Chi­ca­go, col­pi­to Zar­riel pic­co­lo pa­ci­fi­sta 13en­ne

Il Messaggero (Abruzzo) - - MONDO - LA TRA­GE­DIA Fl. Pom.

NEW YORK Mo­ri­re a 13i an­ni, vit­ti­ma in­no­cen­te di un col­po di pi­sto­la spa­ra­to a tua in­sa­pu­ta nel­la stra­da. La fra­gi­li­tà del­la vi­ta per chi cre­sce nel quar­tie­re di We­st Chi­ca­go è un con­cet­to tri­ste­men­te no­to per Zar­riel Trot­ter, tan­to che un an­no fa ave­va ac­cet­ta­to di far par­te di un grup­po di bam­bi­ni del­la sua scuo­la in­ter­vi­sta­ti per un vi­deo­clip che de­nun­cia­va la vio­len­za. La not­te di ve­ner­dì scor­so la mi­nac­cia si è ma­te­ria­liz­za­ta quan­do Zar­riel è sta­to col­pi­to da un pro­iet­ti­le va­gan­te sul­la stra­da di ca­sa. Il ra­gaz­zo è ora in ospe­da­le tra la vi­ta e la mor­te.

LA CO­MU­NI­TÀ

Gli ami­ci del quar­tie­re e gli in­se­gnan­ti del­la scuo­la lo chia­ma­no Za­ri, e lo co­no­sco­no co­me uno dei ra­gaz­zi più di­na­mi­ci e pie­ni di ini­zia­ti­va. We­st Chi­ca­go è uno dei ghet­ti ne­ri di Chi­ca­go piagato dal- la po­ver­tà, da con­di­zio­ni abi­ta­ti­ve ap­pe­na tol­le­ra­bi­li, e dal­la pre­sen­za ca­pil­la­re del traf­fi­co di dro­ga. Dall'ini­zio di que­st'an­no gli in­ci­den­ti so­no rad­dop­pia­ti ri­spet­to al 2015 e le 722 spa­ra­to­rie con­ta­te dal­la po­li­zia fi­no a Pa­squa han­no già mie­tu­to 131 vit­ti­me. Za­ri era co­scien­te del ri­schio e ne par­la­va spes­so a ca­sa, co­sì co­me nei par­chi do­ve i ra­gaz­zi van­no a gio­ca­re. Quan­do un grup­po di ci­nea­sti si era pre­sen­ta­to un an­no fa al­la sua scuo­la, il gio­va­ne si era pre­sta­to a una bre­ve in­ter­vi­sta: «L'omi­ci­dio è la pri­ma cau­sa di mor­te per un gio­va­ne di co­lo­re» si leg­ge in so­vraim­pres­sio­ne all'in­qua­dra­tu­ra che apre il fil­ma­to. Nel vi­deo i bam­bi­ni che han­no po­co più di 10 an­ni, con­fes­sa­no la paura che han­no quan­do cam­mi­na­no nel­le stra­de e del­la rab­bia che pro­va­no di fron­te al­la con­sa­pe­vo­lez­za del­la con­dan­na che so­no chia­ma­ti a vi­ve­re ogni gior­no: «Mi sen­to di es­se­re ri­dot­to a un ber­sa­glio», di­ce uno di lo­ro, e poi ap­pa­re Za­ri a di­re: «Non vo­glio più vi­ve­re in un po­sto do­ve ogni gior­no sia­mo co­stret­ti a sen­ti­re di una nuo­va vit­ti­ma e di una nuo­va spa­ra­to­ria».

LA SPA­RA­TO­RIA

Ve­ner­dì se­ra il ra­gaz­zo ave­va gio­ca­to per ore con gli ami­ci. La scuo­la era chiu­sa per la vi­gi­lia pa­squa­le. For­se Za­ri non si è nem­me­no ac­cor­to che sul mar­cia­pie­de c'era­no i gio­va­ni di due ban­de che si sta­va­no af­fron­tan­do bran­den­do le pi­sto­le. Uno dei pro­iet­ti­li lo ha col­pi­to vi­ci­no al­la spi­na dor­sa­le e da al­lo­ra Za­ri non ha an­co­ra ri­pre­so co­no­scen­za all'ospe­da­le do­ve è sta­to ope­ra­to e do­ve sua ma­dre sie­de al ca­pez­za­le da tre gior­ni. Nel fi­ne set­ti­ma­na di Pa­squa le spa­ra­to­rie so­no sta­te 19 in cit­tà, e i mor­ti 6.

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