Un sa­la­rio mi­ni­mo per il vi­ta­li­zio

Il Messaggero (Roma - Metropoli) - - COMMENTI, OPINIONI, E - LETTERE - Bru­no Be­nel­li D. S. - Ro­ma

as­si sti­pen­di: mo­de­sta pen­sio­ne. L’equa­zio­ne è arit­me­ti­ca. E per i la­vo­ra­to­ri di­pen­den­ti del set­to­re pri­va­to che gua­da­gna­no me­no di 900 eu­ro lor­di al me­se può di­ven­ta­re pericolosa. Que­sto per­ché il sa­la­rio, per co­pri­re tut­ti i me­si di con­tri­bu­zio­ne ai fi­ni del­la pen­sio­ne, de­ve ri­spet­ta­re un im­por­to mi­ni­mo settimanale, che pe­na­liz­za le per­so­ne che svol­go­no la­vo­ri pre­ca­ri, op­pu­re con bas­si com­pen­si, op­pu­re per po­che ore al gior­no.

La mi­su­ra è per leg­ge pa­ri al­me­no al 40% del­la pen­sio­ne mi­ni­ma Inps e quin­di nel 2015 è di 200,76 eu­ro a set­ti­ma­na, 870 eu­ro al me­se

Be nell’an­no 10.439,52 eu­ro. In pra­ti­ca per un la­vo­ra­to­re di­pen­den­te del set­to­re pri­va­to de­vo­no es­se­re ver­sa­ti all'Inps con­tri­bu­ti per al­me­no 66,25 eu­ro al­la set­ti­ma­na, 287,08 al me­se e 3.445 eu­ro nell’an­no. Se si ri­spet­ta­no que­ste ci­fre mi­ni­me si ha di­rit­to ad es­se­re as­si­cu­ra­ti per tut­te e 52 le set­ti­ma­ne. Ma se si gua­da­gna di me­no, e per­ciò si pa­ga di me­no, gli uf­fi­ci ri­du­co­no il pe­rio­do uti­le a pen­sio­ne: esat­ta­men­te in mi­su­ra pro­por­zio­na­le al ver­sa­to. Ec­co un esem­pio per ren­der­ci con­to del si­ste­ma.

Sup­po­nia­mo che la per­so­na ver­si i con­tri­bu­ti su una re­tri­bu­zio­ne lor­da an­nua di 7.800 eu­ro. Poi­ché la leg­ge vuo­le che i con­tri­bu­ti sia­no ver­sa­ti al­me­no su 200,76 eu­ro set­ti­ma­na­li gli uf­fi­ci di­vi­do­no il sa­la­rio real­men­te gua­da­gna­to per la ci­fra settimanale. Ri­sul­ta­to? Il sa­la­rio dell'in­te­res­sa­to co­pre so­lo 39 vol­te il red­di­to mi­ni­mo settimanale di 201 eu­ro. Per­ciò gli uf­fi­ci ri­co­no­sco­no in pen­sio­ne so­lo 9 me­si di an­zia­ni­tà. Con il ri­sul­ta­to che la per­so­na ha la­vo­ra­to 12 me­si, ha ver­sa­to i con­tri­bu­ti per 12 me­si, ma ne per­de 3 ai fi­ni del­la pen­sio­ne.

E que­sta ri­du­zio­ne può: 1) nell' ipo­te­si peg­gio­re far per­de­re il di­rit­to a pen­sio­ne; 2) nell'ipo­te­si mi­glio­re co­strin­ge­re l'in­te­res­sa­to a pro­lun­ga­re il la­vo­ro per rag­giun­ge­re il mi­ni­mo. Ho in ca­sa una col­la­bo­ra­tri­ce do­me­sti­ca di na­zio­na­li­tà ucrai­na da un an­no e mez­zo a 25 ore a set­ti­ma­na. In que­sto mo­men­to l’in­te­res­sa­ta è al quin­to me­se di gra­vi­dan­za. Mi è sta­to det­to che du­ran­te l’as­sen­za dal la­vo­ro du­ran­te il pe­rio­do ne­ces­sa­rio io non do­vrò pa­ga­re il sa­la­rio né ver­sa­re i con­tri­bu­ti all’Inps. Le chie­do di dar­mi con­fer­ma di ciò, in quan­to un col­le­ga mi ha det­to che, pro­ba­bil­men­te, so­no co­mun­que te­nu­to a li­qui­da­re una in­te­gra­zio­ne del sa­la­rio, ma non ha sa­pu­to dir­mi in qua­le per­cen­tua­le. Ma non ba­sta quel­lo che pa­ga l’Inps? Cer­to che ba­sta, nel sen­so che lei non è te­nu­to a pa­ga­re al­cu­na in­te­gra­zio­ne dell'in­den­ni­tà Inps. Es­sa non è pre­vi­sta dal­la leg­ge né dal con­trat­to col­let­ti­vo di la­vo­ro. Que­st'an­no l'in­den­ni­tà è di 4,06 eu­ro l'ora, per­ciò nel suo ca­so 101,50 eu­ro a set­ti­ma­na e 440 eu­ro nel me­se. L'in­den­niz­zo è ri­co­no­sciu­to da due me­si pri­ma del­la da­ta pre­sun­ta del par­to, nel pe­rio­do che cor­re tra da­ta pre­sun­ta e da­ta ef­fet­ti­va del par­to e per i tre me­si suc­ces­si­vi al par­to. L'in­te­res­sa­ta ha si­cu­ra­men­te di­rit­to al­la pre­sta­zio­ne Inps in quan­to rag­giun­ge e su­pe­ra il re­qui­si­to mi­ni­mo con­tri­bu­ti­vo che è di 26 con­tri­bu­ti set­ti­ma­na­li (sei me­si) nei 12 me­si pre­ce­den­ti l'even­to.

I let­to­ri che han­no que­si­ti da por­re pos­so­no in­via­re un'e-mail a: pen­sio­ni@il­mes­sag­ge­ro.it. Ver­rà da­ta ri­spo­sta su que­sta ru­bri­ca o di­ret­ta­men­te all'in­di­riz­zo dell'in­te­res­sa­to.

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