Guerra di ci­fre Pd-5Stel­le E a Ro­ma il bal­lot­tag­gio si gio­ca su 130mi­la sche­de

Il Messaggero (Ostia - Litorale) - - PRIMO PIANO - LO SCE­NA­RIO Dio­da­to Pi­ro­ne

Scam­bi di accuse: «M5S ca­la­to ri­spet­to al­le po­li­ti­che». La replica: fal­so Il mat­ch Rag­gi-Gia­chet­ti per i son­dag­gi­sti. Te­mi chia­ve: one­stà e svi­lup­po

RO­MA In cam­pa­gna elet­to­ra­le la com­pe­ti­zio­ne fra i par­ti­ti è fi­sio­lo­gi­ca. Ma sui da­ti del­le ele­zio­ni co­mu­na­li fra Pd e M5S è scop­pia­ta una ve­ra e pro­pria guerra del­le ci­fre. Ie­ri mat­ti­na un du­ris­si­mo post di Bep­pe Gril­lo re­pli­ca­va a mo­do suo («Il Bom­ba, ov­ve­ro Ren­zi, è un cial­tro­ne») ad al­cu­ni da­ti “lan­cia­ti” dal pre­mier e se­gre­ta­rio del Pd l’al­tro ie­ri che pu­re si era det­to in­sod­di­sfat­to del ri­sul­ta­to dei democrat. «Al­la fi­ne del­le co­mu­na­li sui 1.300 sin­da­ci che sa­ran­no elet­ti cir­ca 1.000 ri­sul­te­ran­no di area Pd», ave­va det­to Ren­zi. Apri­ti cie­lo. «Nel mon­do rea­le i can­di­da­ti pid­di­ni che han­no vin­to al pri­mo tur­no so­no 18 (non 1000), di­ciot­to (non mil­le)”, spie­ga Gril­lo.

Con­tro­re­pli­ca di Mat­teo Or­fi­ni, com­mis­sa­rio del pd a Ro­ma. «I numeri - scri­ve Or­fi­ni - han­no una lo­ro te­star­dag­gi­ne. Al vo­to an­da­va­no 24 co­mu­ni ca­po­luo­go. Il Pd ne ha vin­ti al pri­mo tur­no 3 e ar­ri­va al bal­lot­tag­gio in 17. So­no 4 quel­li in cui sia­mo ri­ma­sti fuo­ri. Il M5S in 6 non è nem­me­no riu­sci­to a pre­sen­tar­si, in 15 ri­ma­ne fuo­ri dal bal­lot­tag­gio. Su 24 co­mu­ni ca­po­luo­go va al bal­lot­tag­gio so­lo in 3: a Ro­ma, Torino e Car­bo­nia».

A tut­to que­sto si uni­sco­no i numeri dell’Isti­tu­to Cat­ta­neo che ha con­fron­ta­to i vo­ti dal 2011 al 2016 di 13 cit­tà “sco­pren­do” che i 5Stel­le nel pri­mo tur­no di que­ste co­mu­na­li han­no pre­so cir­ca il 20% dei vo­ti con­tro il 25% del­le po­li­ti­che del 2013.

Ma in­tan­to la mar­cia del­le co­mu­na­li pro­se­gue verso la da­ta del bal­lot­tag­gio fis­sa­ta per il 19 giu­gno. E al­lo­ra la do­man­da di­ven­ta: qua­li ta­sti do­vran­no toc­ca­re i due aspiranti sin­da­co di Ro­ma, Ro­ber­to Gia­chet­ti (Pd) e Vir­gi­nia Rag­gi (M5S), per con­vin­ce­re o ri­con­vin­ce­re gli elet­to­ri ca­pi­to­li­ni a pre­fe­rir­li? «In­nan­zi­tut­to do­vran­no cam­bia­re vo­ca­bo­la­rio e ri­cor­re­re al­la gram­ma­ti­ca del referendum che è ag­gres­si­va e chia­ra», ri­spon­de Car­lo But­ta­ro­ni di Tec­né. «I due te­mi prin­ci­pa­li di Ro­ma so­no la ri­mes­sa in mo­to del­la cit­tà e l’one­stà: en­tram­bi i can­di­da­ti do­vreb­be­ro de­cli­nar­li in mo­do chia­ro fa­cen­do emer­ge­re, con­tem­po­ra­nea­men­te, la pro­pria per­so­na­li­tà, ov­ve­ro con­vin­cen­do gli elet­to­ri di es­se­re ca­pa­ci di ge­sti­re una si­tua­zio­ne dif­fi­ci­le», ag­giun­ge En­zo Ris­so del­la SWG.

Rag­gi par­te con un ca­pi­ta­le di 450.000 vo­ti men­tre Gia­chet­ti è sta­to scel­to da 320.000 ro­ma­ni, una dif­fe­ren­za di 130.000 vo­ti su un 1,3 mi­lio­ni di vo­tan­ti. Ma già in oc­ca­sio­ne del­le ele­zio­ni del 2008 il se­con­do ar­ri­va­to (Ale­man­no) al se­con­do tur­no bat­tè il pri­mo (Ru­tel­li). I flus­si (ve­di tabella) han­no di­mo­stra­to pun­ti di for­za e di de­bo­lez­za dei due. Ri­spet­to al­le Europee del 2014, quan­do i 5Stel­le a Ro­ma pre­se­ro 290.000 vo­ti, la can­di­da­ta pen­ta­stel­la­ta ha at­trat­to vo­ti sia da sinistra che da de­stra. Ipr ha cal­co­la­to che ogni quat­tro elet­to­ri che al­le europee pre­fe­ri­ro­no il Pd uno (il 28% per l’esat­tez­za) do­me­ni­ca scor­sa ha vo­ta­to M5S; la SWG cal­co­la ad­di­rit­tu­ra che il 35% de­gli elet­to­ri che nel 2013 por­ta­ro­no Ma­ri­no in Cam­pi­do­glio ab­bia pre­fe­ri­to Rag­gi. Ma i 5Stel­le han­no sac­cheg­gia­to an­che gli elet­to­ra­ti di For­za Ita­lia e per­si­no dei Fra­tel­li d’Ita­lia che in per­cen­tua­li che oscil­la­no fra il 15 e il 12% han­no la­scia­to il cen­tro­de­stra. Quan­ti elet­to­ri con­fer­me­ran­no que­sta scel­ta al bal­lot­tag­gio? «Il sen­ti­men­to di rab­bia è mol­to for­te - sot­to­li­nea Ris­so - Ma ora per i 5Stel­le si trat­ta an­che di da­re un’idea pre­ci­sa di qua­le cit­tà co­strui­re o ri­co­strui­re».

Per Gia­chet­ti il com­pi­to è più dif­fi­ci­le. La sua prio­ri­tà sem­bra es­se­re la ri­con­qui­sta di fa­sce di elet­to­ra­to del Pd poi­ché al pri­mo tur­no ha ot­te­nu­to la fi­du­cia so­lo di un elet­to­re su due fra quel­li che al­le europee vo­ta­ro­no Democrat. «Non gli ba­sta ga­ran­ti­re più svi­lup­po ma de­ve an­che as­si­cu­ra­re pu­li­zia» spie­ga Ris­so. An­che se­con­do Tec­né il can­di­da­to Pd fa­reb­be be­ne a lan­cia­re se­gna­li pre­ci­si verso nic­chie di elet­to­ra­to che al pri­mo tur­no han­no fat­to al­tre scelte: la bor­ghe­sia; le don­ne (che han­no pre­fe­ri­to Me­lo­ni) e i gio­va­ni.

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