Svol­ta sul re­cu­pe­ro cre­di­ti dal­le im­pre­se i tem­pi si ri­du­co­no ad ap­pe­na 6-8 me­si

Il Messaggero (Latina) - - PRIMO PIANO - I PRESTITI Ro­ber­ta Amo­ru­so

I soldi ar­ri­ve­ran­no dal fon­do in­ter­ban­ca­rio

L’am­mon­ta­re del fon­do in­ter­ban­ca­rio, dal qua­le si at­tin­ge­rà per i rim­bor­si, non è in­di­ca­to. Il go­ver­no ha as­si­cu­ra­to che chi avrà di­rit­to all’in­den­niz­zo sa­rà co­mun­que ri­sar­ci­to. RO­MA Al­tro che 6-8 an­ni. I tem­pi per il re­cu­pe­ro cre­di­ti si ri­dur­ra­no a 6-8 me­si se si par­la di per­so­ne giu­ri­di­che, e cioè im­pre­se. È que­sta una del­le gam­be del­la mos­sa del go­ver­no che «ri­sol­ve­rà il pro­ble­ma ban­ca­rio», nel­le in­ten­zio­ni del pre­mier Matteo Ren­zi. I ri­fe­ri­men­to evi­den­te­men­te è al­la mon­ta­gna di cre­di­ti in sof­fe­ren­za ac­cu­mu­la­ti dal­le ban­che ne­gli an­ni del­la cri­si e che ora za­vor­ra­no i bi­lan­ci e l’at­ti­vi­tà de­gli stes­si isti­tu­ti.

Ma sia chia­ro. Il per­cor­so ab­bre­via­to nell’am­bi­to del­le nor­me per sem­pli­fi­ca­re le pro­ce­du­re fal­li­men­ta­ri ri­guar­da le per­so­ne giu­ri­di­che, cioè le im­pre­se. Per­chè in­ve­ce non cam­bia nien­te ri­spet- to al­le regole at­tua­li per le per­so­ne fi­si­che, cioè per i clien­ti-ri­spar­mi­to­ri, ina­dem­pien­ti nei con­fron­ti dei prestiti ban­ca­ri. L’ac­ce­le­ra­zio­ne del­le pro­ce­du­re ri­guar­de­rà so­lo i con­trat­ti si­gla­ti dal­le sin­go­le ban­che con la pro­pria clien­te­la che lo pre­ve­do­no espli­ci­ta­men­te.

Un det­ta­glio cru­cia­le di que­sto mec­ca­ni­smo ri­guar­da l’in­tro­du­zio­ne del «pe­gno mo­bi­lia­re non pos­ses­so­rio», non so­lo sull’im­mo­bi­le, ma an­che «sul ca­pan­non­ci­no e le scor­te». Si trat­ta di una ga­ran­zia con­ces­sa ai cre­di­to­ri sui be­ni del de­bi­to­re de­sti­na­ti all’eser­ci­zio dell'im­pre­sa, co­me i mac­chi­na­ri per esem­pio (ma non quel­li re­gi­stra­ti, co­me le au­to). In so­stan­za, ha spie­ga­to il mi­ni­stro dell’Eco­no­mia, Pier Car­lo Pa­doan, si trat­ta di un «mec­ca­ni­smo pro­ci­cli­co», per­chè «in ca­so di dif- fi­col­tà l’even­tua­le mac­chi­na­rio non sa­rà più sot­trat­to all’im­pren­di­to­re, ali­men­tan­do ul­te­rio­ri pro­ble­mi, ma po­trà ri­ma­ne­re nel­le di­spo­ni­bi­li­tà dell’azien­da»: Co­sì «cer­chia­mo di smuo­ve­re l’eco­no­mia», ha det­to Ren­zi spe­ci­fi­can­do pe­rò che «il pe­gno non è au­to­ma­ti­co ma ser­vi­rà la fir­ma del­le par­ti».

Poi c’è la que­stio­ne del­le Dta (De­fer­red Tax As­set). Si trat­ta del no­do dei cre­di­ti di im­po­sta, ha spie­ga­to il mi­ni­stro Pa­doan, «un pro­ble­ma che le ban­che ave­va­no in pas­sa­to, ma ri­sol­to con le mi­su­re esta­te scor­sa». Mi­su­re per cui «non ci sa­ran­no più cre­di­ti di im­po­ste in fu­tu­ro e ci sa­rà una ri­du­zio­ne a ten­de­re di quel­li esi­sten­ti». Pri­ma si par­la­va «di 18 an­ni per es­se­re re­si esi­gi­bi­li per le ban­che. Ora in­ve­ce il tem­po è sta­to az­ze­ra­to», cioè «non esi­ste più una so­spen­sio­ne di cre­di­to di cui le ban­che non pos­so­no go­de­re a me­no che i cre­di­to­ri non fac­cia­no pro­fit­ti». Que­sto, ha ag­giun­to il mi­ni­stro, «man­gia­va ca­pi­ta­le al­le ban­che e le ren­de­va più fra­gi­li» , quin­di an­da­va eli­mi­na­to. Si è con­cor­da­to quin­di con la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea «una sor­ta di fee a ca­ri­co del­le ban­che per per­met­te­re di uti­liz­za­re quel­lo che vie­ne as­si­mi­la­to a una for­ma di ga­ran­zia pub­bli­ca».

AL VIA IL “PE­GNO POS­SES­SO­RIO” SU CA­PAN­NO­NI, MAC­CHI­NA­RI E SCOR­TE NUO­VE MI­SU­RE SUL CRE­DI­TO D’IM­PO­STA

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