mattino - - ATTUALITÀ -

RO­MA. La mor­ta­li­tà glo­ba­le sem­bra ave­re im­boc­ca­to pro­prio la stra­da ri­pi­dis­si­ma del pre­ci­pi­zio. Que­sto ci au­gu­ria­mo e que­sto ci se­gna­la­no i da­ti. E cioè che la mor­ta­li­tà glo­ba­le nel­la fa­scia tra i 15 e i 59 an­ni d’èe­tà è di­mi­nui­ta, dal 1970 ad og­gi, del 34% per le don­ne, del 19% per gli uo­mi­ni. E at­ten­zio­ne, per­ché nel­la top ten dei Pae­si in cui og­gi si muo­re me­no in que­sta fa­scia d'età è ar­ri­va­ta nel 2010, per gli uo­mi­ni, an­che l'Ita­lia ma il pri­mo po­sto spet­ta all'Islan­da, se­gui­ta da Sve­zia e Mal­ta; per le don­ne l'Ita­lia è al quin­to po­sto, ma il pri­ma­to po­si­ti­vo va a Ci­pro. Se­con­do i ri­sul­ta­ti che ven­go­no fuo­ri da uno stu­dio che è sta­to pub­bli­ca­to sul­la pre­sti­gio­sa ri­vi­sta «Lan­cet», l'Afri­ca, pie­ga­ta dall'in­fer­no dell’Aids, è il con­ti­nen­te do­ve - in­ve­ce - si muo­re di più: 578 per 1000 uo­mi­ni, 446 per 1000 don­ne, pra­ti­ca­men­te ci­fre si­mi­li non si ve­de­va­no in Pae­si co­me l'Olan­da dal 1700. Ma os­ser­via­mo più da vi­ci­no il la­vo­ro scien­ti­fi­co pub­bli­ca­to dal­la ri­vi­sta. Con­dot­to su 187 Pae­si da Ch­ri­sto­pher Mur­ray dell'Uni­ver­si­tà di Wa­shing­ton a Seat­tle, il la­vo­ro si ba­sa su quattro di­ver­si set di da­ti per se­gui­re l'an­da­men­to del­la mor­ta­li­tà ne­gli ul­ti­mi 40 an­ni. Gli au­to­ri han­no in­fat­ti sti­ma­to il ri­schio per una per­so­na che ha ap­pe­na com­piu­to 15 an­ni di ar­ri­va­re a 60, sti­ma in­di­ca­ta con «45q15». In 40 an­ni si è avu­to un de­cli­no glo­ba­le del­la mor­ta­li­tà «45q15» del 34% per lei e del 19% per lui. E non ba­sta. In­fat­ti il tas­so an­nuo di que­sto de­cli­no dell’in­di­ce di mor­ta­li­tà è sta­to tra il 1970 e il 1990 del­lo 0,7% per i ma­schi, dell'1,4% per le fem­mi­ne. Dal 1990, la mor­ta­li­tà ma­schi­le glo­ba­le «45q15» è ri­co­min­cia­ta ad au­men­ta­re fi­no al 1995 quan­do è pe­rò ini­zia­to una nuo­va fa­se di de­cli­no. Di­scor­so di­ver­so per le fem­mi­ne per le qua­li, in­ve­ce, dal 1990 la mor­ta­li­tà «45q15» è con­ti­nua­ta a scen­de­re mol­to più ve­lo­ce­men­te che per i ma­schi. Nel mon­do, l'in­ver­sio­ne di rot­ta che è ini­zia­ta nel 1990 è pro­ba­bil­men­te il ri­sul­ta­to del­la pan­de­mia di HIV, in­sie­me al for­tis­si­mo au­men­to di mor­ta­li­tà se­gui­to al­la dis­so­lu­zio­ne dell'Unio­ne So­vie­ti­ca in quei pae­si.

Sa­lu­te Mi­glio­ra­no le con­di­zio­ni del­la po­po­la­zio­ne l’in­di­ce del­la mor­ta­li­tà glo­ba­le pren­de la stra­da del de­cli­no

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