Da fi­ne ne­go­zia­to­re a lea­der con il me­ga­fo­no, l’asce­sa dell’av­vo­ca­to

«Sad­dam non ha ar­mi di di­stru­zio­ne di mas­sa» na­scol­ta­to ispet­to­re Aiea Gli estre­mi­sti isla­mi­ci lo ac­cu­sa­ro­no per la fi­glia in co­stu­me e di aver be­vu­to un bic­chie­re di vi­no

Il Mattino - - PRIMO PIANO - Lu­cia­no Pi­gna­ta­ro

Rap­pre­sen­ta la car­ta di ri­ser­va del’Oc­ci­den­te in ca­so la cri­si egi­zia­na pre­ci­pi­ti fi­no al crol­lo del re­gi­me. Mo­ham­med Mu­sta­fa El Ba­ra­dei, vol­to no­to dell'op­po­si­zio­ne egi­zia­na no­to in tut­to il mon­do è tor­na­to ve­ner­dì scor­so in Egit­to per unir­si ala pro­te­sta di piaz­za al Cai­ro e per an­di­dar­si al­la gui­da del­la tran­si­zio­ne in Egit­to. Ha ac­qui­sta­to pe­so po­lii­co nell'Aiea, l'Agen­zia in­ter­na­zio­na­le per l'ener­gia ato­mi­ca dell'Onu

on se­de a Vien­na, al­la gui­da del­la qua­le ha vin­to il No­bel del­la Pa­ce nel 2005.

Di­ret­to­re ge­ne­ra­le Aiea dal 1997 al­la fi­ne del 2009, El Ba­ra­dei fra l'al­tro era en­tra­to in con­tra­sto con gli Usa so­ste­nen­do, a ra­gio­ne, che il dit­ta­to­re ira­che­no Sad­dam Hus­sein non di­spo­ne­va di ar­mi di di­stru­zio­ne di mas­sa. La sua te­si nul­la po­tè con­tro la de­ter­mi­na­zio­ne dell’am­mi­ni­stra­zio­ne Bu­sh di in­va­de­re l’Iraq e de­por­re sad­dam Hus­sein.

At­tual­men­te pe­rò un lai­co co­me lui è si­cu­ra­men­te più af­fi­da­bi­le per l’Oc­ci­den­te e Israe­le ri­spet­to al­la pro­spet­ti­va di una pre­sa del po­te­re da par­te dei Fra­tel­li Mu­sul­ma­ni, il pa­ri­to estre­mi­sta di ispi­ra­zio­ne isla­mi­ca che è da sem­pre all’op­po­si­zio­ne delk re­gi­me su­ben­do pe­san­ti re­pres­sio­ni in pas­sa­to e che è di­chia­ra­ta­men­te osti­le al­lo sta­to israe­lia­no.

A 68 an­ni, El Ba­ra­dei non ha un pro­prio par­ti­to ma ha for­ma­to un mo­vi­men­to (Or­ga­niz­za­zio­ne pa­triot­ti­ca per il cam­bia­men­to) che si bat­te per le ri­for­me in Egit­to, tra cui quel­la co­sti­tu­zio­na­le che gli per­met­te­reb­be di can­di­dar­si da in­di­pen­den­te al­le ele­zio­ni pre­si­den­zia­li del pros­si­mo set­tem­bre. Pri­ma del suo rien­tro era già tor­na­to in Egit­to nel feb­bra­io scor­so e in au­tun­no ave­va ina­spri­to i to­ni con­tro il pre­si­den­te Mu­ba­rak, in­vo­can­do il boi­cot­tag­gio del­le ele­zio­ni le­gi­sla­ti­ve svol­te­si tra no­vem­bre e di­cem­bre. Le sue pa­ro­le pe­rò so­no ca­du­te nel vuo­to. Ora è tor­na­to, con­vin­to del­la ne­ces­si­tà per il pae­se di li­be­rar­si del re­gi­me sen­za la­scia­re al­cun fi­lo di continuità con il pas­sa­to.

Au­ste­ro, po­co in­cli­ne all'ora­to­ria e fer­mo nel­le pro­prie con­vin­zio­ni, El Ba­ra­dei ri­scuo­te sim­pa­tie in par­ti­co­la­re fra i gio­va­ni e il ce­to me­dio. Il si­ste­ma di po­te­re al Cai­ro lo ac­cu­sa di es­se­re estra­neo al­la so­cie­tà mu­sul­ma­na dell'Egit­to, una sor­ta di agen­te stra­nie­ro in­fil­tra­to. Cam­pa­gne di stam­pa con­tro di lui han­no mo­stra­to la fi­glia in co­stu­me da ba­gno e ri- cor­da­to il vi­no che fu ser­vi­to al suo ma­tri­mo­nio con la mae­stra d'asi­lo Ada (che gli ha da­to due fi­gli, La­la e Mu­sta­fa). Per que­sto i fon­da­men­ta­li­sti mu­sul­ma­ni non lo ama­no e gli pre­fe­ri­sco­no Su­lei­man.

A sua vol­ta fi­glio di un av­vo­ca­to e lau­rea­to con un ma­ster a New York in di­rit­to in­ter­na­zio­na­le, El Ba­ra­dei è sta­to in di­plo­ma­zia fin dal 1964 en­tran­do all'Onu nel 1980. Tra l'al­tro ha fat­to par­te del­la squa­dra di ne­go­zia­to­ri dell'ac­cor­do di pa­ce israe­lo-pa­le­sti­ne­se di Camp David ma­tu­ran­do in que­sto con­te­sto una con­si­de­re­vo­le espe­rien­za nel­la ne­go­zia­zio­ne.

Dif­fi­ci­le fa­re una pre­vi­sio­ne sul suo fu­tu­ro po­li­ti­co: l’eser­ci­to al mo­men­to sem­bra es­se­re l’uni­co cen­tro di po­te­re ca­pa­ce di coor­di­nar­si di fron­te al­la dis­so­lu­zio­ne del par­ti­to di Mu­ba­rak. E l’eser­ci­to non ama El Ba­ra­dei.

El Ba­ra­dei L’ex ispet­to­re dell’Aiea si can­di­da a di­ri­ge­re l’op­po­si­zio­ne

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