La di­soc­cu­pa­zio­ne ai mi­ni­mi dal 2012

Il Messaggero (Abruzzo) - - PRIMO PIANO - LA RI­PRE­SA

` Il tas­so dei sen­za la­vo­ro scen­de all’11,4%, per i gio­va­ni al 36,7%. Il pre­mier: «L’Ita­lia ri­par­te, il Jobs Act fun­zio­na» A MAR­ZO 90 MI­LA OC­CU­PA­TI IN PIÙ I DI­SOC­CU­PA­TI SCEN­DO­NO A 2,89 MI­LIO­NI IL NO­DO IN­CEN­TI­VI ` Ma il Pae­se re­sta in de­fla­zio­ne: prez­zi fer­mi ad apri­le e giù del­lo 0,4% su ba­se an­nua. Pe­sa il crol­lo dell’ener­gia

RO­MA A cam­bia­re la per­ce­zio­ne dell'an­da­men­to del mer­ca­to del la­vo­ro è ba­sta­to po­co. No­van­ta mi­la per­so­ne oc­cu­pa­te in più nel me­se di mar­zo, re­gi­stra­te dall'Istat. «L' Ita­lia ri­par­te, il Jobs act fun­zio­na», ha com­men­ta­to via Twit­ter il pre­mier Matteo Ren­zi. Ma se sul fron­te dei con­trat­ti i se­gna­li di ri­pre­sa so­no po­si­ti­vi, da quel­lo dell'in­fla­zio­ne, o me­glio del­la de­fla­zio­ne, non ar­ri­va­no buo­ne no­ti­zie. La fo­to­gra­fia dei prez­zi scat­ta­ta dall' Istat ri­ma­ne so­stan­zial­men­te la stes­sa: prez­zi fer­mi an­che ad apri­le, in ca­lo del­lo 0,4% ri­spet­to allo scor­so an­no, se­con­do i da­ti prov­vi­so­ri. Que­sto vuol di­re che se la di­na­mi­ca dei prez­zi non ri­par­ti­rà il ri­sul­ta­to di fi­ne an­no po­treb­be es­se­re una de­fla­zio­ne pie­na.

LO SCE­NA­RIO

Do­po la bat­tu­ta di ar­re­sto di feb­bra­io, co­me det­to, i da­ti di mar­zo mo­stra­no che la di­soc­cu­pa­zio­ne si ri­du­ce. Era­no ol­tre tre an­ni che non scen­de­va all'11,4%. Ri­spet­to all'ini­zio del 2016 si re­gi­stra un ca­lo di 0,3 pun­ti per­cen­tua­li, men­tre ri­spet­to a mar­zo 2015 il ca­lo è di 1,1 pun­ti. Nel com­ples­so, il tas­so di oc­cu­pa­zio­ne sa­le al 56,7%. Tra­dot­to, i di­soc­cu­pa­ti scen­do­no a 2,89 mi­lio­ni: so­no 274 mi­la in me­no ri­spet­to a mar­zo del­lo scor­so an­no. L'au­men­to ri­guar­da sia i di­pen­den­ti (+42 mi­la quel­li con con­trat­to a tem­po in­de­ter­mi­na­to e +34 mi­la quel­li a sca­den­za) sia gli in­di­pen­den­ti (+14 mi­la). La fre­na­ta dei me­si scor­si è sta­ta cau­sa­ta so­prat­tut­to dal­la forte ri­du­zio­ne de­gli in­cen­ti­vi al­le as­sun­zio­ni, che con l'ultima leg­ge di Sta­bi­li­tà so­no sta­ti più che di­mez­za­ti: si è pas­sa­ti da 8 mi­la a 3.250 eu­ro l'an­no per ogni la­vo­ra­to­re as­sun­to a tem­po in­de­ter­mi­na­to. Il ca­lo del­la di­soc­cu­pa­zio­ne, se­con­do il go­ver­no, è ri­con­du­ci­bi­le al­la ri­for­ma del la­vo­ro, il Jobs act, che ha por­ta­to mag­gio­re fles­si­bi­li­tà in en­tra­ta e in usci­ta. Per il mi­ni­stro del La­vo­ro, Giu­lia­no Po­let­ti, la ri­for­ma «non ha fi­ni­to i suoi ef­fet­ti po­si­ti­vi». An­che la di­soc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le scen­de ai mi­ni­mi dal 2012, ov­ve­ro il 36,7%. An­co­ra una vol­ta, pe­rò, l'au­men­to dell'oc­cu­pa­zio­ne non ri­guar­da i gio­va­ni tra i 25 e i 34 an­ni. Le per­cen­tua­li mi­glio­ri, in­fat­ti, ri­guar­da­no le per­so­ne tra i 50 e i 64 an­ni (+ 363 mi­la): ca­la il tas­so di di­soc­cu­pa­zio­ne di 0,1 pun­ti, men­tre l'oc­cu­pa­zio­ne au­men­ta di 0,3 pun­ti. In cre­sci­ta an­che i gio­va­nis­si­mi tra i 15 e i 24 an­ni: per lo­ro il tas­so di di­soc­cu­pa­zio­ne a mar­zo è di­mi­nui­to dell'1,5 per cen­to ri­spet­to al me­se pre­ce­den­te. I da­ti di mar­zo so­no po­si­ti­vi an­che gra­zie al­la di­mi­nu­zio­ne de­gli inat­ti­vi, co­lo­ro che non la­vo­ra­no e che allo stes­so tem­po non cer­ca­no un im­pie­go. A mar­zo era­no 13,9 mi­lio­ni, cir­ca 125 mi­la in me­no ri­spet­to allo stes­so pe­rio­do dell'an­no scor­so. Tor­nan­do all'in­fla­zio­ne, i da­ti Istat mo­stra­no che al mo­men­to l'in­ter-

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