Te­la di Ber­lu­sco­ni per ri­pren­der­si il cen­tro E chia­ma Ver­di­ni: fai tu l'uo­mo-mac­chi­na

Il Messaggero - - Primo Piano - LE POR­TE IL PREDELLINO Emi­lio Puc­ci

RO­MA Da­rà l'av­vio al­la cam­pa­gna elet­to­ra­le con un di­scor­so ri­vol­to al Pae­se «da lea­der di FI e del cen­tro­de­stra». Si sof­fer­me­rà sul­la ne­ces­si­tà che Bru­xel­les cam­bi la sua po­li­ti­ca ri­ba­den­do che oc­cor­re re­sta­re sal­da­men­te an­co­ra­ti ai prin­ci­pi eu­ro­pei. Og­gi Ber­lu­sco­ni, giun­to ie­ri se­ra a Fiug­gi in­sie­me a Fran­ce­sca Pa­sca­le, chiu­de­rà in­fat­ti la ker­mes­se or­ga­niz­za­ta dal pre­si­den­te del Par­la­men­to Eu­ro­peo Ta­ja­ni per ri­lan­cia­re la gui­da mo­de­ra­ta del­la coa­li­zio­ne, con­tro i po­pu­li­smi e le de­ri­ve estre­mi­ste. Con l'au­spi­cio che la Cor­te di Stra­sbur­go gli pos­sa ri­da­re l'ope­ra­ti­vi­tà po­li­ti­ca per­du­ta.

Nell'in­ter­ven­to è pre­vi­sto che vo­li al­to, nean­che un ac­cen­no sul­la leg­ge elet­to­ra­le, «po­che chiac­chie­re – di­rà il lea­der -, bi­so­gna ri­tor­na­re a go­ver­na­re l'Ita­lia». Per­ché è ad Ar­co­re che con Let­ta e Ghe­di­ni sta pre­pa­ran­do i pia­ni per le ele­zio­ni po­li­ti­che. C'è chi lo ha già de­fi­ni­to il “predellino dei mo­de­ra­ti”. Il cen­tro co­me ago del­la bi­lan­cia in un rap­por­to di for­za, quel­lo tra il Pd e FI, che gli az­zur­ri au­spi­ca­no di cam­bia­re. Ro­sic­chian­do quel­la fet­ta di con­sen­si ai dem per po­ter es­se­re de­ci­si­vi nel pros­si­mo Par­la­men­to.

«Ren­zi al­le Eu­ro­pee ha su­pe­ra- to il 40% al­le Eu­ro­pee ma ora nei son­dag­gi va­le qua­si la me­tà», il ra­gio­na­men­to a vil­la San Mar­ti­no. E al­lo stes­so tem­po la mis­sion è ar­gi­na­re la Le­ga, con­tro­bi­lan­cia­re Sal­vi­ni e Me­lo­ni (la lea­der Fdi sta la­vo­ran­do ad un con­gres­so in Si­ci­lia, da te­ne­re pri­ma o do­po le ele­zio­ni sull'iso­la).

Per con­se­gui­re l'obiet­ti­vo Ber­lu­sco­ni ha de­ci­so di ri­pren­der­si quel­la «ter­ra di mez­zo» che sten­ta a con­qui­sta­re una pro­pria au­to­no­mia. Riab­brac­cian­do an­che chi è an­da­to via dal­la ca­sa ma­dre co­me Fit­to. An­che l'eu­ro­par­la­men­ta­re pu­glie­se sie­de­rà al ta­vo­lo di coor­di­na­men­to che si riu­ni­rà tra po­chi gior­ni, in­sie­me a Co­sta, Qua­glia­riel­lo, Ce­sa e Pa­ri­si. Ma il ten­ta­ti­vo in cor­so è di spa­lan­ca­re le por­te pu­re a Ver­di­ni. E' sta­to il Ca­va­lie­re a chia­ma­re il lea­der di Ala a fi­ne ago­sto e al­tre vol­te in que­ste set­ti­ma­ne di set­tem­bre. Per con­fer­mar­gli sti­ma e fi­du­cia: «Sei sem­pre sta­to cor­ret­to nei miei con­fron­ti, mi fa­reb­be pia­ce­re che tor­nas­si a fa­re l'uo­mo mac­chi­na che eri un tem­po», la pro­po­sta dell'ex pre­mier. «Aspet­tia­mo di ve­de­re la leg­ge elet­to­ra­le», la ri­spo­sta.

Per l'ex coor­di­na­to­re az­zur­ro po­treb­be af­fac­ciar­si un nuo­vo ruo­lo vi­ci­no al Ca­va­lie­re, an­che per­ché la con­vin­zio­ne di Ver­di­ni è che la pros­si­ma le­gi­sla­tu­ra na­sce­rà sot­to il se­gno di una col­la- bo­ra­zio­ne tra Pd e FI e po­treb­be tor­na­re uti­le chi è ca­pa­ce di svol­ge­re una fun­zio­ne di rac­cor­do. Ber­lu­sco­ni ha vi­sto tra gli al­tri an­che l'ex vi­ce­mi­ni­stro all'Eco­no­mia Zanetti. «Ci ha trat­ta­to me­glio lui in due ore che Ren­zi in due an­ni», dicono dal­le par­ti di Scel­ta ci­vi­ca. Ma l'ex pre­mier guar­da so­prat­tut­to al­la con­te­sa in Ap.

Tre gior­ni fa c'è sta­ta la pri­ma riu­nio­ne dei par­la­men­ta­ri lom­bar­di all'in­do­ma­ni dell'ac­cor­do tra i cen­tri­sti e il Pd in Si­ci­lia. Do­ma­ni ce ne sa­rà un'al­tra. «Al­fa­no ha fat­to un er­ro­re, so­no pron­to a sfi­dar­lo per ri­por­ta­re Ap nel cen­tro­de­stra», la pro­mes­sa di Lu­pi ai mal­pan­ci­sti che già pen­sa­va­no ad una con­fe­ren­za stam­pa il 26 set­tem­bre per strap­pa­re, con tan­to di do­cu­men­to po­li­ti­co. Pro­prio per fre­na­re i quat­tro de­pu­ta­ti, i tre se­na­to­ri, i con­si­glie­ri e gli as­ses­so­ri del­la re­gio­ne, Al­fa­no per quel gior­no ha con­vo­ca­to uan di­re­zio­ne. Sul ta­vo­lo c'è la pos­si­bi­li­tà che Lu­pi ri­co­pra l'in­ca­ri­co di coor­di­na­to­re na­zio­na­le. «Ma non ba­sta, oc­cor­re pren­de­re le di­stan­ze dal Pd ora, pri­ma del vo­to in Si­ci­lia, nes­su­na ipo­te­si di al­lean­za al­le po­li­ti­che», il gri­do dei mal­pan­ci­sti che han­no bus­sa­to già al­le por­te di Ar­co­re. L'ex pre­mier pri­ma di far par­ti­re il predellino dei mo­de­ra­ti at­ten­de di ca­pi­re qua­le sa­rà il si­ste­ma di vo­to. Per ri­pro­por­re il vec­chio sche­ma del­la fe­de­ra­zio­ne o, ipo­te­si as­sai più re­mo­ta, vi­ra­re sul­la li­sta uni­ca. Il no­do, inu­ti­le dir­lo, è quel­lo del­le can­di­da­tu­re. «Ma­ga­ri vi do rap­pre­sen­tan­za nel­le mie li­ste», pro­met­te ai suoi in­ter­lo­cu­to­ri. Da Sc ai fe­de­lis­si­mi di Ver­di­ni e a tut­ti quel­li che si so­no op­po­sti all'as­se Ren­zi-Al­fa­no in Si­ci­lia. L'in­ten­zio­ne inol­tre è di im­met­te­re ener­gie nuo­ve, piaz­zan­do espo­nen­ti pro­ve­nien­ti dal­la so­cie­tà ci­vi­le tra i ca­pi­li­sta e fa­cen­do cor­re­re la vec­chia guar­dia al Se­na­to a cac­cia del­le pre­fe­ren­ze. Da qui i ti­mo­ri den­tro FI. Preoc­cu­pa­zio­ni che - per­lo­me­no ades­so – il Ca­va­lie­re cer­che­rà di spaz­za­re via. «Per­ché – di­rà a Fiug­gi – io pri­vi­le­ge­rò chi mi è sta­to lea­le an­che in que­sta nuo­va tra­ver­sa­ta nel de­ser­to».

(fo­to SIN­TE­SI)

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.