Sguar­di di­strat­ti e una stret­ta di ma­no in chie­sa ca­la il ge­lo con il sin­da­co

Non si ri­cu­ce lo strappo do­po le cri­ti­che al­le isti­tu­zio­ni sull’emer­gen­za am­bien­ta­le

Il Mattino - - NAPOLI PRIMO PIANO -

Ge­lo è po­co per de­fi­ni­re quel­lo che si è vi­sto: fra il sin­da­co Ro­sa Russo Ier­vo­li­no e il cardinale Cre­scen­zio Se­pe le co­mu­ni­ca­zio­ni so­no in­ter­rot­te del tut­to e pro­ba­bil­men­te in ma­nie­ra definitiva. La Ier­vo­li­no nel­la so­stan­za ha de­fi­ni­to in­ci­vi­le il cardinale che a sua vol­ta ave­va de­fi­ni­to ver­go­gno­sa lo sta­to del­la cit­tà.

Fra i due una for­ma­lis­si­ma stret­ta di ma­no pri­ma del­la ce­le­bra­zio­ni del pa­tro­no quin­di si so­no vi­sto­sa­men­te igno­ra­ti a vi­cen­da. Nes­su­na ri­con­ci­lia­zio­ne me­no che mai vo­lon­tà di dia­lo­ga­re. È sì che in tan­ti han­no cer­ca­to di ri­cu­ci­re uno strappo evi­den­te­men­te ri­te­nu­to trop­po pro­fon­do. L’uni­ca con­ces­sio­ne che il cardinale ha fat­to al­la Ier­vo­li­no è un omis­sis nel suo di­scor­so let­to in cat­te­dra­le. Il pas­sag­gio «sul com­por­ta­men­to il­le­ga­le anche di pezzi del pub­bli­co che ge­ne­ra­no la scan­da­lo­sa cri­si dei ri­fiu­ti» Se­pe non lo ha let­to. Il ri­fe­ri­men­to ai po­li­ti­ci e ai rap­pre­sen­tan­ti delle Isti­tu­zio­ni e quin­di anche al­la Ier­vo­li­no è chia­ro. Ma ai gior­na­li­sti ha da­to la ver­sio­ne in­te­gra­le del di­scor­so e l’as­sen­so al­la pub­bli­ca­zio­ne. Co­me di­re che pub­bli­ca­men­te Se­pe non ha vo­lu­to con­fon­de­re sa­cro e pro­fa­no ne get­ta­re ben­zi­na sul fuo­co delle po­le­mi­che ma Na­po­li - il ra­gio­na­men­to dell’al­to pre­la­to - de­ve sa­pe­re che il cardinale non so­lo è of­fe­so per­so­nal­men­te, non in­ten­de nem­me­no ri­nun­cia­re al­la pa­ro­la e a ri­ven­di­ca­re per sè e per la Chie­sa che rap­pre­sen­ta il di­rit­to a esor­ta­re e lad­do­ve è ne­ces­sa­rio a de­nun­cia­re quel­lo che non va. Dall’en­tou­ra­ge del sin­da­co non tra­pe­la­no par­ti­co­la­ri pre­oc­cu­pa­zio­ni, piut­to­sto vie­ne fuo­ri che cia­scu­no ha i suoi guai. Anche qui non è nem­me­no tan­to ve­la­to il ri­fe­ri­men­to a qual­che pre­oc­cu­pa­zio­ne a li­vel­lo giu­di­zia­rio che pu­re Se­pe non ha mai ne­ga­to.

Nes­su­na ri­con­ci­lia­zio­ne dun­que fra sin­da­co e ar­ci­ve­sco­vo. Ma co­sa è il mi­ra­co­lo di maggio? La pro­ces­sio­ne di maggio ri­cor­da la tra­sla­zio­ne delle Re­li­quie del San­to dal ci­mi­te­ro dell’Agro Mar­cia­no, nel ter­ri­to­rio di Fuo­ri­grot­ta, al­le Ca­ta­com­be di Ca­po­di­mon­te, poi de­no­mi­na­te, per que­sta ra­gio­ne, di San Gen­na­ro. La pro­ces­sio­ne di maggio fu det­ta anche «de­gli in­fra­sca­ti», per il fat­to che il cle­ro che vi par­te­ci­pa­va usa­va pro­teg­ger­si dal so­le co­pren­do­si il ca­po con co­ro­ne di fio­ri. «Ne è me­mo­ria la co­ro­na in ar­gen­to che so­vra­sta il tro­net­to sul qua­le vie­ne po­sta la te­ca con il San­gue del San­to, che por­ta al cen­tro un enor­me sme­ral­do, di pro­ve­nien­za cen­troa­me­ri­ca­na, do­no del­la no­stra cit­tà» ri­cor­da­no dal­la Cu­ria.

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