L’Isis col­pi­sce ma il ji­ha­di­smo sta per­den­do

Il Messaggero (Abruzzo) - - DA PRIMA PAGINA - Ales­san­dro Or­si­ni

L’Isis sta mo­ren­do, len­ta­men­te, ma ine­so­ra­bil­men­te. Il 2014 è sta­to l’an­no del­la sua ascesa, ma l’an­no do­po ha su­bi­to sol­tan­to scon­fit­te. Nel gen­na­io 2015 ha per­so la bat­ta­glia di Ko­ba­ne, la cit­tà si­ria­na, al con­fi­ne con la Tur­chia, difesa dai cur­di; il 17 apri­le ha per­so Ti­krit, in Iraq, e il 22 ot­to­bre ha per­so an­che Bai­ji, se­de di un’im­por­tan­te raf­fi­ne­ria di pe­tro­lio. Il 13 no­vem­bre, nel gior­no del­la stra­ge di Pa­ri­gi, ha per­so Si­n­jar e, il 22 di­cem­bre, ha per­so Ra­ma­di.

Nuo­vo an­no, nuo­ve scon­fit­te. Nel gen­na­io 2016 l’Isis ha ri­dot­to del 50% gli sti­pen­di a Raq­qa e ha in­tro­dot­to la mi­su­ra del pa­ne cal­mie­ra­to. Po­chi gior­ni fa l’eser­ci­to di Bas­sar al As­sad ha ri­con­qui­sta­to la cit­tà di Pal­mi­ra. Se l’Isis sta mo­ren­do len­ta­men­te, ma ine­so­ra­bil­men­te, per­ché pen­sia­mo che sia sem­pre più for­te? Per­ché sia­mo vit­ti­me del­la trap­po­la il­lu­sio­ni­sti­ca dell’Isis, che sta se­guen­do la con­dot­ta ti­pi­ca del­le or­ga­niz­za­zio­ne ji­ha­di­ste im­pe­gna­te a co­strui­re il ca­lif­fa­to sul pro­prio ter­ri­to­rio. Quan­do ar­re­tra­no in ca­sa, rea­liz­za­no at­ten­ta­ti all’este­ro per rag­giun­ge­re due obiet­ti­vi. Il pri­mo è quel­lo di con­vin­ce­re i go­ver­ni ad ab­ban­do­na­re la lot­ta con­tro il ter­ro­ri­smo.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.