Co­sì la re­te ha cam­bia­to il vol­to del po­te­re

Il Messaggero (Civitavecchia) - - DA PRIMA PAGINA - Giu­lia­no da Em­po­li

l fu­tu­ro è già tra noi, so­lo che è di­stri­bui­to in ma­nie­ra di­se­gua­le. Lo ha scrit­to, an­ni fa, Wil­liam Gib­son, uno dei cro­ni­sti più con­vin­cen­ti del­la nuo­va era tec­no­lo­gi­ca e con­ti­nua ad es­se­re ve­ro men­tre fe­steg­gia­mo i trent’an­ni del­la pri­ma con­nes­sio­ne in­ter­net ita­lia­na. I ri­cer­ca­to­ri dell’uni­ver­si­tà di Pi­sa so­no sta­ti tra i pri­mi eu­ro­pei, il 30 apri­le 1986, a col­le­gar­si al­la re­te Ar­pa­net crea­ta ne­gli Sta­ti Uni­ti. Ma c’è vo­lu­to mol­to più tem­po pri­ma che in­ter­net pro­du­ces­se un im­pat­to dav­ve­ro de­ci­si­vo sul­la so­cie­tà e sul­la po­li­ti­ca, pro­du­cen­do una nuo­va ca­te­go­ria di cit­ta­di­ni.

In Ita­lia, sia­mo so­lo a me­tà del gua­do. I da­ti dell’Istat ci di­co­no che gli uti­liz­za­to­ri di in­ter­net so­no so­lo il 60,2 per cen­to, contro una me­dia eu­ro­pea del 75, e la per­cen­tua­le di quel­li che si col­le­ga­no tut­ti i gior­ni re­sta mol­to più bas­sa, in­tor­no al 40 per cen­to. Ep­pu­re, an­che da noi il cit­ta­di­no 2.0 oc­cu­pa or­mai il cen­tro del­la sce­na.

Ri­spet­to al­la sua pre­ce­den­te ver­sio­ne ana­lo­gi­ca, il cit­ta­di­no 2.0 ha mol­to più po­te­re. O per lo me­no, cre­de di aver­lo. Sul­le pun­te del­le di­ta, ha ac­ces­so ad una mo­le di in­for­ma­zio­ni che fa­reb­be im­pal­li­di­re i più do­cu­men­ta­ti ar­chi­vi­sti del­la ge­ne­ra­zio­ne pre­ce­den­te, i ca­pi dell’in­tel­li­gen­ce, J. Ed­gar Hoo­ver e Ri­chard Ni­xon. Le app che ha sca­ri­ca­to sul te­le­fo­no gli dan­no ac­ces­so ad una quan­ti­tà di ser­vi­zi im­me­dia­ti, che nep­pu­re il mi­glior con­cier­ge di un al­ber­go a set­te stel­le po­treb­be ga­ran­ti­re.

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