Car­rai a gior­ni nel­lo staff di Ren­zi Il Col­le con­si­glia no­mi­ne in 2 fa­si

Il Messaggero (Latina) - - PRIMO PIANO - IL RE­TRO­SCE­NA Al­ber­to Gen­ti­li

` Mat­ta­rel­la dà l’ok, ma sug­ge­ri­sce di se­pa­ra­re la chia­ma­ta del con­si­glie­re da­gli al­tri in­ca­ri­chi «NIEN­TE COR­REN­TI O CORRENTINE, NON HO SCEL­TO AMI­CI. ADES­SO SPE­RO CHE MARCO AC­CET­TI DI OC­CU­PAR­SI DI CY­BER SECURITY» ` Al­fa­no gui­da la scel­ta per il do­po Mas­so­lo, il pre­mier quel­la per i ver­ti­ci di Gdf e Po­li­zia

RO­MA Non de­ve trar­re in inganno il nuo­vo rin­vio del­la no­mi­na di Marco Car­rai a con­su­len­te per la cy­ber-security. Matteo Ren­zi, a di­spet­to del­le bor­da­te di Gril­lo & C. ti­ra dritto. Il suo ami­co di sem­pre, grande esper­to di si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca, con buo­ni con­tat­ti con Cia e Mos­sad, la set­ti­ma­na pros­si­ma en­tre­rà a pa­laz­zo Chi­gi. E ci en­tre­rà con il di­sco ver­de del Qui­ri­na­le.

L’al­tra se­ra, quan­do il pre­mier è sa­li­to sul Col­le per di­scu­te­re del­le no­mi­ne, Sergio Mat­ta­rel­la non ha avu­to nul­la da ri­di­re: la scel­ta di fa­re di Car­rai un su­per con­su­len­te per la si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca, fa par­te del­le no­mi­ne di­ret­te di Ren­zi vol­te a com­ple­ta­re il pro­prio staff. Dun­que è una de­ci­sio­ne che, se­con­do il ca­po del­lo Sta­to, il pre­mier può pren­de­re in pie­na e to­ta­le au­to­no­mia. Pe­rò dal Qui­ri­na­le è an­che ar­ri­va­to un sug­ge­ri­men­to sul me­to­do: per evi­ta­re equi­vo­ci, me­glio ef­fet­tua­re la no­mi­na di Car­rai in se­con­do mo­men­to, sen­za mi­schiar­la a quel­le dei ver­ti­ci di Ser­vi­zi, Po­li­zia e For­ze ar­ma­te. E so­prat­tut­to, in quan­to sem­pli­ce con­su­len­te, Car­rai non gui­de­rà al­cu­na strut­tu­ra d’in­tel­li­gen­ce.

Ren­zi ha fat­to te­so­ro dei con­si­gli. Co­me ha fat­to te­so­ro an­che dell’idea, lan­cia­ta sem­pre da Mat­ta­rel­la, di av­ver­ti­re per tem­po le op­po­si­zio­ni dell’in­for­na­ta di no­mi­ne isti­tu­zio­na­li. Co­sa che il pre­mier ha fat­to ri­cor­ren­do al sot­to­se­gre­ta­rio ai Ser­vi­zi, Marco Min­ni­ti: pri- ma che aves­se ini­zio la riu­nio­ne del go­ver­no, Min­ni­ti ha chia­ma­to i rap­pre­sen­tan­ti nel Co­pa­sir di Le­ga, For­za Ita­lia, Cin­que­stel­le, etc.

Al ter­mi­ne del Con­si­glio dei mi­ni­stri, Ren­zi si è tol­to co­mun­que qual­che sas­so­li­no dal­le scar­pe: «Nel­le set­ti­ma­ne scor­se ho let­to una rid­da di no­mi che fran­ca­men­te non ave­va­no ri­scon­tro, co­me se vo­les­si met­te­re qual­che ami­co a ca­po dei Ser­vi­zi. In­ve­ce in un Pae­se ci­vi­le e nor­ma­le, quan­do si trat­ta di no­mi­na­re gli al­ti ver­ti­ci, si va­lo­riz­za­no le fi­gu­re isti­tu­zio­na­li. Nes­su­na cor­da­ta o cor­da­ti­na. E’ sta­to fat­to tut­to in to­ta­le tra­spa­ren­za».

IL SU­PER CON­SU­LEN­TE

Ed ec­co l’an­nun­cio del­la no­mi­na di Car­rai, con tan­to di sot­to­li­nea­tu­ra del me­to­do sug­ge­ri­to dal Qui­ri­na­le: «La set­ti­ma­na pros­si­ma fa­re­mo ul­te­rio­ri or­ga­niz­za­zio­ni in­ter­ne del mio staff. Vo­glio sia chia­ro che c’è una dif­fe­ren­za tra le no­mi­ne isti­tu­zio­na­li di og­gi e le no­mi­ne di staff che so­no col­la­bo­ra­to­ri del pre­si­den­te del Con­si­glio cor­ren­te e la­scian­do quan­do il pre­mier se ne va. Suc­ce­de co­sì in tut­to il mon­do, so­lo da noi av­vie­ne una po­ten­zia­le con­fu­sio­ne tra que­sti ruo­li». Poi, fa­cen­do fi­nal­men­te il no­me di Car­rai a pre­ci­sa do­man­da: «Car­rai è un mio ami­co co­me tan­te per­so­ne che la­vo­ra­no con me. Lo co­no­sco da die­ci an­ni e gli ho chie­sto di dar­mi una ma­no nel set­to­re del Big Da­ta. Tro­vo il mo­do in cui è sta­to rac­con­ta­to e de­scrit­to un grande sfog­gio di fan­ta­sia. Spe­ro che lui non ab­bia cam­bia­to idea a fu­ria di leg­ge­re cer­te co­se e vo­glia an­co­ra la­vo­ra­re con noi, an­che se la sua qua­li­tà del­la vi­ta peg­gio­re­reb­be per via del blind tru­st che do­vreb­be fa­re e per tut­ti i soldi che per­de­reb­be».

Il ca­ro­sel­lo di no­mi­ne ha vi­sto, sot­to trac­cia, an­che un brac­cio di fer­ro tra Ren­zi e An­ge­li­no Al­fa­no. Il mi­ni­stro dell’In­ter­no è riu­sci­to, do­po un lun­go la­vo­ro di tes­si­tu­ra, a im­por­re a ca­po del Dis (al po­sto di Giam­pie­ro Mas­so­lo che Ren­zi ha pub­bli­ca­men­te rin­gra­zia­to) il no­me di Alessandro Pan­sa cui è le­ga­to da un an­ti­co rap­por­to di sti­ma e ami­ci­zia. Il pre­mier, pe­rò, in cam­bio ha riem­pi­to con il no­me di Fran­co Ga­briel­li la de­li­ca­ta ca­sel­la di ca­po del­la Po­li­zia. «Una scel­ta», spie­ga un mi­ni­stro ren­zia­no, «vol­ta a lan­cia­re un se­gna­le di attenzione isti­tu­zio­na­le»: Ga­briel­li, at­tua­le pre­fet­to di Ro­ma, è ami­co fra­ter­no di En­ri­co Let­ta.

UN AMI­CO AL­LA GDF

In più, im­po­nen­do la re­go­la di sce­glie­re in «nu­me­ri due» nel­la sca­la ge­rar­chi­ca dei va­ri set­to­ri, Ren­zi ha por­ta­to al­la gui­da del­la Guar­dia di Fi­nan­za il ge­ne­ra­le Gior­gio To­schi, in ot­ti­mi rap­por­ti con il pre­mier fin dai tem­pi in cui il pri­mo co­man­da­va le Fiam­me gial­le in Toscana e il se­con­do era pre­si­den­te del­la pro­vin­cia di Fi­ren­ze.

L’ultima no­ti­zia ri­guar­da la du­ra­ta del­le no­mi­ne. A sor­pre­sa Ren­zi ha de­ci­so di fis­sar­ne la sca­den­za tra due an­ni. Spie­ga­zio­ne: «Ab­bia­mo de­ci­so co­sì per­ché sia­mo per­so­ne serie e cor­ret­te. Nel 2018 si vo­te­rà per eleg­ge­re il nuo­vo go­ver­no che po­trà rin­no­va­re gli in­ca­ri­chi». Pau­sa, sor­ri­set­to: «Ma non fa­te­vi il­lu­sio­ni, tra due an­ni vin­ce­rò e qui ci sa­rò an­co­ra io».

(fo­to ANSA)

Sergio Mat­ta­rel­la

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